Birra giapponese: breve guida per il turista perfetto

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Storia, curiosità e consigli pratici sulla birra giapponese

Sono quattro i principali marchi giapponesi produttori di birra: Kirin, Asahi, Sapporo e Suntory.

Ognuna di loro produce una grande varietà di birre, con nuove uscite annuali in aggiunta ai loro prodotti regolari, rendendo la birra giapponese qualcosa di davvero speciale.
I consumatori giapponesi, negli anni, sono diventati curiosi riguardo ai vari tipi di birra che il mercato può offrire favorendo così lo sviluppo dell’importazione e la produzione di birre locali.

birra giapponese Non tutti sanno che fino ai primi anni ’90 era praticamente impossibile per un piccolo imprenditore entrare nel commercio di birra: una riforma sulla tassazione dei liquori, entrata in vigore nel 1940, rendeva impossibile il loro ingresso nel mercato. Tale legge sanciva che una fabbrica di birra poteva ottenere la licenza di vendita solo se poteva offrire una produzione annuale di almeno 10.000 koku (equivalenti a 1.8 milioni di litri). Al termine della Seconda Guerra Mondiale, venne adottato in Giappone il sistema metrico, revisionando la cifra limite a ben due milioni di litri.
Siccome non erano molte le fabbriche di birra in Giappone, diventava semplice per i maggiori brand riuscire a superare questo limite. Infatti, questa legge rimase in vigore senza lamentele per più di cinquant’anni.
esempi-di-etichette-creative-di-birre-artigianali-yoho-brewing-companyCon i tempi moderni, l’industria della birra giapponese ha dovuto affrontare la realtà: i gusti sofisticati dei consumatori e soprattutto le pressioni da parte degli importatori stranieri, hanno portato alla consapevolezza che fosse necessario un cambiamento. Nell’Aprile 1994 il limite venne ridotto a 60.000 litri, portando finalmente alla nascita di micro fabbriche e delle ji-biiru, meglio note come “birre locali”.
Persino i grandi marchi si cimentano in produzione di birre locali: potreste ad esempio trovare a Yokohama una birra di certo locale, ma prodotta da Asahi piuttosto che da una piccola fabbrica.

Per aiutarvi durante i vostri viaggi in Giappone, Project Nerd vuole ora insegnarvi qualche termine necessario per ordinare una birra in terra nipponica.

“Biiru kudasai” (ビール下さい)
Letteramente “una birra per favore”. In genere non è necessario spiegare la tipologia, siccome esercizi commerciali come i ristoranti di solito tengono un solo marchio.
Per essere più gentili, potete aggiungere anche “onegai shimasu”.
Riguardo invece alla dimensione, a seconda di quella a voi più congeniale, potete richiedere:
oobin -> una botiglia grande
chuubin -> una bottiglia media
kobin -> una bottiglia piccola
Ci teniamo comunque ad informarvi che la grandezza media delle bottiglie giapponesi è più grande di quella occidentale. Questo perchè in genere le bottiglie vengono condivise tra più persone.

Attenzione!
…e se volessimo ordinare una birra alla spina?
Basterà chiedere “Nama biiru kudasai” per ottenerne una anche se, letteralmente, “nama” avrebbe il significato di “cruda, non pastorizzata”.

Valeria Fantini

Classe ’89 con un passato da gamer incallita, ex-cosplayer, si laurea in Lingue, Culture e Istituzioni Giuridiche dell’Asia Orientale, curriculum Giappone. Dopo una esperienza di vita di alcuni mesi in terra nipponica, rientra in Italia e apre la sua scuola di lingue. A partire dal 2015 lavora e collabora con enti fieristici e associazioni come interprete o come organizzatrice di aree tematiche sul Giappone.