Noi che… Con un gettone finivamo un videogioco!

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Quest’articolo lo scrissi un sacco di anni fa, quando ci fu il boom del “noi che…” sulle radio e sul web. Potevo non farne uno per il nostro hobby preferito? 😉

 

Noi che non avevamo salvataggi rapidi o crediti infiniti.

Noi che avevamo tre vite. Dopo le prime due morti ripartivi da un checkpoint. Dopo la terza era game over.

Noi che giocavamo per farci fighi davanti ai niubbi.

Noi che eravamo convinti che, schiacciando i pulsanti del secondo player, si aiutava il computer a giocare meglio.

Noi che avevamo la grafica bidimensionale che ricordava i cartoni animati.

Noi… Che della grafica uber non ce ne sbatteva niente se il gioco in se non divertiva.

Noi che una colonna sonora la canticchiavamo.

Noi che la giocabilità erano due o tre tasti, e spesso ci facevi più cose con quei tre pulsanti che con i dieci di oggi.

Noi che avevamo i cabinati in sala giochi con quattro tasti con giochi che ne usavano solo tre, e sapevamo giocare senza leggere le istruzioni nel tutorial.

Noi che un gioco durava mesi, spesso anche anni, e non ti stancavi mai di rigiocare lo stesso titolo.

Noi che quando impostavamo difficoltà “normal”, sapevamo che sarebbe stata una dura lotta.

Noi che riuscivamo (e riusciamo) a portare a termine Metal Slug con un solo gettone.

Noi che nei picchiaduro non importava che sapessi fare le mosse speciali o le Super, ma era sufficiente saper combattere.

Noi che abbiamo visto nascere la violenza nei videogiochi con Mortal Kombat e Killer Istinct.

Noi che scroccavamo le partite ai bambini promettendogli di avanzare nel gioco per poi abbandonarli al livello arduo, dove sapevamo di morire.

Noi che giocavamo King of Fighters perchè permetteva di scegliere tre personaggi invece di uno.

Noi che giocavamo platform senza energie, che morivamo con un colpo solo.

Noi che anche il platform con la grafica più infantile richiedeva tutto l’impegno del mondo.

Noi che avevamo le sale giochi, enormi stanze piene di cabinati colorati con videogiochi di tutti i tipi.

Noi che un gettone costava 200 lire prima e 500 lire dopo.

Noi che con quel gettone ci si giocava anche per un’ora.

Noi che, nonostante le console, a fine serata ci buttavamo sempre nelle sale giochi.

Noi che la scelta più difficile nel giorno di acquisto di una console era – Super Mario o Sonic ?

Noi che quando acquistavamo una console avevamo due pad e un gioco in omaggio.

Noi che quando un gioco usciva in Limited Edition, l’edizione era davvero limitata e conteneva cose magiche come magliette, felpe e cd con colonna sonora.

Noi che abbiamo visto nascere gli sparatutto con pistola come Time Crisis o House of the Dead.

Noi che avevamo le avventure grafiche.

Noi che se un amico aveva una console diversa dalla nostra, non lo criticavamo ma giocavamo assieme.

Noi che quando è stato rilasciato il Game Boy abbiamo gridato al miracolo!

Sempre noi, che con lo stesso Game Boy, ci abbiamo giocato per quasi dieci anni.

Infine, noi che avevamo i veri giochi Hardcore che ancora oggi avrebbero da insegnare.

 

Noi che… Sappiamo cosa Vi siete persi.

Daniel Mars

Daniel Mars

Tanti anni sui videogiochi lo hanno convinto che non esiste niente di più importante del GAMEPLAY quando si parla di Gaming. Nonostante illustri capolavori moderni come Fallout 3 o il primo Dead Space, resta ancorato al passato con giochi come Earthworm Jim, Killer Istinct e Megaman X. E' anche fissato con gli X-Men, Donnie Darko e il Monopoly.

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