Devil Inside: Recensione del gioco contro il conformismo

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Avevo incontrato Andrea Tasinato al Retrofuturo Festival di Milano nel febbraio 2016. Soltanto guardandolo avevo capito che aveva in serbo qualcosa che solo pochi potevano capire. I suoi occhi svegli e il suo atteggiamento quasi schizzato in stile “caffeinomane”, mi hanno consigliato di andare a tutti i costi ad intervistare quello strano figuro, sicuro che avrei sicuramente trovato qualcosa di incredibile, di diverso e soprattutto speciale.

 

Quel titolo, al tempo ancora in fase di programmazione, sembrava inizialmente un semplice videogioco sviluppato grazie alle prodezze di RPG Maker, fintanto tastiera e mouse alla mano scoprii di essere un giovane Veneto che in crisi di astinenza da ragazze si ritrova a vagare per lande desolate alla ricerca di una sorta di vendetta con la figlia di Satana, con l’obiettivo di combattere tutti i nemici dell’impero diabolico tra cui Papa Francesco e Jovanotti.

 

Benvenuti nella recensione di Devil Inside

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Si: Devil inside fa largo utilizzo dei personaggi della cultura pop italiana

 

SIAMO CADUTI IN BASSO?

 

Quando intervistai Andrea osservai una persona totalmente eccitata per quello che aveva creato e supposi sin da subito che quella sua opera non era semplicemente un ammasso di pixel e codice sorgente al solo scopo di divertire e intrattenere. Una persona così presa dal suo progetto tanto da divertire se stesso nel crearlo, non poteva essenzialmente creare qualcosa di superficiale e semplicemente stupido.

Devil Inside in soldoni si mostra come un classico titolo RPG della vecchia scuola 2D anni ‘90 creato con RPG Maker, a detta di Tasinato uno dei pochi programmi che permettono lo sviluppo di veri videogiochi poiché in due dimensioni. Secondo il pensiero dello sviluppatore infatti, i videogames dovrebbero limitarsi alla sola espressione 2D e lasciare al giocatore il lavoro di immaginare i mondi proposti a schermo.

Pertanto, filosofie condivisibili a parte, se osserviamo Devil Inside in quello che offre nel puro fenomeno videoludico, troviamo un prodotto discreto e ben giocabile, soprattutto senza intoppi e fluido nel gestire livelli e combattimenti. Pensare che Devil Inside sia però una avventura GDR Old School fine a se stessa è davvero una follia, così come è una follia pensare che Devil Inside debba divertire proprio per la sua natura di GDR. Se giocate al titolo di Andrea Tasinato con questa idea in testa non andrete molto lontano e vi stancherete facilmente, ma se continuerete a leggere questa recensione scoprirete che c’è davvero molto di più da scoprire in un “semplice” gioco in RPG Maker.

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Nonostante la sua “ideale” semplicità, RPG Maker permette di creare ottimi titoli Old School

 

SONO ITALIANO E LO DICO A TUTTI

 

Ciò che mi ha affascinato di Devil Inside è la sua tremenda appartenenza alla cultura italiana. So già che leggendo le prime righe vi siete posti una domanda che anche io sinceramente mi posi al momento della scoperta del titolo:

 

Ma in Italia non ne abbiamo abbastanza del Trash?

 

La risposta è semplice: Devil Inside è lungi dall’essere Trash e anzi, distrugge l’idea di “spazzatura” con colpi da maestro capaci di rendere plausibile e soprattutto coerente la presenza di personaggi popolari della cultura Italiana. Se vi sembra strana l’idea che Jovanotti possa essere un supercattivone, sappiate che nel livello in cui lo incontrerete penserete che sia davvero giusto che in quel momento appaia proprio il cantautore toscano. Andrea Tasinato è quindi riuscito a raggiungere l’impossibile: coniugare la cultura popolare italiana con l’idea di videogioco, inserendo all’interno del suo prodotto personaggi celebri dello spettacolo e della politica italiana in un modo così coerente da non riuscire a immaginare altro che la presenza di tali figuri perché assolutamente coerenti con la trama del titolo e soprattutto con il suo scopo e la sua identità.

Ciò che però mi ha fatto riflettere è come Devil Inside riesca a riprendere la cultura italiana in un modo così variegato e soprattutto sfrontato, senza fronzoli. Andrea Tasinato è italiano e per la precisione Veneto, ecco che il nostro personaggio sarà tale e quale a un normalissimo veneto di Monselice, provincia di Padova. Quello che Tasinato ha dipinto è quindi il miglior spaccato culturale italiano mai visto in un videogioco, una rappresentazione assolutamente veritiera e incredibilmente Verista di quello che è il vivere quotidianamente tra gli italiani immersi nella cultura italiana.

Da dell’incredibile perché grazie a Devil Inside possiamo darci letteralmente all’autocritica e osservare noi stessi da un punto di vista duro e punitivo, ma comunque esterno ai nostri fatti e capace di descriverci.

 

Alla pari di Soma o di altri titoli, giocare a Devil inside vuol dire conoscersi e criticarsi, in una formula inedita per l’Italia che funziona davvero benissimo.

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I dialoghi presenti in Devil inside fanno davvero scompisciare, ma la loro Ironia è forte, punitiva, intelligente e creativa

 

SATIRAMI QUESTO

 

La satira di Devil Inside è forte e a tratti malinconica. L’opera fa molto riferimento al fenomeno dell’analfabetismo funzionale, ovvero l’attitudine di non comprendere il significato di quello che vi è scritto come conseguenza  dell’assenza di spirito critico. Devil Inside punisce gli analfabeti funzionali, anche perché un individuo privo di senso critico mai potrebbe comprendere la natura dell’opera di Tasinato.

La spada della satira colpisce fendenti più e più volte e nemmeno i più “svegli” saranno risparmiati. Vi è satira per tutti, addirittura autosatira e autocritica nei confronti del creatore del gioco, in una ironia piacevole e assai stimolante. Filosoficamente parlando, ho trovato Devil inside molto simile alla retorica pirandelliana e all’idea di non poter mai “togliere le maschere” per riuscire a rimanere inclusi in una società che fin troppo spesso ci sta stretta. A tal proposito Devil Inside è uno sfogo, un grido e un inno alla libertà di espressione, alla volontà di rompere i pregiudizi e finalmente riuscire a vivere nelle sembianze originarie di noi stessi.

Devil Inside è provocante sin dai suoi primi istanti di gioco nel momento in cui ci richiede se attivare o meno il filtro “antibestemmia” per censurare passaggi di pura “arte di bestemmia Veneta” e così deve essere. Devil Inside deve infastidirci, deve prenderci a sberle in continuazione portandoci verso nuove idee, nuove sensazioni ed emozioni, alla scoperta di un criticismo ormai perduto in una lotta contro il conformismo più assoluto.

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Davvero noi italiani abbiamo fatto diventare “grandi” questi due figuri? A quanto pare si, ecco perché meritiamo di essere puniti

 

IN THE CONCLUSION

 

Devil Inside è una vera perla che tra le altre cose può essere goduta gratuitamente collegandosi al sito ufficiale del progetto. Vi consiglio di dargli una chance e di non lasciarvi ai pregiudizi di chi potrebbe intravedere del “trash” in questa produzione poiché di trash non vi è davvero nulla.

Dal punto di vista tecnico ci troviamo davanti a un buon prodotto sviluppato in RPG Maker, che certamente non rasenta la perfezione soprattutto nei casi in cui compaiono personaggi della cultura italiana popolare, ma che sicuramente riesce a ben figurare grazie a uno tratto stilistico ben calibrato che va a rievocare le produzioni nipponiche in formato manga/anime, rendendo più piacevole la visione a schermo di quello che si osserva.

Se avete la volontà di provare un titolo forte, capace di criticare in modo esplicito la cultura italiana, gli analfabeti funzionali e capace di mettere in discussione il giocatore stesso, allora Devil inside vi piacerà tantissimo  perché troverete in questo piccolo titolo finalmente la prova che anche l’Italia sa trascendere l’idea classica di videogioco per trasmettere al pubblico critiche e ideali proprio per mezzo dell’arte videoludica.

 

Assolutamente consigliato (soprattutto agli analfabeti funzionali).

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Stilisticamente parlando, Devil Inside non è niente male da vedere

 

  • Gameplay
  • Grafica
  • Sonoro
  • Fattore "Movimento Veneto Indipendente"
3.8

In Breve

Devil Inside è una piccola perla italiana tutta da gustare. Si può giocare gratuitamente (al momento) e sicuramente vale la pena giocarlo. Provocatorio e senza fronzoli sa costruire una critica molto forte e difficile da digerire diretta a tutti noi italiani, nella speranza che un punto di vista così duro possa in qualche modo spronarci a tessere un nuovo e migliore tessuto culturale

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.