Dangerous Golf: vale la pena attenderlo

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Una delle più grosse responsabilità e sfide di un giornalista videoludico di un sito internet di nicchia come ProjectNerd, è quella di riuscire a discutere con i propri lettori di ciò che solitamente altri colleghi di altre realtà non prendono in considerazione. Chi mi legge da tempo sa benissimo che i miei giochi preferiti in assoluto sono 3: Medievil, Bioshock: Infinite e Burnout 3. Quest’ultimo l’ho potuto godere per un lasso di tempo lunghissimo, anche se ci mise solo un attimo per entrarmi nel cuore.

Il rocckeggiante titolo di Criterion Games è considerato da me medesimo come la massima espressione dello studios britannico nonché uno dei chiari esempi di ottimizzazione, gameplay e ricercatezza contenutistica. La perfezione ha il nome di Burnout 3, ma sappiamo tutti che gli studios talentuosi non hanno molto futuro in EA Games. Alcune delle figure chiave dello studios, tra cui Fiona Sperry and Alex Ward, fondatori di Criterion, se ne sono andati con in testa la volontà di sperimentare con qualcosa di nuovo e di diverso, opportunità che solo l’universo videoludico indipendente poteva offrire. E così fu.

Castle_WeaponsRoom-2
Kitchen_Kitchen_02-2
Kitchen_Kitchen-2-2
Palace_DiningRoom-1-2
Castle_GreatHall_Ball-2
Castle_Dungeon-1-2

 

Dangerous Golf è la nuova proprietà intellettuale di Three Fields Entertainment, lo studio di sviluppo indipendente creato dai due fondatori di Criterion. Annunciato alcuni mesi addietro, non è stato supportato da una campagna marketing di sorta poiché, come ovvio che sia, le risorse economiche per sostenere una campagna pubblicitaria capillare sono solitamente ben oltre le possibilità degli sviluppatori indie.

Ogni volta che ne leggo il titolo, mi metto a ridere. Questo perché conoscendo gli sviluppatori, so già quanto Dangerous Golf potrà finalmente soddisfare la mia fame di distruzione incontrollata (ed effettivamente sarà così). L’obiettivo del titolo è quello di centrare la buca con il miglior numero di tiri possibili, come le regole del Golf impongono. Ma non sarebbe un gioco con DNA Criterion, se il vero obiettivo del gioco non fosse futile tanto quanto pelare una mela già sbucciata, perché il vero obiettivo, anche se non è esplicito (come in Burnout), è quello di fare più casino possibile.

Ritornano concetti come il “Crashbraker”, in questo caso denominato “Smashbraker” il quale, come già accadeva negli incroci di Burnout, fungerà da turbo per la nostra sfortunata pallina, permettendoci di controllare la sua direzione in volo nel tentativo di colpire più oggetti possibili per distruggerli. Pura poesia:

Atteso per il prossimo 3 giugno, probabilmente a prezzo budget, offrirà diverse modalità di gioco tra cui una modalità “storia”, una modalità “arcade”, che permetterà di rifare all’infinito gli stage sbloccati nella modalità principale, “Coop” e sfide online. Non sarebbe un gioco Criterion se non vi fosse del non-sense sparo un po’ ovunque, motivo per cui i nostri campi da golf saranno dei normalissimi ambienti indoor. Alla fine è assolutamente intelligente giocare a Golf all’interno di una villa medievale o in una cucina di un Fast Food.

Il tutto è mosso da uno spettacolare Unreal Engine 4, che va a sostituire il RenderWare creato da Criterion stessa (e sotto licenza EA). La gestione della distruzione permessa dal motore grafico di Epic Games è stata utilizzata nel migliore dei modi, ma non penso ci sia bisogno di sottolinearlo dato il pedigree degli sviluppatori.

Alcuni però si stanno dimostrando scettici rispetto al progetto. Certamente Sperry & Ward hanno la volontà di proporre il loro titolo agli appassionati di Burnout che fremono dalla voglia di distruzione, motivo per cui chi osserva il titolo come proposta slegata dal mondo degli appassionati distruttori non è convinto dal concept di gioco. In rete molti esprimono perplessità riguardo alla effettiva capacità di Dangerous Golf di divertire il giocatore, portando questi ultimi miscredenti a valutare il titolo come una sorta di Tech Demo.

Per quanto riguarda me medesimo, sono sicuro che la produzione di Three Fields Entertainment sarà capace di soddisfarmi poiché, come appassionato di Burnout, so che questo titolo offrirà molto di più di quello che si può oggi vedere nei vari video divulgati in rete. Per tutti gli altri, consiglio di prenderlo in seria considerazione:

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.