28 giorni dopo – London Calling – La recensione

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Selena, la protagonista del film di Danny Boyle, riparte alla volta di Londra, ingaggiata da giornalisti che cercano le ragioni del contagio che ha ormai portato alla quarantena l’intera Inghilterra.

Selene

Questa miniserie proposta dalla Cosmo nel 2015 colma il silenzio tra  “28 giorni dopo” e “28 settimane dopo”.

Avevamo lasciato Selena, Jim e Hannah rifugiati nel nord dell’Inghilterra con elicottero della Royal Air Force diretto verso di loro.

La storia inizia con Selena non più in Inghilterra ma in Norvegia e di Jim e Hannah non c’è traccia.
XXX, giornalista di guerra, chiede a Selena di accompagnarlo in un viaggio a Londra in modo da poter  filmare la situazione prima dell’imminente ripopolazione della città.

Proprio questa ripopolazione sarà la trama centrale del secondo film: “28 settimane dopo”.

Durante il viaggio verso Londra vengono presentati velocemente alcuni dei personaggi, fanno la comparsa i primi zombie e di conseguenza avremo le prime morti..direi anche molto stupide!

La storia si sussegue ad un ritmo frenetico, i personaggi sono in continua lotta con gli zombie ma anche tra di loro.

In particolare vediamo come le vicende vissute in “28 giorni dopo” hanno segnato profondamente Selene tanto da renderla odiosa verso agli occhi degli altri.

Come nel film Selena non si fa problemi ad eliminare chiunque sia infetto, persino quando la trasformazione non è ancora in atto, ed è proprio questa sua freddezza a creare le prime crepe nel gruppo.

Lo schieramento è drastico lei da una parte..dall’altra tutto il gruppo!

Selene

Questo  primo albo (sono sei in tutto), è una lettura scorrevole che  spero coprirà il grande  vuoto tra  i due  film.

La narrazione è frenetica, ricca di azione e non annoia, i pochi momenti di calma sono anche quelli più interessanti perché mostrano come ogni individuo reagisca diversamente all’apocalisse.

Solo chi ha vissuto appieno l’apocalisse può sopravvivere seriamente. Se non ha timore e freddezza sei il primo a morire.

La lettura ricorda molto il più celebre The Walking Dead ma, a differenza di quest’ultimo, la trasformazione in zombie è molto più rapida e più cruenta.
Gli zombie sono molto più rapidi e forti, sopravvivere sarà una vera e propria guerra.

I disegni sono un qualcosa di eccezionale, perfetti nei dettagli e nelle sfumature. In alcune tavole avrei preferito vederle a colori ma devo dire che il bianco e nero dà quel tocco macabro e terrificante in più.

Selene

So benissimo che la lettura non è recente, anzi..ma a Lucca 2017 ho avuto l’occasione di recuperarla in blocco ad un prezzo irrisorio e da amante del genere zombie non potevo lasciarla lì.

Non vedo l’ora di proseguire nella lettura sperando che non mi deluda ma, per ora, non lo sta facendo! Speriamo di scoprire maggiori dettagli su Jim e Hannah e sul destino di tutti i sopravvissuti e chissà magari qualche collegamento maggiore con “28 settimane dopo”.

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Andrea Patruno

Nerd certificato dal 1991, ha imparato a leggere con Topolino e romanzi storici. Tutt'ora divora libri, fumetti, film e serie TV. Laureato in comunicazione e marketing, con specialistica successiva in comunicazione, con una tesi dal titolo "Nuovi media e comics nella multicanalitá: la modernità semantica emergente del fumetto".