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I 5 Motivi per cui questa è la Peggiore Generazione di Videogiochi di sempre!

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Siamo alla frutta…

Questa generazione di videogiochi si è aperta col debutto sui mercati internazionali di WiiU e che ha preceduto un anno prima le concorrenti di Sony e Microsoft.

Dal 2012/2013 quindi abbiamo tra le nostre mani la tanto vituperata next-gen!

Wow! Incredibile! Tutto molto bello! Videogiochi WOW! Consoles WOW! Solo WOW!

Siamo proprio sicuri di ciò?

Ecco secondo me perché questa è la peggiore generazione videoludica di sempre.

5 Mobile Gaming

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Apple non solo si è fatta i miliardi con i nuovi smartphone ma ha aperto le porte a una grande fetta di pubblico che non ha mai giocato a un videogioco in vita sua. Da qui la rincorsa di qualsiasi sviluppatore grande o piccolo che sia ad un pubblico “giovane”, “fertile”, facile da imbrogliare con giochini mediocri che servono solo a perdere tempo e non a divertire.

Questo signori è il mobile gaming solo una perdita di tempo inutile, un’accozzaglia di videogiochi senza un’anima e senza uno scopo.

4 Videogiochi AAA  (Tripla A) e sviluppatori

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Hollywood sembra aver influenzato negativamente il mercato dei videogiochi, forse anch’essa influenzata dalla situazione socio-politica-economica in cui viviamo.

Piccola lezione: oggi o si è ricchi sfondati o poveri marci, la classe media non esiste quasi più o è quella più vessata dalla crisi, peccato che sia la classe dinamica quella che veramente innova e cambia le sorti di un paese.

Stessa situazione per i film, oggi ci sono i filmoni che sbancano i botteghini oppure ci sono i film indipendenti, mancano completamente i film a medio budget che solitamente esplorano il genere facendolo crescere e cambiare. Il massimo che possiamo aspettarci è un remake di un film vecchio che guarda caso era un film a medio budget.

Stessa identica situazione per i videogiochi. Oggi abbiamo solo titoli AAA e giochi indie. Questo significa che non ci sono più giochi nuovi ma solo seguiti su seguiti su seguiti di videogiochi già conosciuti e nuovi giochi talmente sperimentali che sono brutti e ingiocabili o peggio sono così belli che vengono sottovalutati dal grande pubblico che si dirige sempre e comunque verso i titoloni (FIFA, Assassin’s Creed, Call of Duty, Final Fantasy, Battlefield ecc…).

Così le aziende non vogliono più rischiare e puntare sul sicuro anche perché se loro spendono 10 devono guadagnare 30 e se un gioco fa 25 è considerato flop, anche se questo è un capolavoro o ha un’infinità di fan.

Ma tranquilli vi riempiremo gli scaffali di remastered di giochi della vostra infanzia!

Se c’è bisogno di recuperare i giochi del passato vuol dire che di idee non ce sono più!

3 Consoles

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Da dove iniziare?

Le console di nuova generazione sono meno console e più computer.Vogliono essere molto semplici ma in realtà hanno perso la propria identità, la loro semplicità e immediatezza. Sono ormai computer di fascia medio-bassa venduta col logo delle grandi case Micro$oft, $ony e NintYENdo.

Su qualsiasi piattaforma si giochi occorre installare il gioco. Tutte le funzionalità e applicazioni che rendono una console un sistema di intrattenimento a 360 gradi sono per me semplici scuse tappabuchi per la mancanza di prodotti divertenti e originali.

Perché è dovere precisarlo non interessa a nessuno quanti terabyte macina una console se tanto non ci sono giochi degni, cioè divertenti. E poi cos’è meglio graficamente parlando? Un gioco con una grafica pazzesca o un gioco con stile? Vi faccio un esempio. Questi sono due giochi usciti nel 1997.

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Quale di questi è esteticamente piacevole alla vista nonostante siano passati 20 anni?

P.S: Se pensate che PS4 PRO o Xbox Scorpio vi salveranno siete già annegati da un bel pezzo!

2 Sony Microsoft e Nintendo

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Queste aziende non sono qui per rendervi felici. Mettetevelo bene in testa. Tutte le solite argomentazioni su chi ce l’ha più lungo sono la dimostrazione di quanto il videogiocatore medio sia stupido e non abbia capito nulla di come gira il mondo.

Bambini! Sveglia!

A queste 3 aziende interessa solo il profitto, quindi sì ascoltano il vostro parere, ma solo se è economicamente rilevante. Voi siete appassionati fin tato che siete economicamente rilevanti e spargete il verbo a destra e a manca!

Credete che a Sony interessi qualcosa se piangete mentre giocate a Crash in HD?

O a Microsoft mentre giocate al primo Halo in HD?

O a Nintendo mentre giocate a Zelda in HD (o con gli Amiibo o con Nintendo Classic Mini)?

Quindi basta tutti questi stupidi discorsi da terza elementare su chi ha la console più potente!

Senza dimenticare i numerosi obblighi che impongono agli sviluppatori nella realizzazione di uno dei soliti seguiti di uno dei loro brand più famosi. Sono il primo grande blocco per un gioco rivoluzionario perché ogni scelta di game design deve avere un qualche riscontro economico.

1 Videogiocatori

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IL PROBLEMA.

Riflettiamo un pochino sull’evoluzione dell’industria: chi si avvicinava ai videogiochi negli anni ’80 e ’90 era spinto sicuramente dall’idea di futuro e dalla novità  che questi ammassi di codici binari su cartuccia o CD emanavano.

Era un settore nuovo dove ogni idea poteva diventare realtà , ma oltre a ciò i giochi avevano meccaniche semplici e divertenti e quindi si continuava a giocare perchè le persone si divertivano, che perdessero o vincessero poco importava, perchè stavano giocando con qualcosa di nuovo e divertente.

Quindi effetto novità e divertimento.

Negli anni 2000 i videogiochi sono ormai maturi e alla fine del decennio grazie alle nuove consoles e all’enorme pubblico che invade l’industria grazie alla PS2 e XBOX 360 che diventano anche ottimi lettori multimediali e soprattutto Nintendo Wii che apre le porte a chi i videogiochi neanche 5 anni fa li considerava il male (i vecchi 50/60/70enni), le aziende spinte dalla loro (in)naturale fame per il denaro e il guadagno semplificano e smussano i videogiochi.

Inseriscono i tutorial, eliminando così il manuale di gioco(perché la carta costa sempre), e un premio, un biscottino affinché chi ci giochi si senta gratificato di aver fatto la giusta azione (in un videogioco lineare dove puoi solo andare avanti? Wow sei proprio bravo!), i famosi obiettivi/trofei.

Non è un caso se nelle ultime generazioni di consoles sono stati introdotti i famosi trofei/obiettivi il cui unico scopo è quello di farvi giocare di più, per ottenere 10 punti o 1 bronzo, che non hanno alcun valore, in cambio del vostro bene più prezioso: il tempo.

Credete davvero che chi ha il Platino o 1000G sia veramente un maestro in quel gioco? Se guardate bene vi accorgerete che questi obiettivi sono stupidi, ripetitivi e noiosi.

Ma perché è necessario ottenere una ricompensa per ogni cavolata? I videogiocatori di oggi peccano di autostima? Hanno bisogno della “manina per attraversare le strade virtuali”?

Senza dimenticarci dell’Online dove anche lì i premi, le ricompense, le skin e tutta questa melma fiorisce senza ritegno.

Lo scempio continua sino ad oggi dove ormai i giochi sono lineari, come un encefalogramma piatto, il mercato è dominato dai casual gamer che entrano al MediaWorld e comprano il solito FIFA o COD fregandosene di tutto e tutti. Ma sapete cosa c’è di bello in tutto questo?

Che queste persone non si divertono affatto. A loro non interessa giocare. A loro interessa solo ottenere quel biscottino quel premietto, quel trofeo che li fa sentire appagati, riusciti. Quello che nella vita reale non riescono ad ottenere.

Negli anni ’90 il ragazzino più FIGO era quello che riusciva a battere te e tutti i tuoi amichetti a Mortal Kombat ricordandosi le mosse speciali di tutti i personaggi o riusciva a completare Metal Slug solo con 1 gettone, senza mai morire.

Negli anni 2010 invece il ragazzino più FIGO è quello che su COD ha la skin dorata o tigrata o su FIFA pesca Messi o qualche altra figurina GOLD o peggio finisce un gioco al 100% ottenendo tutti gli obiettivi/trofei possibili vantadosi pure!

Quindi oggi si gioca ai videogiochi solo per sentirsi appagati. La virtualità è il loro nuovo mondo perfetto, il mondo dei sogni dove non esiste la morte e il fallimento, siamo tutti uguali e tutti arriviamo alla fine del percorso. Siamo tutti vincitori.

Suona sbagliato anche a voi vero?

Peccato che questo CANCRO non sembra volersi arrestare.

Al contrario ha soppiantato i veri videogiocatori, lo zoccolo duro il cui peccato più grande però è quello di rifugiarsi nel passato. Sono dei nostalgici malati e senza speranza, perché il loro mondo è morto ma non vogliono rendersene conto. Non vogliono accettare la realtà. E quindi eccovi palate di remake, reboot e rimasterizzazioni di cui nessuno sentiva la necessita (soprattutto quando sono dei meri porting con solo 1080p e 60 FPS, bel lavoro!).

Il mondo videoludico è maturo per proporzioni ma coloro che lo governano sanno che non c’è bisogno di cercare autori con idee innovative ma solo persone che rendano i sogni dei bambini realtà.

Che tu sia un casual gamer o un hardcore gamer ha poca importanza dunque in quanto mantieni quel comportamento infantile che sta uccidendo un’industria giovanissima e dinamica (teoricamente).

Lasciamoli dormire. Tutti quanti. Casual Gamer o Hardocre Gamer che siano. Il nostro è un mondo di dormienti, non solo videoludici. Ognuno si compra il proprio paradiso virtuale e se lo tiene ben stretto. Io invece rimango sveglio, come sempre.

Addio videogiochi è stato bello finchè è durato!

Riccardo Maggi

Un giullare alla corte di Internet...