What Remains of Edith Finch Recensione: toccante speranza depressa

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Sto scrivendo questa recensione mentre sto ascoltando la colonna sonora di What Remains of Edith Finch. Tra le altre cose ho finito il gioco di Giant Sparrow circa 7 minuti e 32 secondi fa. Pertanto si: sto scrivendo questa recensione a caldo, non tanto perché questo gioco mi è piaciuto moltissimo, ma perché non ne voglio più parlare. E’ stato un colpo al cuore, durissimo, violentissimo. What Remains of Edith Finch mi ha strappato le mie emozioni dalle budella, le ha accartocciate e me le ha restituite con sonori pugni in faccia.

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Finita questa recensione, non voglio più parlare di What Remains of Edith FInch

Non voglio parafrasare il gioco anche perché mi è impossibile: ho provato emozioni nuove a me sconosciute e mai potrei riuscire a decifrare quello che ho provato. Inoltre, volevo prendere la palla al balzo per iniziare a proporre a voi gentili lettori recensioni più veloci e scorrevoli, che possano essere lette in pochi minuti. Pertanto non pensiate che abbia poco di cui discutere della nuova opera di Giant Sparrow perché non merita attenzioni, tutt’altro. Quello che voglio restituirvi con questo testo è una idea di quello che potreste giocare in futuro e che vi invito a prendere in seria considerazione, ma non prima di aver capito di cosa What Remains of Edith Finch tratti.

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La famiglia Finch è, come dire..sfortunata

UN CARATTERINO PER NIENTE FACILE

What Remains of Edith Finch è una avventura grafica esplorativa, quel genere di gioco che i miscredenti chiamano “Walking Simulator”. Si: in questo gioco si deve soltanto camminare, ma come in molti altri prodotti concorrenti la vera sfida non sta nel superare i livelli di gioco, concetto di gameplay ormai superato per certi aspetti, bensì riuscire davvero a rapportarsi con le proprie emozioni. E questo non è per nulla facile.

Il carattere dell’intera produzione si rivela essere forte e incisivo proprio come “The Unfinished Swam”, il videogioco prodotto da Giant Sparrow prima della pubblicazione del titolo in oggetto in questa recensione. Questo vuol dire che ci si ritrova davanti a qualcosa di sublime, di inarrivabile e di così creativo da non poter credere ai propri occhi. Ciò che gli sviluppatori americani hanno creato da davvero dell’incredibile tant’è che ci si chiede come caspita siano riusciti a creare sezioni così suggestive in un “semplice” videogioco.

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La creatività di alcune sezioni ha davvero dell’assurdo

Tale domanda ci fa riflettere su come un videogame venga prodotto. Un videogioco non nasce per volere di una divinità o di strani fenomeni naturali. Un videogioco è creato da persone, da codice informatico scritto da esseri umani che da vita a qualcosa di virtuale e non reale. Proprio per questo motivo uno sviluppatore ha la facoltà di creare quello che vuole nel suo gioco (vi ricordate The Beginner’s Guide di Wreden?), e Giant Sparrow ce lo ricorda in ogni momento.

Preparatevi quindi a rimanere a bocca aperta e senza fiato più e più volte: WRoEF non lascia scampo.

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Preparatevi a rimanere a bocca aperta più volte. Anche soltanto ammirando alcuni incredibili scorci

MORTE DAPPERTUTTO

Il gioco si svolge in una casa ormai abbandonata. Si apprende sin nei primi istanti di gioco che l’abitazione non è stata privata dai suoi abitanti da troppo tempo, tant’è che la protagonista, la quale ha vissuto parte della sua vita nella strana abitazione, vi fa ritorno per conoscere le storie ormai intrappolate nei muri di legno della particolare abitazione americana. Fin dai primi istanti si intuisce che qualcosa non andava affatto bene in quella casa, anche perché sembra essere stata costruita aggiungendo camere letteralmente “impilate” man mano che la famiglia Finch cresceva di numero.

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La casa..beh: molto strana

Sin dall’inizio del gioco si comprende che la famiglia di cui Edith ne è esponente non è mai stata molto fortunata. Da una parte è sempre riuscita a farsi riconoscere nel mondo raggiungendo notevoli traguardi professionali. Dall’altra però, sembra che tutti i componenti siano destinati a morire prematuramente. E da qui lo scopo del gioco: in What Remains of Edith Finch non bisogna far altro che scoprire come i componenti della famiglia Finch sono morti, dato che la ragazza protagonista della vicenda proprio non conosce nulla del passato della sua genia (rimasto a lei occulto per volere di terzi), se non quello di coloro che ha potuto conoscere di persona.

Il percorso narrativo, in tal senso, vi stupirà.

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Scoprire il passato della famiglia Finch non è una cosa facile, emotivamente parlando

 

COMMOZIONE ARTISTICA

Le avventure grafiche esplorative non hanno significato se non propongono un comparto artistico di primo livello e soprattutto una storia capace di far provare delle vere e proprie tempeste di emozioni. Giant Sparrow ci era già riuscita con The Unfinished Swan, una avventura in esclusiva per Playstation che mise in discussione l’idea stessa di videogioco proponendo un’opera artistica dal gusto sensibile e indimenticabile. Se nel caso del cigno incompleto gli sviluppatori americani riuscirono a far felici milioni di giocatori, lo stesso non si può dire di What Remains of Edith Finch.

Pertanto, attenzione:

 

NON GIOCATE QUESTO GIOCO SE SIETE DEPRESSI, SE SIETE MALINCONICI, SE AVETE PAURA DEL FUTURO E SE NON AVETE ACCETTATO IL VOSTRO RUOLO NEL DISEGNO UNIVERSALE

 

What Remains of Edith Finch richiede un profilo psichico forte perché ve lo dico: c’è da impazzire. Le emozioni sono fortissime e iniettate direttamente in endovena. E’ impossibile non essere colpiti da quello che si osserva, è impossibile rimanerne indifferenti. Ma soprattutto è difficile, forse impossibile, accettare la conclusione della storia. What Remains of Edith Finch è un gioco forte, esplosivo e non adatto a chi non sa fare i conti con le proprie emozioni.

Io vi ho avvertito. Nonostante tutto però, consiglio a tutti di provare questa avventura certo che vi lascerà qualcosa di indelebile dentro di voi.

 

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Vi prego, non fatemi più pensare a questa scena

ANCORA DUE PAROLE

Dal punto di vista artistico e creativo What Remains of Edith Finch si stanzia su livelli di eccellenza. Giant Sparrow può essere ormai definita come un maestro nello sviluppo di avventure grafiche esplorative e non vedo l’ora di scoprire che cosa avranno in serbo per noi per il prossimo futuro. Graficamente parlando invece ci si ritrova davanti un’opera per congegnata che poggia le sue fondamenta su di un Unreal Engine 4 utilizzato benissimo. Sono molti i titoli indipendenti che utilizzano il motore grafico di Epic Games ottenendo risultati si stupefacenti a livello grafico, ma molto difficili da gestire a livello di risorse. WRoEF risulta invece essere leggero e con una resa grafica davvero di altissimo livello segno che Giant Sparrow, oltre che al saper tradurre la creatività in codice sorgente, è capace di utilizzare al meglio le ultime tecnologie in ambito videoludico.

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Graficamente parlando, What Remains of Edith Finch è ottimo

IN THE CONCLUSION

What Remains of Edith Finch è un capolavoro, fine. Giant Sparrow ha nuovamente sottolineato quanto ci sappia fare nel difficile genere delle avventure grafiche esplorative. Il loro è un gioco emotivamente  fortissimo e capace di annichilire anche il più duro e inamovibile cuore di pietra. E’ un titolo difficile da digerire, ma dannatamente creativo, stimolante e bello da vedere. Se a questo contiamo un motore grafico solido e utilizzato al meglio, una colonna sonora indimenticabile e un dettaglio artistico inarrivabile, quello che si ottiene è un titolo che non può stare lontano dalla libreria di ogni videogiocatore moderno che si rispetti.

 

E adesso lasciatemi sfogare la mia rabbia. O qualunque cosa io sto adesso provando.

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  • Grafica
  • Gameplay
  • Direzione Artistica
  • Fattore "Non dormo più di notte"
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In Breve

What Remains of Edith Finch è un gioco incredibile. E’ un’opera assolutamente da giocare e capace di far provare emozioni nuove grazie a una direzione artistica ispirata e indimenticabile.

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.