Secret Files 3 recensione: un normalissimo sequel

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Secret Files 3 è un’ avventura grafica del 2012, penultimo capitolo della saga dedicata a Nina kalenkov e Max ed edita da Deep Silver. Lo studio Tedesco ci porta a vestire i panni di Nina, la nostra eroina di origini russe, in un’ avventura che come nello stile della serie è anche un giro del mondo attraverso location suggestive e ben concepite, anche dal punto di vista tecnico.  La trama e l’ ambientazione ricalcano cose già viste nel corso delle precedenti avventure dello  studio, e che in qualche modo ne hanno decretato il buon successo: un’ organizzazione segreta che rapisce Max (questa volta due passi dall’ altare) e Nina che si prodiga per salvarlo, riuscendo al tempo stesso a evitare anche la fine del mondo.

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All’ inizio ci si ritrova in una sorta di prologo ambientato nell’antico egitto: si impersona Menis Ra, un ladro (tributo ironico ad Assassin Creed) alle prese col furto di un importante pergamena scritta da Archimede in persona. Sarà questa misteriosa pergamena a tenere impegnata Nina nella prima parte dell’ avventura. Nelle scene seguenti invece abbiamo una Nina imprigionata nel sogno del suo.. matrimonio. L’ atmosfera apocalittica del segmento di gioco nella cattedrale in fiamme è il preludio di quello che ci aspetta procedendo nella storia, dove dovremo salvare il mondo da un’ oscura minaccia.

Al nostro risveglio dall’incubo Max viene (ovviamente) rapito da una misteriosa organizzazione. In cosa si è cacciato Max questa volta? Come d’abitudine nella saga, non mancano colpi di scena e tradimenti conditi da una grave minaccia globale derivante proprio dalla pergamena prima citata: un cliché originale certo, ma pur sempre un cliché. Tuttavia, fatta eccezione per Nina, la protagonista eroina suo malgrado, gli altri personaggi sono poco più che abbozzati e risultano privi di carattere. Max e gli altri comprimari compaiono per pochi istanti e svaniscono poi senza lasciare un sapore preciso nel giocatore. La trama è invece interessante e spinge a non staccarsi dallo schermo fino alla fine e tra salti temporali e azione coinvolge per qualche ora in una storia che mescola sogno e realtà. Spesso infatti ci si trova a muovere Nina in sogni e premonizioni funzionali al progresso dell’avventura.

Il Gameplay è quello classico della saga: tasto destro esamina e tasto sinistro interagisci. Gli enigmi piuttosto banali e ripetitivi, di sicuro non troppo emozionanti, fatta eccezione per uno degli ultimi puzzle del gioco, forse il più riuscito, che permette di accedere a una serie di finali multipli. Da menzionare l’enigma legato ad un Murales , che porta a mio avviso ad una soluzione senza sensoe una sequenza ambientata nella bellissima Firenze eccessivamente ripetitiva. I dialoghi sono invece  piatti e quasi superflui e aggiungono poco alla profondità dei personaggi.

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Nel complesso un’avventura piacevole che si lascia giocare fino alla fine soprattutto grazie ad una trama ben scritta. Diverso il discorso per i personaggi: poco profondi e senza troppo carattere, fatta eccezione ovviamente per la nostra Nina. Dal punto di vista filosofico, il soggetto del gioco appare un poco lovecraftiano, nel senso che a volte certe cose è meglio ignorarle, ponendo dei imiti al progresso tecnico e scientifico prima che sia troppo tardi. Nonostante io abbia apprezzato il decadentismo proposto dal gioco, il messaggio che sembrerebbe passare è piuttosto oscurantista e lascia un poco di amaro in bocca.

Per concludere Secret Files 3 può concedere qualche ora di divertimento, ma non è certo uno dei titoli più riusciti del genere.

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  • Gameplay
  • Sonoro
  • Direzione Artistica
  • Fattore Ancora Rapito
3.4

In Breve

Secret Files 3 è una avventura piacevole seppur piena di Cliché. Non è sicuramente il miglior esponente del genere, ma prosegue nel modo in cui ci si aspetta l’avventura di Deep Silver. Consigliato agli appassionati del genere