Black as night: La recensione del comedy horror di Blumhouse

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Welcome to the Blumhouse torna su Prime Video in questo ottobre 2021 con 4 pellicole, due delle quali appena rilasciate sulla piattaforma Amazon.

La prima si intitola Black ad night, un horror comedy diretto dall’esordiente Maritte Lee Go e che pone l’attenzione sulle comunità nere dell’America del sud, territori con un forte legame con il passato di schiavismo.
Per  il suo film Lee Go ha scelto una delle creature più classiche del panorama dell’orrore cinematografico, il vampiro. Una scelta perfetta per calarci nelle periferie più disagiate di New Orleans, in una comunità nera dove imperversa l’abuso di droghe. Un luogo ideale dove un gruppo di vampiri possano approfittare di un gran numero di prede che non interessano a nessuno, come senza tetto e tossici, agendo indisturbati tra le pieghe dei problemi sociali degli USA.

La storia ha per protagonista Shawna, un’adolescente di New Orleans. La sua famiglia è andata in pezzi dopo l’uragano Katrina, sua madre ha lasciato la casa di famiglia per via di problemi con la droga e vive in una delle parti più povere della città. La giovane una sera tornando da una festa si imbatterà in un gruppo di vampiri, un incontro che la porterà a indagare su di loro assieme al suo migliore amico Pedro a cui poi si aggiungeranno il compagno di scuola Chris e l’appassionata di vampiri Grania , intenzionati a proteggere la loro città da queste creature oscure.

L’idea di fondo è di quelle estremamente interessanti sulla carta, tutto sembra essere al posto giusto per regalarci una ennesima prova di horror utilizzato per fare critica sociale, ma la sensazione è che qualcosa sia andato storto durante la fase di scrittura, con una sceneggiatura profondamente sbilanciata verso la componente teen e comedy e poco orientata all’orrore che come conseguenza porta a uno sviluppo “poco credibile” dell’intera storia. Il risultato finale è distante dalle potenzialità horror che le piattaforme di streaming hanno dimostrato di poter veicolare e realizzare, quasi più vicino al mondo delle pellicole di serie B nate per il mercato televisivo.

Un vero peccato perchè questa mancanza di equilibrio rovina un po’ quello che poteva essere il valore della pellicola, che si concentra come già detto sulle comunità nere e sulla spirale di difficoltà in cui spesso finiscono per essere inghiottiti, senza mai avere la percezione di poterne uscire. Black as night però si addentra ancora di più all’interno della sfera del razzismo, mostrandoci anche come all’interno della stessa comunità vengano percepite differenze dettate dal colore della pelle, con Shawna che più volte si lamenta di essere troppo scura e che questo non le permette di avere successo come altre ragazze meno scure.

Se solamente la produzione fosse riuscita a incanalare il tutto in una direzione maggiormente horror (al netto di un cast non proprio convincente al 100%) questo film avrebbe potuto essere realmente interessante, purtroppo però la realizzazione non è allo stesso livello delle idee potenziali e smorza sul nascere ogni possibilità di far esplodere l’interesse dei cultori del cinema horror, auto-relegandosi a pellicola teen.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD