The Boys 3: la recensione

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Dopo un lungo periodo di pausa, con la sola serie antologica Diabolical a placare la fame, è tornata sugli schermi una delle serie più acclamate del vasto panorama del colosso Amazon: The Boys.

È stato un anno di calma. Patriota è soggiogato. Butcher lavora per il governo, supervisionato da Hughie. Entrambi fremono per trasformare questa pace e tranquillità in una carneficina. Perciò quando i Boys vengono a sapere di una misteriosa arma anti-super, la cosa li porta a scontrarsi contro i Sette, iniziando una guerra, e dando la caccia alla leggenda del primo supereroe: Soldatino

Queste sono le premesse da cui parte questa 3 stagione, con una serie di episodi che ruota moltissimo sul tema del rapporto tra padre e figlio, argomento che in qualche modo tocca moltissimi dei personaggi principali, da Patriota e Butcher a Hughie fino a Latte Materno e Frenchie (che insieme a Kimiko è protagonista di bei momenti di crescita)  .


Una stagione che ancora una volta vede protagonista indiscusso Antony Starr e il suo Homelander, in grado di divorare la scena con una performance che lo vede sempre più come una distorta versione del noto super-uomo di casa DC Comics, alle prese con l’incapacità di gestire il suo potere (sia quello fisico che quello dato dalla notorietà), alla continua ricerca di attenzioni e disposto a tutto per averle, anche lasciarsi andare in una completa spirale discendente nel suo lato più psicotico e folle.

The Boys continua quindi sulla sua rotta fatta di cinismo, violenza e weird, senza mai dimenticarsi di dare qualche frecciatina (a volte nemmeno tanto nascosta) al mondo sociopolitico USA.

Una stagione certamente non perfetta al 100%, con qualche difettuccio dato dalle tante piccole storyline da portare avanti che spesso portano a qualche scelta frettolosa, ma allo stesso tempo sempre appagante nel suo insieme – a patto di riuscire ad apprezzarne anche i suoi momenti più genuinamente grotteschi – e in grado di rappresentare una variabile fresca e diversa nel panorama delle serie a tema super.  Va sicuramente apprezzato il lavoro che ormai da tre stagione gli autori stanno portando avanti sul materiale originale; una certosina opera di riscrittura che  in alcuni tratti porta il The Boys che vediamo sullo schermo a essere – secondo noi – anche superiore a quello letto su carta, un risultato assolutamente non di poco conto in questo panorama.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD