Escape

Escape Room Time Alive un’esperienza da non perdere

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Bendati e pronti a uscire


Noi di PJN non potevamo di certo lasciarci sfuggire un’esperienza come quella di un’Escape Room.
Per questo abbiamo deciso di visitare Time Alive Escape Room nella sua sede a Bologna.
Per essere sicuri di avere un posto per quest’avventura diversa dal solito sappiate che è comunque meglio prenotare, in modo da poter scegliere anche la storia cui partecipare.
Le avventure disponibili a Bologna attualmente sono due, con scopi ben diversi fra loro:
L’illusionista;
One Million Dollar Hour.

Nella prima possibilità sarete un gruppo investigativo alla ricerca del famoso Illusionista per poter salvare Lucy.
Noi di PJN abbiamo provato il secondo gioco, dove invece prenderete le vesti di alcuni boss della malavita bolognese e il vostro scopo sarà uscire con un bel milione di dollari.

Come gran parte delle Escape Room la partita dura 60 minuti, ma, a differenza di molte altre attività simili, Time Alive si snoda per un intero palazzo.
I vari “livelli” di gioco sono molto intriganti e partono chiaramente dai più semplici fino ad aumentare di difficoltà.
Più la vostra squadra sarà omogenea in conoscenze e meglio sarà. Il nostro gruppetto si componeva di quattro elementi di età diverse e trovo che sia il numero più equilibrato con cui partire.
Sottolineo che si trattava di ragazzi tutti alla prima esperienza.

Si tratta di un’esperienza davvero da non perdere, per passare un po’ di tempo in compagnia sicuramente diverso dal solito e stimolante, sotto diversi punti di vista.

Conosciamo meglio chi c’è dietro Time Alive


Ovviamente noi di PJN non ci siamo fermati qui e abbiamo deciso di conoscere meglio chi c’è dietro questa realtà e di come nasce una Escape Room.

Tanto per cominciare, vogliamo conoscere meglio questo Team.
Parlateci un po’ di voi. Chi c’è dietro Time Alive e come siete entrati nel mondo delle Escape Room?
Ciao caro lettore di Project Nerd, siamo Michele e Roberto e la nostra storia non è diversa da quella di tanti amici, che hanno deciso di mettersi in gioco e provare a fare qualcosa di speciale, infatti è stata soprattutto una scelta di cuore.
Il mondo delle escape room ci ha sempre affascinato ed il nostro lato nerd non ci consentiva di stare più di 2 settimane consecutive senza giocare, fortunatamente una sindrome abbastanza diffusa ultimamente!

Volete parlarci un po’ di queste esperienze?
C’è un episodio molto bello che ci è successo proprio mentre lavoravamo per la creazione delle missioni di Bologna, cioè il nostro primo punto:
Era la seconda settimana di Dicembre, eravamo in piena fase di progettazione e credevamo davvero di aver pensato proprio a tutto, poi ci è stata data una lezione che non dimenticheremo per molto tempo…

Ci vengono a trovare in escape un gruppo di nostri amici ed iniziano a riempirci di domande alle quali non avevamo pensato…
Mi ricordo ancora le nostre facce quando ci hanno chiesto esattamente in ordine:
1 Che premio c’è per chi vince?
2 Ma sono solo in una stanza anche le vostre?
3 Qual’è l’obbiettivo del gioco? È solo scappare o ci sono anche delle missioni più fighe?

Immagina che facce avevamo… eravamo li fermi, guardando il vuoto, senza sapere come rispodere perchè in quel momento ci siamo resi conto che avevamo passato 2 mesi ad abbellire i nostri giochi, senza neanche considerare tre aspetti così importanti.

Ma quindi questo episodio cosa ci ha insegnato?

Ci ha insegnato che si può sempre migliorare e che il mercato delle escape room è ancora molto migliorabile, infatti dopo quel giorno abbiamo lavorato per mesi, ritardando la nostra apertura fino a Giugno per creare Time Alive le missioni in interi edifici www.timealive.it

Com’è nata l’idea di creare questa iniziativa?
Eravamo in vacanza in Grecia quando per scherzo abbiamo iniziato a fantasticare sul creare un nuovo modello di escape room, che rivoluzionasse l’esperienza di gioco conosciuta fino ad oggi, diciamo una specie di 2.0 e cosi una volta tornati a casa, ci siamo tuffati di testa ed abbiamo cominciato il nostro viaggio con Time Alive escape room.

Qual è la differenza tra la tradizionale “stanza” e una missione?
Da dove è nata l’idea di creare un format in più stanze?
L’idea di creare un format in più stanze è nata per dare la possibilità ai giocatori di festeggiare anche degli eventi come compleanni, lauree, team building ecc anche in 10 tutti insieme, senza doversi dividere ed aspettare un’ora per giocare.

Per capire meglio la differenza, immagina questa situazione:

Sei con i tuoi amici e potete giocare al massimo in 5-6 giocatori e ti trovi in una stanza dove puoi vedere un’ambientazione con tanti lucchetti che vi impediscono di uscire dalla stanza.

Uscire dalla stanza in 60 minuti infatti è l’obbiettivo e come avrai già sicuramente intuito è il format che tutti chiamano “stanza” o “room”.
La difficoltà di uscire è il “bello” di questo format e i giocatori devono aprire tutti i lucchetti entro il tempo stabilito.

Nel 99% delle “Room” la soddisfazione di avercela fatta sarà anche il tuo unico premio quando vinci. Adrenalina, spazi chiusi e senso di sopravvivenza sono le parole chiave di questa esperienza.

Le Missioni invece sono un’evoluzione di questo gioco e l’obbiettivo non è più fuggire, ma immagina di poter salvare un ostaggio, piuttosto che fare il colpo da 1 milione di dollari, salvare un database con delle informazioni segrete ecc…pensa a delle ambientazioni tutte arredate a tema per vivere un’esperienza immersiva che si sviluppa in un intero edificio con magari 3-4-5 stanze.
In questo format si può giocare anche in gruppi più numerosi, il che le rende la soluzione ideale per compleanni, lauree e team building per esempio e in base alla politica dell’escape che vi ospita, potrebbe esserci anche un premio per i vincitori.

Le parole chiave di questa tipologia di gioco sono: indizi, prove, congegni , tecnologia, divertimento, squadra, trama, storie; questo format infatti si avvale comunque di alcuni lucchetti, ma il loro ruolo non è più centrale in quanto c’è una prevalenza di enigmi e di piste da seguire.

Come vedi sono 2 format completamente diversi, ma ancora oggi c’è chi non li conosce e quindi sceglie a caso con il rischio di non divertirsi.

Siete la prima escape room a dare un premio significativo ai vincitori, da chi è nata questa idea?
L’idea è nata da di nostri amici un pomeriggio di metà Dicembre e ci è sembrata un’idea veramente figa!

Nonostante questo tipo di divertimento, inizi ora a prendere piede nel nostro paese, trovate che ci sia una buona risposta nel pubblico?
Assolutamente si, se pensate che il nostro sito riceve più di 15000 visite al mese, facebook escluso.

Pensate che la gente sia attirata dalle escape room, ovviamente estendo la domanda non solo alla vostra sede bolognese.
Si c’è molta curiosità anche da parte di chi non le ha mai provate, in particolare noi di Time Alive stiamo investendo molto sulle famiglie, perchè crediamo sia un’attività in grado di creare unione e condivisione, infatti abbiamo dato vita ad una convenzione unica per i ragazzi under 14, che per tutto l’anno in qualsiasi dei nostri punti hanno il 60% di sconto.

Il vostro format sta funzionando cosi tanto anche nelle altre città?
Si, quando abbiamo aperto a Modena è successo un episodio molto bello che ancora adesso a distanza di mesi ci fa sorridere:

Michael , il ragazzo che ha aperto a Modena in franchisng con noi, durante il periodo di apertura, nonostante fosse elettrizzato e carico come una molla, continuava sempre a ripetere che il nostro punto di Bologna aveva più potenziale, perchè il bacino di utenza era maggiore, poi dopo i primi 5 giorni ha cambiato idea, perchè si era già pagato l’affitto.

Avete qualche spoiler per noi? Qualche progetto futuro di cui vi state già occupando?
Adesso ci interessa portare le nostre missioni in tutta Italia e poi anche in tutta Europa e per quanto riguarda altri sogni nel casetto… questa è un altra storia.

Grazie ancora ai ragazzi di Time Alive Escape Room, potete visitare il loro portale web CLICCANDO QUI, dove avrete la possibilità di immergervi nelle varie esperienze, capire la dinamica di gioco e ovviamente, prenotare la vostra partita.

Noi siamo riusciti a uscirne e voi?

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Escape Room Time Alive Bologna
Francesca Bandini

Francesca Bandini

Totalmente avvolta nella sua bolla fatta di letteratura (principalmente fantasy, urban fantasy e distopico), ballo, recitazione, post produzione, cinematografia e fotografia. Cosplayer dal 2008. Dedita al violino come il celebre Sherlock Holmes, innamorata della chitarra come Jimi Hendrix (senza darle fuoco). Entra nel mondo del K-Pop senza passare dal via e fra i suoi gruppi preferiti del genere svettano Super Junior e AOA. Tanti anni prima sposa il genere J-Rock, dove i GazettE resteranno sempre sovrani nella sua playlist.