Focus: Pinguino, il miglior personaggio di Gotham?

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Ecco dieci motivi per cui amiamo Pinguino, il pennuto più temibile di Gotham. Forse, il miglior personaggio dell’universo televisivo DC.

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Enrico Ciccarelli

Sinossi di Gotham:

I detective del dipartimento della polizia di Gotham City, James Gordon e Harvey Bullock guidati dal capitano Sarah Essen, vengono incaricati di risolvere uno degli omicidi più sconvolgenti e di alto profilo a cui Gotham abbia mai assistito: l’assassinio di Thomas e Martha Wayne. Durante la sua indagine, Gordon incontrerà il figlio dei Wayne, Bruce, ora sotto la tutela del maggiordomo Alfred Pennyworth. Testimone del delitto è la giovane Selina Kyle (la futura Catwoman), che darà informazioni utili per trovare il killer. Lungo il suo cammino da detective, Gordon dovrà confrontarsi con diversi boss della mafia (alcuni dei quali appartenenti alle story board originali, come Carmine Falcone e Sal Maroni, altri inventati per la serie come Fish Mooney e Butch Gilzean), e con quelli che saranno i futuri super cattivi dell’universo di Batman, tra i quali, Oswald Cobblepot (detto Pinguino), Edward Nigma, Ivy Pepper, Harvey Dent e Jonathan Crane coloro che, rispettivamente, diverranno l’Enigmista, Poison Ivy, Due Facce e lo Spaventapasseri.

Biografia del Pinguino:

Oswald Cobblepot era un semplice ometto panciuto e con un lungo naso buffo che, associato alla sua passione per l’ornitologia, fungeva da calamita per gli insulti e le marachelle dei bulli di quartiere.
Cresciuto solo e con un gran risentimento verso il mondo, Oswald si affeziona agli uccelli (animali, peraltro, venduti nel negozio di famiglia gestito da sua madre, vedova) tanto da essere soprannominato, al college, Pinguino. Come se il suo aspetto non fosse sufficiente ad attirare scherni, sua madre lo costringeva a portare con sé un ombrello, per paura che s’ammalasse. Infatti il padre era morto a causa di una forte polmonite in seguito ad un improvviso temporale. Questa sua stranezza rese ancor più ostili i compagni verso di lui.
Di questo periodo della sua vita non si sa molto. L’attività di famiglia era in caduta libera e presto i creditori l’avrebbero fatta sparire. Della vita di Oswald adolescente si conoscono alcuni interessanti particolari. Per esempio, fu in questo periodo che cominciò a pensare agli ombrelli come ad un’arma. Affilò la punta del suo ombrello e sfregiò permanentemente il volto del capo dei bulli che lo perseguitavano, tale Randall Holmes. Oppure, significativo l’episodio in cui paga la ragazza più carina della scuola affinché si presenti al ballo con lui, il ragazzo più brutto. In questo modo, la ragazza fa il primo passo verso quella che sarà una vita di soli soldi e sesso. Mentre Oswald sperimenta le gioie dell’amore e del potere.
Il destino incombe, però. Il negozio chiude, i suoi amati volatili vengono quindi sequestrati e Oswald si ritrova solo e senza soldi. Il risentimento latente esplode con tutta la sua forza. L’ombrello diviene un’arma d’offesa, un marchio del neonato criminale in tuba, monocolo e frac. La vendetta diviene la sua unica ragione di vita (nonché la sua rovina). Nasce il Pinguino, bizzarro criminale amante dei pennuti, del potere e degli abiti eleganti. Sfida numerose volte Batman, venendo puntualmente sconfitto. Tenta la scalata al potere nella società malavitosa di Gotham City innumerevoli volte.
Dopo anni ed anni di attività, si ritira dalla scena del crimine e smette i panni del Pinguino per aprire, coi proventi delle sue azioni criminose, una catena di night club, l’Iceberg Lounge, con cui camuffa la sua nuova, losca attività: il contrabbando d’armi. La morte del “Romano”, ossia Carmine Falcone, gli spalanca le porte dell’alta società malavitosa e Pinguino diventa uno dei più potenti boss di Gotham City. La sua maggiore particolarità (nonché arma in un certo senso) è la conoscenza che ha del sottobosco criminale di Gotham. Non si muove foglia in città senza che il Pinguino lo sappia. Proprio per questo, diverrà uno strumento di frequente uso per lo stesso Batman, quasi un suo informatore, benché i dialoghi tra i due restino sempre pungenti e il disprezzo reciproco evidente.

Enrico Ciccarelli

Sociologo, recensore e nerd! Caporedattore dalle sezione Spettacolo per ProjectNerd.it

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