Paper Girls: la recensione della prima stagione dello show Prime Video

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Oggi qui su ProjectNerd.it parliamo di Paper Girls , la nuova serie sci-fi di Prime video basata sui volumi a fumetti –da noi editi da BAO – scritti da Brian K. Vaughan ( lo stesso di Y: The Last Man e Saga) e illustrati da Cliff Chiang

Paper Girls  vede protagoniste quattro ragazze – Erin, Mac, Tiffany e KJ – che, mentre distribuiscono i giornali la mattina dopo la notte di Halloween del 1988, si ritrovano involontariamente coinvolte in un conflitto tra fazioni rivali di viaggiatori nel tempo che cambierà le loro vite per sempre. Trasportate nel futuro le ragazze dovranno trovare un modo per tornare nel loro passato, e questa ricerca le porterà ad incontrare le versioni adulte di se stesse. Pur rassegnandosi al fatto che il loro futuro è molto diverso da quello che immaginavano da dodicenni, vengono braccate da una fazione militante di viaggiatori nel tempo nota come Old Watch, che ha dichiarato fuori legge i viaggi nel tempo così da poter rimanere al potere. Per sopravvivere, le ragazze dovranno superare le loro differenze e imparare a fidarsi l’una dell’altra oltre che di loro stesse.

L’intenzione del colosso dello streaming di proprietà di Amazon è semplice, fare di questa serie la sua risposta a Stranger Things di casa Netflix. L’opera costruita da Vaughan infatti gioca, in maniera diversa dalla serie della grande N, con la nostalgia degli anni’80, sfruttandola come base di partenza per una storia che però si muove su corde diverse, preferendo abbracciare il lato più fantascientifico e meno horror, avvicinandosi più al fascino di Ritorno al futuro o Super 8 e diventando a tutti gli effetti una storia di formazione. A conti fatti i punti di contatto con la serie dei fratelli Duffer non sono poi così tanti, togliendo gli anni a cui fanno riferimento (anche se per la serie di Prime sono più una partenza che un vero background costante) e l’età delle protagoniste.

 

Il passaggio su piccolo schermo di ciò che Chiang ha fatto su carta non è assolutamente indolore per questa serie, vuoi per i limiti dettati dal budget o per i cambiamenti di fondo, qualcosa si è perso delle straordinarie tavole che hanno dettato al successo della serie a fumetti. Questa versione Prime di Paper Girls non è infatti totalmente aderente all’opera originale, ma ha la capacità di mantenerne intatte le caratteristiche base e “l’anima”, quanto basta per non farci storcere il naso più del dovuto durante la visione e per lasciarci soddisfatti.
Le 4 adolescenti sono per caratteristiche di base ognuna diversa dall’altra, dalla mente del gruppo a quella più carismatica, sono interpretate da attrici poco conosciute, ma funzionali al ruolo e circondata da un cast di personaggi secondari altrettanto funzionante e convincente.

Paper Girls nel suo insieme funziona bene, ha tutti i pezzi al posto giusto per poter convincere diversi target di spettatori e farsi apprezzare, è ben realizzata (nei limiti del suo budget – vedere alla voce CGI), ha la giusta dose di teen dramma e potrebbe crescere ancora in futuro, ci ha lasciato con la voglia di vederne ancora e questo spesso è un gran bell’obbiettivo raggiunto.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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