Voci in ombra – Viaggio nel mondo del doppiaggio (2)

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Secondo ed ultimo appuntamento con il viaggio a Roma sul mondo del doppiaggio.
Se siete capitati qui senza aver letto il primo appuntamento correte a leggere ciò che ho scritto, giusto per non trovarvi spaesati quando parlerò di cose come, studi di doppiaggio e Roma.

GIORNO 1 (MILK)

 

Il mio racconto prosegue e cambia protagonisti, vengo lasciato gentilmente ed amorevolmente da Mino e Gabriele Caprio presso un altro studio di doppiaggio, la Milk Studios (Aka Minds In A Lovely Karma), una neonata (rispetto ad altre) società di produzione multimediale affacciata nel mondo dell’audio-video a 360° (vedere per credere il loro sito).

Ad accogliermi in questo nuovo ambiente molto luminoso e lontano nei tratti estetici a quelli più “vetusti” delle precedenti sedi c’è il terzo Caprio, il più piccolo, Teo Achille di 10 anni che come il padre e il fratello maggiore ha iniziato la carriera nel mondo del doppiaggio e del cinema (ha recitato anche in un thriller prodotto da Sky Italia dal nome “In Fondo Al Bosco” ispirato parzialmente al personaggio fantastico del Krampus).
Teo ha già iniziato da un’ora il doppiaggio di un personaggio della sua età (vedi le osservazioni fatte nell’articolo precedente), l’attore in questione al suo primo ruolo cinematografico è Ty Shelton ed affianca due attori americani di comprovata importanza ossia Bruce Willis e Hayden Christensen (doppiati in questa occasione da Angelo Maggi e Francesco Pezzulli).
Il film che si sta impegnando ad arricchire con la sua voce non è ancora uscito in Italia (non è ancora nemmeno stato schedulato per un’uscita mi pare) ed è uscito in America lo scorso 21 Luglio.
Il titolo ahimè non posso rivelarlo (anche se i potenti mezzi di internet potrebbero sicuramente venirvi incontro) ma posso rivelare il nome del direttore del doppiaggio del lavoro, saldamente posizionato nella sala di regia: Giorgio Locuratolo.

Il nome potrebbe sicuramente non dirvi molto ma la sua voce è riconoscibile da tutti i giovani e meno giovani che hanno seguito le avventure di Michael Knight e della sua Supercar oppure le stravaganti (ma ricche di curve) avventure dei bagnini della spiaggia di Los Angeles: Giorgio è infatti la voce italiana ufficiale di David Hasselhoff e delle sue incarnazioni televisive e cinematografiche (anche videoludiche per chi sa).
Giorgio affiancato dal fonico in regia e dall’assistente di doppiaggio in sala incisione con Teo (deprecabile e mi scuso, il mio non ricordarmi il loro nome) dirige il bambino, lo segue riga dopo riga e lo consiglia spostando la tonalità di voce e le tempistiche quando occorre.
Tutto il lavoro di Giorgio per il film serve a dare quello che poi gli spettatori in sala vedranno e udranno, una perfetta sinergia tra l’attore (americano) e il doppiatore (italiano).

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Io e Giorgio Locuratolo, la voce italiana di David Hasselhoff

Anche qui FIATI, sessioni di respiro e urla la faranno da padrone ma Teo avrà modo di brillare per diversi dialoghi.

Ed è quindi giunto il momento per parlare delle cosiddette COLONNE SEPARATE.
Queste non sono altro che le registrazioni delle voci in tempi diversi, il master originale che viene tenuto fino alla fine della lavorazione viene lentamente sovrapposto alle voci italiane.
Nel caso del film in questione le voci sia di Maggi che di Pezzulli erano già state elaborate, i doppiatori avevano già effettuato i turni su quel film, essenzialmente mancavano solo le voci di Teo sul piccolo protagonista e alcune voci di contorno, secondarie.
Le colonne separate per quanto smorzino il fascino del doppiaggio condiviso rendono tutto più sicuro, tranquillo e soprattutto di qualità.
Lavorare su una singola voce consente al direttore di doppiaggio di concentrarsi esclusivamente sulle emozioni e sul contributo che quel singolo personaggio deve trasmettere ed è perciò la via migliore per fornire il film di ogni sfumatura, senza paura che alcune voci si sovrappongano o peggio, diano un’emozione sbagliata rispetto quella che appare su schermo.

Teo è un vulcano dietro il leggio, nonostante la fatica di quasi due ore di lavoro con la sua voce, ha ancora la forza di scherzare cambiando l’ultima battuta del film (riservata a lui) e di fatto, modificando l’intero messaggio finale del thriller.
Al tavolo della regia ridono della grossa.
Ma comunque tutto il lavoro viene concluso nel modo corretto.
E si finisce la giornata lavorativa.

C’è il pensiero di aver goduto di due (tre se consideriamo lo studio post FonoRoma) studi di alta qualità con doppiatori e professionisti del settore che hanno saputo condensare gli anni di lavoro dietro il microfono alle “nuove leve”.

Piccola curiosità: se avessi preso il treno per Roma un giorno prima avrei potuto assistere ad una intera giornata con Mino Caprio alla direzione del doppiaggio di “Lo straordinario mondo di Gumball” nel quale Mino oltre a curare la già citata direzione è il padre del protagonista Gumball appunto (doppiato da Alessio Puccio, conosciuto soprattutto per essere la voce di Harry Potter al cinema).
Terzo e Quarto turno di doppiaggio (ossia tardo pomeriggio e serale) sono forse i turni più “massacranti” per gli attori impegnati nei vari ruoli considerando che ogni turno corrisponde a circa 3 ore di lavoro.

GIORNO 2 – SEDIF & CDC SEFIT

 

L’indomani vengo portato in uno dei maggiori studi di doppiaggio laddove una cara amica sta lavorando ad un turno e so di per certo esserci anche un altro doppiatore da me conosciuto e molto apprezzato: Fabrizio Mazzotta.
Per chi non sapesse i suoi ruoli più famosi posso citare Eros di Pollon, il Puffo Quattrocchi e non di meno Krusty il clown dei Simpson.

Anche qui ad attendermi c’è un edificio anonimo, una sola targa mi rivela la presenza di SEDIF nelle sue fondamenta, anche stavolta trovo uno studio posizionato sotto il livello della strada.
Purtroppo qui la portineria mi impedisce non solo di sapere se amica e Fabrizio sono al lavoro (per motivi di privacy) ma mi viene giustamente precluso l’accesso senza l’autorizzazione da parte degli uffici centrali.
Decido di attendere circa un’ora fuori l’uscita prima di una e poi dell’altro, perlomeno per salutare.

L'unica cosa che posso farvi vedere della Sedif è la targa...e l'ingresso
L’unica cosa che posso farvi vedere della Sedif è la targa…e l’ingresso

Un po’ come la mia attesa anche io in questa sede vi parlo dei turni, freezando il racconto.
I turni di lavoro sono essenzialmente i ritmi su cui si basa il mestiere del doppiaggio e sonorizzazione.
“Un tempo” si diceva che occorrevano dai 50 ai 70 turni di lavoro per completare un film, metto tra virgolette il lasso temporale perché la crisi economica ha colpito anche e soprattutto questo settore e quindi i ritmi si sono notevolmente accorciati, a scapito di una qualità più bassa (ma di certo sempre qualità è).
Ogni turno come detto si esercita sulle 3 ore complessive.
Esistono in media solo tre (3) turni nella giornata: il 1° turno che va dalle ore 9 alle ore 12.
Il 2° turno che va dalle 13.30 alle 16.30 ed infine il 3° turno che va dalle 16.30 fino alle 19.30.
Tuttavia per esigenze e scadenze imminenti è spesso (e purtroppo volentieri) creato il 4° turno di doppiaggio che va dalle 19.30 fino alle 22.30 massimo.

Esiste poi il cosiddetto turno del mezzogiorno ossia un micro-turno che inizia alle 12 e si conclude al massimo entro le 13.30 (allo scoccare perciò del 2°).
Questo micro-turno solitamente viene utilizzato per incidere i TRAILER dei film o i RECAP degli episodi in tivù (sempre che tali spezzoni non vengano inseriti in coda al turno regolare).

Alla fine del 1° turno, dopo una fuga veloce della cara amica (che ha concluso prima la sua parte) ecco uscire Fabrizio Mazzotta, ho l’onore di presentarmi e prendere un caffè con lui parlando dei vari elementi del doppiaggio e non solo.
Fabrizio è infatti un grandissimo appassionato di fumetti e perciò mi risulta pure facile trovare argomenti in comune.

Io e Fabrizio Mazzotta, l'inconfondibile voce di Krusty il Clown
Io e Fabrizio Mazzotta, l’inconfondibile voce di Krusty il Clown

Salutato Fabrizio ritorno alla “base” della famiglia Caprio e trovo un modo per avere accesso ad un nuovo studio di doppiaggio, stavolta molto riconosciuto soprattutto da chi è spesso al cinema e da chi, osserva con attenzione i titoli di coda dei telefilm: la CDC SEFIT.

La società ha portato al cinema il più recente Kong Skull Island, i più vetusti ma interessanti Batman di Christopher Nolan, la saga di Saw e di Hunger Games, insomma è un luogo fortemente prezioso per tutti coloro che amano il doppiaggio italiano.
La Sefit condivide uno scivolo di autovetture con una palestra, ad un primo sguardo può sembrare tutto fuorché un luogo dove la sorveglianza è alta e vengono visionati i film in anteprima assoluta.

Ad “aspettarmi” fuori c’è la sorpresa in sella ad una moto: incrocio Francesco Pezzulli, la voce di Leonardo di Caprio, mi presento ma l’artista ha appena concluso il suo turno e quindi per lui è ora di andarsene.

Entrato negli studi lascio il documento di identità in portineria (la cosa è vitale per poter accedere) vengo munito di un pass visitatore e cerco la sala B, laddove mi attenderà colei che ha permesso, assieme a Mino Caprio, il mio ingresso in questo luogo.
Al lavoro in cabina di regia di questa sala c’è Tiziana Avarista, la voce di Lady Gaga al cinema (in Machete per esempio), di Lucy Liu (nei lungometraggi di Kung Fu Panda nel quale interpreta la letale Vipera) e Maggie Gyllenhall ne “Il Cavaliere Oscuro”.
E’ anche la voce del detective Sara Idle in CSI Las Vegas e non da meno, la divertentissima Mucca della serie “Mucca & Pollo” di Cartoon Network o Sugilite, una delle gemme di Steven Universe (in originale Sugilite è doppiata da Nicky Minaj), e molti altri.

Tiziana, gentilissima e molto disponibile è al lavoro come direttrice per una serie del servizio digitale Crackle che qui in Italia ha concesso i diritti ad Amazon Prime Video.

L'ingresso della Sala B del Setif
L’ingresso della Sala B del Sefit

The StartUp è una serie con Adam Brody (già visto in The O.C.) e Martin Freeman (Bilbo Baggins ne Lo Hobbit ma anche il dottor Holmes in Sherlock), un thriller costellato di doppiogiochi, corruzione ed una spruzzata di sesso.
La serie giunta alla sua seconda stagione è in fase di doppiaggio proprio in quel momento ed a parte alcune voci secondarie risulta essere completa.
Manca solo il doppiatore presente al momento in sala di incisione, Marco Vivio, la voce italiana di Chris Evans in Capitan America e molti altri.
Marco doppia Adam Brody come nella prima stagione e si conferma da subito ai miei occhi poliedrico e molto scrupoloso nel suo lavoro.

Ad attendermi appena calco la sala di regia c’è una scena di sesso tra il personaggio di Adam ed un altro personaggio (non posso dirvi nome ma è Emanuela D’amico ha darve la voce italiana, giungete voi alla conclusione).

L’incisione risulta essermi molto intrigante e non per le ovvie ragioni maliziose bensì per la messa in piedi del “doppiaggio” in quel determinato frangente.
Se i FIATI di cui ho parlato vi danno l’idea di essere complessi, non avete mai avuto a che fare con una scena di sesso dove FIATI e SUSSURRI si intervallano, occorre utilizzare escamotage e trucchetti quando l’attore bacia l’altro attore e fondamentalmente bisogna andare…a ritmo.
Marco spezza la tensione con la sua bravura e passa indenne la prova (come se ci fossero stati dubbi).

La sala B vista dall'interno, il fonico con la strumentazione, a destra il vetro che dà alla sala di incisione vera e propria
La sala B vista dall’interno, il fonico con la strumentazione, a destra il vetro che dà alla sala di incisione vera e propria

Di fronte questo serial mi trovo a porre una domanda forse scontata a Tiziana riguardo la voce assegnata ad uno degli attori: Ron Perlman.
L’attore famoso anche per essere Hellboy al cinema ha avuto diverse voci in Italia ma una tra tutte è quella di Claudio Fattoretto (che lo ha portato proprio su Hellboy).
Il doppiatore romano è morto nel 2013 portandosi dietro interpretazioni memorabili tra cui, anche se in forma minore, mi sento di citare il Dottor Zoidberg di Futurama.
Vedendo Ron nel serial, domando ingenuamente la voce assegnatagli che corrisponde a quella di Paolo Buglioni che lo aveva già portato in Sons of Anarchy.
Durante l’incisione delle puntate noto sempre più spesso la necessità di modificare l’adattamento dei dialoghi che, in una fase preliminare, è stata realizzata attingendo al materiale originale fornito dalla produzione americana.
In molti casi, come spesso vengono criticati, gli americani apostrofano tutto e tutti con “WHAT” risultando poi piatti nell’adattamento italiano.
Ci pensa Tiziana in collaborazione sia con il fonico sia con il doppiatore a redigere nuove esclamazioni che possano poi funzionare nel montaggio finale.

Ora mi sembra assurdo dirlo ma durante la mia visita sono stato perfino interpellato per un consiglio a riguardo modificando un WHAT con un CAZZO!
La prossima volta che vedrete la serie pensate a me!

Ancora una volta, durante questa incredibile esperienza mi sono trovato ad assistere in anteprima agli eventi narrati nella seconda stagione del serial televisivo: se fate un salto sulla wiki della serie noterete di certo che in Italia l’uscita della seconda stagione non è ancora stata annunciata ciò comporta sicuramente un bagaglio non indifferente di responsabilità agli addetti ai lavori.
Mi viene da pensare che se, invece di questa serie, ci si trovasse dinanzi alla seconda stagione di Stranger Things, diventata una serie tv di culto fin dalla prima stagione, quali effetti potrebbe avere considerare l’ingresso di persone non vincolate da contratto.
Sicuramente uno degli approcci più cautelativi descritti nel primo articolo sono dovuti proprio a questo.

Alla fine del turno, Tiziana stessa e Marco incidono insieme un recap dell’episodio (quel “previously” che vedete prima di una puntata) e tutto finisce come è iniziato, nel buio della sala.

Marco Vivio, la voce di Steve Rogers mentre lavora su Adam Brody in The StartUp (in realtà si era solo messo in posa a fine turno)
Marco Vivio, la voce di Steve Rogers mentre lavora su Adam Brody in The StartUp (in realtà si era solo messo in posa a fine turno)

Da notare come nella stanza d’incisione affianco della sala B veniva incisa una puntata di un docu-reality di RealTime o simili in cui il parlato inglese e quello italiano vengono sovrapposti creando quell’effetto particolare di queste tipologie di prodotti.
Al comando di questo doppiaggio c’è Roberto Gammino, figlio di Michele Gammino (quest’ultimo la voce di Harrison Ford in Star Wars, Indiana Jones e nel prossimo Blade Runner 2049), Roberto si dimostra molto gentile lasciandomi assistere ad una piccola parte della sua direzione.
Voglio ricordarlo non solo per questo ma per essere stato la prima indimenticabile voce di Eric Cartman di South Park (nel doppiaggio voluto da Mediaset), Jonathan Rhys-Meyers ne “I Tudor” e la giraffa Melman in Madagascar 2 e 3.

Voglio chiudere questa parentesi SEFIT omaggiando i direttori che qui prestano servizio proponendo di volta in volta i prodotti che poi vedete in televisione o nei cinema.
Oltre alla già apprezzata Tiziana ci sono Sandro Acerbo (la voce di Will Smith e Brad Pitt) e Simone Mori (il personaggio di Varys ne “Il Trono di Spade” ma anche Vash The Stampede in Trigun).
Gli assistenti di doppiaggio invece sono in ordine rigorosamente casuale: Silvia Ferri, Antonella Bartolomei, Gioia Masi.
A loro va il più grande ringraziamento per questa esperienza

The_Leunam

The_Leunam

Infermiere di giorno (e di notte, e nelle feste, e nei weekend) e giustiziere blogger di notte. Si diletta nella scrittura di libri e fumetti con spruzzate di sceneggiatura.