Pixar ed il destino incerto

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John Lasseter, direttore creativo Pixar, e la sua splendida (ed orrida) collezione di camicie a maniche corte.

Due realtà indivisibili di un’unica grandiosa idea fatta azienda e successo: Pixar. Un luogo d’infanzia e crescita che ha cambiato il modo di capire il mondo, anche nella sua più piccola ed ignorata realtà; non a caso Toy Story, prima opera della casa, scandalizzò un mondo che dal giocattolo cominciava ad incamminarsi nell’era dell’infanzia digitale. Una rivoluzione a tre dimensioni che, apparentemente, dopo gli annunci al D23 Expo, annuale convention Disney, sembra voler ipotecare, assieme ai Walt Disney Animation Studios, la propria esistenza al riciclo di storie passate; ancora una volta all’orizzonte scrutiamo Sequel and Prequel. Ma è davvero così?

ed è subito magia
ed è subito magia

La paura che il mondo dell’industria cinematografica si stia adagiando sui capolavori d’un tempo è ormai diffusa e pienamente compresa, un dibattito quotidianamente affrontato che, però, si risveglia ora con il rinnovato terrore che quest’epidemia di riciclo possa intaccare anche aziende che, come la Pixar, hanno sempre posto nel proprio centro il concetto di originalità.

Quattro sono stati infatti i film d’animazione presentati dagli Studios durante il D23 Expo, ma solo uno di essi è un vero e proprio originale; Coco, un viaggio tra l’onirico ed il reale nella terra dei morti.

musica e morti; capolavoro annunciato?
musica e morti; capolavoro annunciato?

La tripletta restante sono Cars 3, promettente se ci si affida al trailer, ma poco interessante posto un secondo capitolo per niente coinvolgente, gli Incredibili 2, grande notizia per chi ancora si chiedeva chi diamine fosse quell’uomo talpa alla fine del primo, e Toy Story 4, materiale scottante vista una trilogia che appariva chiusa e perfetta. Tre sequels, un originale.

Ma plachiamo un attimo le reazioni per aggiungere altra carne al fuoco, vedendo ciò che Mamma Disney, proprietaria di Pixar, ha anch’essa annunciato; Ralph Spaccatutto 2, Frozen 2, Mary Poppins Returns (che così ricorda il titolo dell’ultimo capitolo della trilogia di Nolan dedicata a Batman), The lion King live action, Mulan Live action ed infine Dumbo Live Action (diretto da Tim Burton, quindi colmo di aspettative molto alte).

disney

 

Originali? Non pervenuti. Dall’anno corrente sino a giungere al 2019 ritroviamo ben Nove film tra Live Action e Sequels, ed un solo originale, targato Pixar, senza contare un non ben definito progetto semplicemente accennato. Molti hanno ipotizzato che il cambio di prospettiva interno a casa Pixar sia dovuto all’acquisizione degli studios da parte di Disney, e non così folle sembra tale pensiero vedendo come dal 1995, uscita di Toy Story, al 2006, anno in cui Disney acquistò Pixar, si possa contare un solo Sequel, Toy Story 2, e come da quell’anno in poi i Sequels, tra realizzati ed annunciati, siano esponenzialmente aumentati. Non stiamo parlando di prodotti di bassa qualità, ma di mondi già conosciuti che, seppur interessanti da esplorare e continuare a capire, ci ricordano quanto sarebbe meraviglio scontrarsi con storie nuove, ignote, diverse ed immense.

Moana (Oceania in terra Italica) lasciava sperare in un viaggio verso terre nuove
Moana (Oceania in terra Italica) lasciava sperare in un viaggio verso terre nuove

Jim Morris, presidente Pixar, in un’intervista risalente al luglio 2016, affermò che l’idea fondante degli studios, a differenza di molti altri, era quello di creare e plasmare una realtà con le meraviglie dell’animazione, “il nostro modello di Business è legato al cinema autoriale”, sostenne con fermezza, tentando di riconsegnare fiducia per un futuro florido e nuovo. Certo è che, osservando la realtà dei fatti, sia Disney che Pixar, sembrano aver deciso, per ora, per un “Cinema della Curiosità”; un luogo di opere da ammirare per la semplice voglia di capire come possa essere una storia già vista in passato, magari in live action, o come possa, più banalmente, essersi sviluppata negli anni, ed ecco i Sequels. La curiosità di vedere il già conosciuto sconfigge dunque, per ora, la fame dell’ignoto da scoprire, mettendo così in un angolo quell’originale creatività che per anni tolse il fiato.

Non resta che guardare, cercando terre nuove in quelle proposte, sperando che quest’ultime, un giorno, possano divenire realmente centro di una propria originalità.

 

 

Il vostro Parolierematto

IlParolierematto

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Appassionato di storie e parole. Amo il Cinema, da solo e in compagnia. Un paio d'anni fa ho plasmato un altro me, "Il Paroliere matto". Una realtà di Caos in cui mi tuffo ogni qual volta io voglia esprimere qualcosa, sempre con più domande che risposte. Uno pseudonimo divenuto anche canale YouTube.