Devil Inside: satira allo stato puro

1781 0

60718e_e72c07d7f3924779893f0393a46ec540In Italia siamo molto bravi a mettere assieme la satira a storie serie o seriose. L’idea di creare un videogioco a sfondo satirico non è affatto nuova. Tuttavia è nuova l’idea di farne un GDR anni ’90 sfruttando le potenzialità di RPG Maker. Questo è quello che ci racconta Andrea Tasinato, sviluppatore autonomo di Devil Inside e assiduo frequentatore di siti internet a sfondo satirico. La sua passione per la satira politica e sociale, è sfociata nell’idea di creare un videogioco che potesse dimostrarsi empatico con il giocatore. Si vanno quindi a prendere in considerazione argomenti che con la satira e il divertimento non c’entrano nulla, come l’accettazione delle differenze altrui o il sentimento reciproco sentimentale, facendo sicuramente leva sugli argomenti che a noi italiani piacciono di più: amore e politica. Devil Inside si dimostra essere un prodotto assai particolare. Sviluppato per essere un gioco di ruolo a stampo giapponese (d’altronde, RPG Maker non può fare altro), coniuga l’esplorazione di vaste aree giocabili con la possibilità di combattere contro mostri di vario tipo e di incontrare strani personaggi della politica e dello spettacolo. Non è quindi impossibile incontrare un Maurizio Costanzo ad accoglierci in modi sgarbati sull’uscio di una porta di una grande villazza da chissà quanti milioni di dollari, ma ancora più mistica è l’apparizione spontanea di Casaleggio, il socio di Beppe Grillo, che sporadicamente appare per ricordare a noi quanto effettivamente sia brutto e in uno strano modo somigliante a John Lennon (ma per il solo aspetto fisico, intendiamoci). Andrea ha comunque deciso di sviluppare il suo gioco mediante RPG Maker poiché pensa che la cultura classica anni ’90 sia ancora forte dentro di noi e biasimarlo sarebbe60718e_18a651f6e1db48a19cc008cd7d07bb91 impossibile: quanti cosplayer dei Final Fantasy anni ’90 vedete in giro? E quante persone parlano ancora dei primi capitoli di Dragon Quest? L’eredità culturale dei titoli classici giapponesi, rivive ancora in forma riammodernata in Pokémon secondo Andrea, Proprietà Intellettuale vincente poiché ha saputo innovarsi nella maniera più corretta, ovvero offrendo più spunti di gameplay piuttosto che un livello tecnico esagerato. L’impressione che ho avuto di Andrea è quella di un folle che si diverte davvero sviluppando videogiochi e ciò è davvero splendido. Vederlo ridere davanti alla propria creazione divertito all’idea di aver creato presumibilmente ciò che esattamente voleva fare, è un qualcosa che mi ha davvero colpito e mi ha fatto capire quanto Andrea ci tenga al suo progetto. Come altri sviluppatori indipendenti, ha scritto anche lui un piccolo libbricino, definito “Compendio” in cui vengono narrati tutti i retroscena del gioco non narrati dallo stesso: un’altra volontà di superare le barriere dello schermo e penetrare nella realtà materica immergendo ancor di più il giocatore nell’opera ludica.

Egli mi ha riferito quanto sia difficile oggi giorno convincere le persone a interessarsi a lui e sa benissimo quanto la Pixel Art possa essere diminutiva per molti videogiocatori moderni. Tuttavia un videogioco deve essere sviluppato esattamente come il Game Designer decide che esso debba essere e Andrea ha tutte le ragioni di affermare che il suo titolo può davvero lasciare a bocca aperta migliaia di persone. Ed effettivamente è così: alla fine non capita tutti i giorni di incontrare Jovanotti vicino a uno strano castello mentre si conversa con l’adorabile figlia di Satana.

Di seguito i contatti e l’intervista integrale:

 

Devil Inside: http://www.devilinside.tv/

Facebook: https://www.facebook.com/Devil-Inside-337729593065339

12803015_521414141363549_8254863494006066457_n

>
<< Previous   Clicca qui a fianco per scoprire altri giochi indipendenti Next >>

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.