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I 10 migliori film sul razzismo secondo PJN Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana. (Albert Einstein)

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Il razzismo è un tema che mi ha sempre fatto porre una domanda: da cosa nasce? La diversità fisica, economica e socio-culturale non ha portato a dei semplici litigi ma addirittura a guerre e violenze. Tanti si sono battuti nel corso dei secoli per i propri diritti e per quelli che sono stati meno fortunati di loro. Nella storia più recente non posso che citare il grande Gandhi, il pioniere della resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’India all’indipendenza; Martin Luther King, leader per i diritti civili  e della resistenza non violenta, autore del discorso “I have a dream”; Rosa Parks e il suo rifiuto di lasciare il suo posto ad un uomo bianco; Nelson Mandela e la sua lotta contro l’apartheid nella Repubblica Sudafricana. Sono tante le grandi personalità che hanno lottato, anche a costo della vita, affinchè altre persone non dovessero vivere nella paura e nell’oppressione.

Diversi registi hanno dato il proprio contributo con altrettante pellicole, alcune ispirate da romanzi, altre da storie realmente accadute.

Questa è la classifica di PJN sui 10 migliori film sul razzismo:

Il miglio verde (1999)

 

Tratto dal romanzo omonimo di Stephen King, racconta la storia di alcuni uomini che stanno nel “miglio verde” ovvero il braccio della morte, per poi finire sulla sedia elettrica. La storia inizia nel 1999 e il protagonista ormai anziano Paul (Tom Hanks) ricorda ciò che è successo nel 1935 nel “miglio verde”. L’incontro con John Coffey, ragazzo afro-americano molto sensibile e apparentemente con un ritardo mentale, cambierà per sempre la sua vita. La sua unica colpa è stata quella di essere un giovane ragazzo di colore nell’America degli anni ’30, ottimo capro espiatorio per un crimine non commesso.  La storia mi ha coinvolto ed emozionato per il rapporto tra Paul e John, un uomo bianco e uno nero nell’America degli anni ’30 che superano una barriera data dalla società.

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Il buio oltre la siepe (1962)

Tratto dall’omonimo libro di Harper Lee, figlia di avvocato, la storia ambientata nel 1932 racconta le vicende di Tom Robinson, afro-americano, accusato da un agricoltore violento e alcolizzato di aver violentato la figlia diciannovenne. L’avvocato difensore Atticus (Gregory Peck) dimostra l’infondatezza dell’accusa ma la giuria lo proclama colpevole.  Ho letto il libro da adolescente e pagina dopo pagina sono stata sempre più coinvolta dalla storia. Finito il libro ho deciso di vedere anche il film e non sono rimasta per niente delusa.

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Schindler’s list (1993)

Diretto da Steven Spielberg, viene ricordato per la scelta di essere stato girato in bianco e nero a parte per alcune scene, come quella del cappotto rosso. Il film ispirato dal romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally è basata sulla vera storia di Oskar Schindler (Liam Neeson), un imprenditore tedesco che sfrutta il divieto imposto agli ebrei di avere attività commerciali, per cercare di avere un’azienda che producesse tegami e pentole per l’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale. Assiste impotente alla costruzione di un campo di concentramento e alla morte di tanti ebrei, finchè non riesce ad evitare una strage. E’ poi costretto a fuggire dopo l’arrivo delle truppe sovietiche in quanto risultava ancora membro del partito nazista. Un film molto forte e coinvolgente accentuato dal bianco e nero della pellicola.

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Philadelphia (1993)

Film con protagonista Tom Hanks nel ruolo di Andrew Beckett, un avvocato omosessuale malato di AIDS che dovrà fare i conti con la discriminazione nei suoi confronti da parte dei datori di lavoro dello studio presso cui lavora ed il conseguente licenziamento.  Dopo vari rifiuti si rivolge al collega Joseph Miller (Denzel Washington) con cui si è scontrato varie volte in tribunale per ottenere giustizia. Dagli anni’80 il tema AIDS ha iniziato a non essere più un tabù e con questo film si è vista la reazione e la paura della società verso qualcosa di diverso e ancora sconosciuto.

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Quasi amici (2011)

Film tratto da una storia vera, racconta l’incontro tra Philippe (François Cluzet), aristocratico diventato paraplegico a seguito di un incidente in parapendio, e Driss (Omar Sy) un ragazzo che è appena uscito di prigione. Philippe decide di assumere Driss come suo badante e l’incontro-scontro di questi due mondi tanto diversi farà nascere un legame molto forte tra i due. Film esilarante, a tratti leggero e con un ottimo senso dell’umorismo, in cui un uomo che non ha niente da perdere si ritrova a vivere di nuovo la sua vita grazie al suo giovane amico, all’inizio impaurito dalla disabilità.

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Il colore viola (1985)

Primo film drammatico di Steven Spielberg, tratto dal romanzo di Alice Walker, racconta la storia di Celie (Whoopi Goldberg) e Nettie,  Shug e Sofia (Oprah Winfrey), donne che hanno in comune oltre al genere, il vivere nei primi anni  del Novecento nel Sud degli Stati Uniti e di subire violenze da parte degli uomini. Le donne fanno di tutto per liberarsi da una vita fatta di sofferenze e si ribellano a quella sorta di legame di padre-padrone. La parte del film che mi è piaciuta di più è quando le due sorelle, alla fine, si incontrano dopo tanti anni.

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Radici (1977)

Il film è stato ispirato dal romanzo dello scrittore afroamericano Alex Haley che  ripercorre la storia di un ramo della famiglia di Haley, partendo da Kunta Kinte, un giovane appartenente alla tribù dei Mandinka, del Gambia, che fu deportato in America e fatto schiavoNel film si parla di guerra civile, la schiavitù e la sua fine, l’ emancipazione degli ex schiavi. E’ stato fatto un remake nel 2016.

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12 anni schiavo (2013)

Il film è tratto dall’omonima biografia del 1853 di Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor), un giovane violinista di colore che vive con la sua famiglia a Saratoga Springs nel 1841, durante la prima guerra di secessione. Viene arrestato con l’inganno e divenne schiavo nelle piantagioni di cotone, finchè nel 1853 non incontrò l’abolizionista canadese Samuel Bass. La vita ha dato un’altra occasione a Solomon e la sua tenacia gli è valsa la libertà.

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Django unchained (2012)

Film di Quentin Tarantino, omaggio a Django del 1966 con Franco Nero, narra la storia di Django (Jamie Foxx) , schiavo dei fratelli Speck, che cerca di essere comprato dal dottor Schultz, cacciatore di taglie originario della Germania. I fratelli Speck rifiutano la cessione di Django e dopo uno scontro a fuoco uno dei fratelli muore e l’altro, per salvarsi, cede Django. Lo scopo di Django, oltre a diventare un uomo libero, è quello di ritrovare sua moglie Broomhilda, venduta al crudele latifondista Calvin Candie (Leonardo DiCaprio). I due amici si fingono negrieri per cercare di avvicinarsi a Broomhilda e liberarla. Ovviamente aspettatevi un film “alla Tarantino”: splatter e con umorismo oltre le righe! E ricordatevi… la D è muta!

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La vita è bella (1997)

Concludo la classifica col film italiano che ha vinto tre Oscar: miglior film straniero, migliore attore protagonista.
Siamo in Italia nel 1939. Guido Orefice (Roberto Benigni) , italiano di origine ebraica, incontra una giovane maestra elementare Dora (Nicoletta Braschi). I due si sposano e nasce Giosuè e il giorno del suo compleanno padre e figlio vengono catturati dai nazisti e deportati in un campo di concentramento. Guido, per non far vivere al piccolo Giosuè l’orrore della guerra e dell’olocausto, fa credere al bambino di vivere in un gioco fantastico in cui si devono affrontare prove dure per poi vincere un bel premio. Un film che a tratti strappa dei sorrisi senza mai perdere di vista la storia del periodo. Credo che la parola che ho detto di più durante la visione del film sia stata “incredibile” perchè riuscire a fare dell’ironia su uno dei periodi più bui della storia recente è davvero incredibile.

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Fraffy

Fraffy

Appassionata di serie tv, videogiochi e boardgames