La guerra di domani: La recensione

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Dan Forester è un ex veterano di guerra, che ora si guadagna da vivere lavorando come insegnante di biologia, sognando di diventare ricercatore per una azienda prestigiosa. Vive una vita tranquilla al fianco della moglie Emmy e della piccola figlia Muri, ma ha la costante sensazione che la sua vita gli stia stretta.
La sua vita e quella di tutti gli umani, cambia quando un gruppo di militari arriva dal 2051 chiedendo aiuto per combattere una guerra futura contro alcune creature aliene. La reazione della terra è esemplare, i governi assecondano i giovani militari introducendo una leva obbligatoria mondiale, una chiamata che non risparmia nemmeno Dan, che potrebbe diventare la speranza di salvezza per tutta l’umanità.

Alla regia di La guerra di domani troviamo Chris McKay, decisamente lontano dai titoli LEGO che lo hanno reso famoso al pubblico, ma qui alle prese con un esordio direttamente su Amazon Prime. Nei primi trailer e basandoci sulle prime informazioni riguardo a questo film, la nostra idea iniziale lo aveva accostato a un altro titolo sci-fi action uscito qualche anno fa: The edge of tomorrow, la realtà è che nonostante qualche vago eco di somiglianza quello di McKay non sia in grado di replicare il successo del titolo diretto da Doug Liman.

Dal punto di vista del cast, Chris Pratt è sicuramente la nota più positiva dell’intero film, confermando ancora una volta la sua capacità di risultare a proprio agio anche in ruoli un po’ meno ironici e più action.  Il resto del cast finisce per essere usato con il contagocce, senza mai convincere a pieno ed è un peccato visto la presenza di attori validi come  Yvonne Strahovski e un J.K. Simmons fisicamente enorme.

La guerra di domani parte con un concept decisamente intrigante, l’idea di una guerra futura da combattere con soldati prelevati dal passato è potenzialmente ottima, anche se prevede una certa dose di studio su possibili buchi narrativi o paradossi lasciati in sospeso per appagare i fan più accaniti del genere sci-fi. La sensazione è che in questo caso si sia scelto di rimanere abbastanza superficiali su questo argomento, preferendo chiudere un occhio su certe situazioni, evitare spiegoni e abbracciare un messaggio più semplice e attuale come quello legato all’ambiente.

Chris McKay parte dietro la macchina da presa con un film che ci è sembrato privo della giusta ambizione, quella che sarebbe servita per costruire le basi per un nuovo Indipendence Day. Il potenziale era tutto a portata di sceneggiatura, ma il risultato è un film che trova nel catalogo dello streaming un compromesso tra l’effettiva riuscita e il suo essere sulla carta un buon blockbuster estivo, ma privo del mordente necessario a competere con i colossi che – complice la pandemia – si aggirano nelle sale.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD