Audrey Hepburn – Biografia – Storia e Curiosità Storia della vita e della carriera di Audrey Hepburn per ricordare la sua scomparsa 25 anni fa

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Oggi 20 Gennaio vogliamo ricordare Audrey Hepburn morta proprio oggi ben 25 anni fa all’età di 63 anni . Vogliamo ripercorrere la sua storia, la carriera e rivelando alcune curiosità di una grande icona del Cinema.

Sapevate cosa ha passato durante la seconda guerra mondiale?
Sapevate che inizialmente voleva essere una ballerina?

Sapevate che cantò Buon Compleanno al presidente John Kennedy, onore prima solo di Marylin Monroe?
Sapevate del suo incredibile lavoro per l’UNICEF venendo premiata anche dal presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush con uno dei più importanti riconoscimenti attribuibili a un civile statunitense ovvero la Medaglia Presidenziale della Libertà?
Che il suo volto fu preso come ispirazione per il personaggio di Belle ne “La Bella E La Bestia” della Disney?
Questo e molto altro in questo articolo: 

BIOGRAFIA

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Nacque il 4 Maggio 1929 a Ixelles, sobborgo di Bruxelles come Audrey Kathleen Ruston, dall’inglese Joseph Anthony Ruston e dalla sua seconda moglie, la baronessa Ella van Heemstra, un’aristocratica olandese. Anni dopo, il padre di Audrey aggiunse il cognome Hepburn che era quello della nonna materna, a quello della famiglia, trasformandolo così in Hepburn-Ruston. Aveva due fratellastri, Arnoud Robert Alexander e Ian Edgar Bruce, che la madre ebbe dal suo primo matrimonio con un nobile olandese, Hendrik Gustaaf Adolf Quarles van Ufford. Tra i suoi avi, la sua famiglia contava Edoardo III d’Inghilterra e James Hepburn, IV conte di Bothwell, dal quale potrebbe essere discesa anche Katharine Hepburn.

Il lavoro del padre presso una compagnia di assicurazioni britannica obbligò la famiglia a frequenti spostamenti tra il Belgio, il Regno Unito e i Paesi Bassi. Nel 1935 i genitori della Hepburn divorziarono e suo padre, simpatizzante del Nazismo, abbandonò la famiglia. L’attrice dichiarò che quello fu il momento più traumatico della sua vita. Anni dopo, tramite la Croce Rossa, riuscì a ritrovare il padre che si era nel frattempo trasferito a Dublino. Rimase in contatto con lui aiutandolo anche finanziariamente, fino alla sua morte. Nel 1939 la madre si trasferì insieme ai figli nella città olandese di Arnhem, pensando di aver trovato un luogo sicuro dagli attacchi nazisti.

LA DANZA

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In quella città Audrey studiò danza, frequentando il Conservatorio dal 1939 al 1945.

Nel 1940 i tedeschi invasero Arnhem. Durante la guerra la Hepburn cambiò il suo nome in Edda van Heemstra, a causa del suono “inglese” considerato pericoloso, del suo vero nome.

Verso il 1944 Audrey era divenuta una ballerina a tutti gli effetti. Partecipava a spettacoli organizzati in segreto per la raccolta fondi a favore del movimento di opposizione al nazismo. Dopo lo sbarco in Normandia delle forze alleate, la situazione sotto gli occupanti nazisti peggiorò. Durante la carestia dell’inverno 1944, la brutalità crebbe e i nazisti confiscarono le limitate riserve di cibo e carburante della popolazione olandese. Senza riscaldamento nelle case o cibo da mangiare, la popolazione moriva di fame o di freddo nelle strade. Sofferente per la malnutrizione, la Hepburn sviluppò diversi problemi di salute e l’impatto di quei tempi difficili avrebbe condizionato i suoi valori per il resto della vita.

I Paesi Bassi vengono liberati il 4 maggio 1945, giorno del suo sedicesimo compleanno. Anni dopo, parlando della liberazione di Arnhem, la Hepburn dirà: «l’incredibile sensazione di conforto nel ritrovarsi liberi, è una cosa difficile da esprimere a parole. La libertà è qualcosa che si sente nell’aria. Per me, è stato il sentire i soldati parlare inglese, invece che tedesco e l’odore di vero tabacco che veniva dalle loro sigarette».
Dopo un soggiorno di tre anni ad Amsterdam, dove continuò i suoi studi di danza, Audrey Hepburn si trasferì a Londra nel 1948. Nella capitale inglese prese lezioni da Marie Rambert, insegnante di danza che contava tra i suoi allievi il famoso ballerino Vaclav Nižinskij. La Rambert spiegò alla futura attrice che, a causa della sua altezza (circa 1 metro e 67) e della malnutrizione sofferta durante il periodo bellico, le sue chance di diventare una prima ballerina erano minime.

LA CARRIERA DI ATTRICE

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In seguito alla mancata carriera di ballerina dovuto alle sue condizioni fisiche del momento la Hepburn decise di tentare la carriera di attrice.
La sua carriera iniziò con un documentario educativo: “Nederlands in zeven lessen” (“L’olandese in 7 lezioni“) del 1948.
Iniziò poi a recitare in teatro in una serie di musical.
Ma il suo vero primo ruolo per il grande schermo arrivò nel 1951, nel film di produzione britannica “One Wild Oat“, cui seguì una serie di ruoli minori in diverse produzioni cinematografiche. Poi tocco “Vacanze a Montecarlo” (“Monte Carlo Baby“) del 1951 dove, durante le riprese, la scrittrice Colette, il cui romanzo “Gigi” era stato recentemente trasformato in una commedia per Broadway, la scelse per interpretare proprio la parte della protagonista.
La commedia aprì i battenti il 24 novembre 1951, riscuotendo un discreto successo di critica e molte lodi per la sua interpretazione. Le repliche a New York durarono sei mesi e la Hepburn vinse il premio Theatre World Award per il suo esordio.

Il suo primo ruolo significativo nel Cinema fu nel film “The Secret People” del 1952, nel quale interpretava una talentuosa ballerina, ruolo che le permise di mettere a frutto l’esperienza accumulata con lo studio della danza. La sua partecipazione fu fortemente voluta dalla protagonista della pellicola Valentina Cortese con la quale nacque una buona amicizia.
Anni dopo, quando Audrey divenne famosa nell’ambiente cinematografico, la Rambert, intervistata dalla rivista Time, dichiarò: «era un’allieva meravigliosa. Se avesse perseverato, sarebbe diventata un’incredibile ballerina».

VACANZE ROMANE E LA PREDIZIONE DI GREGORY PACK AGLI OSCAR

Audrey Hepburn

Nel 1952 la Hepburn si sottopose a un provino per il nuovo film del regista statunitense William Wyler, “Vacanze romane“. La Paramount Pictures voleva l’attrice inglese Elizabeth Taylor per il ruolo della protagonista ma, dopo aver visionato il provino della Hepburn, Wyler dichiarò: «All’inizio, recitò la scena del copione, poi si sentì qualcuno gridare “Taglia!”, ma le riprese in realtà continuarono. Lei si alzò dal letto e chiese, “Com’era? Sono andata bene?”. Si accorse che tutti erano silenziosi e che le luci erano ancora accese. Improvvisamente, si rese conto che la cinepresa stava ancora girando… Aveva tutto quello che stavo cercando, fascino, innocenza e talento. Era assolutamente incantevole, e ci dicemmo, “È lei!”».
Le riprese iniziarono nell’estate del 1952. Dopo due settimane dall’inizio della lavorazione Gregory Peck, che interpretava il ruolo maschile principale, chiamò il suo agente chiedendo che, nei titoli, il nome della Hepburn fosse messo in risalto quanto il suo perché, come racconterà ai giornalisti della rivista Entertainment Weekly: «Sono abbastanza intelligente da capire che questa ragazza vincerà l’Oscar nel suo primo film e sembrerò uno sciocco se il suo nome non è in cima, insieme al mio.»
Come da lui predetto, la Hepburn vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista nel 1954. In quell’occasione l’attrice indosserà un abito bianco a fiori, che sarà giudicato in seguito come uno dei migliori di tutti i tempi. Oltre all’Oscar, ricevette anche un NYFCC e un BAFTA come miglior attrice. In seguito all’immediata celebrità raggiunta grazie al film, un’illustrazione del volto di Audrey Hepburn fu pubblicato sulla copertina di TIME del 7 settembre 1953.

L’interpretazione della Hepburn ricevette molti positivi apprezzamenti critici:
«Sebbene non sia nuova al lavoro cinematografico, Audrey Hepburn, l’attrice britannica che è stata la protagonista per la prima volta come la Principessa Anna, è una sottile, elfica, malinconica bellezza, al tempo stesso regale e infantile nel suo profondo apprezzare i semplici piaceri e l’amore. Benché sorrida coraggiosamente alla fine della storia, rimane una figura solitaria e penosa che deve affrontare un futuro soffocante. »

SABRINA, LE PRIME RELAZIONI A HOLLYWOOD, ABORTI SPONTANEI E IL SUO CERBIATTO DOMESTICO

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Dopo la fine delle riprese, tornò a New York dove fu impegnata nelle repliche di “Gigi” per altri otto mesi. Le venne offerto un contratto per sette film con la Paramount Pictures, con pause di dodici mesi tra un film e l’altro per permetterle di recitare a teatro.
Dopo l’esperienza di “Vacanze romane“, fu chiamata a interpretare il ruolo della protagonista femminile nel film di Billy Wilder, “Sabrina“, accanto a Humphrey Bogart e William Holden. Il guardaroba della Hepburn venne affidato allo stilista francese Givenchy. Quando gli fu detto che la signorina Hepburn voleva incontrarlo, Givenchy pensò di veder arrivare Katharine Hepburn. Invece si trovò davanti lei, ma non ne fu deluso. I due infatti, strinsero da allora un’amicizia e un sodalizio professionale che sarebbero durati tutta la vita. Lo stilista ricordava bene il loro primo incontro:
« Le dissi, “Mademoiselle, mi piacerebbe aiutarla, ma ho poche cucitrici e sto lavorando a una collezione, non posso farle dei vestiti.” Allora lei disse, “Mi mostri quel che ha creato per la collezione.” Si provò i vestiti. “È esattamente ciò di cui ho bisogno!”, esclamò, e le stavano davvero bene. Sapeva perfettamente ciò che voleva. »
Per “Sabrina“, la Hepburn ricevette nuovamente una nomination all‘Oscar alla migliore attrice, ma il premio andò a Grace Kelly. Il film ricevette un Oscar per i migliori costumi e lanciò la Hepburn nell’Olimpo delle star hollywodiane.

Da qui in poi una serie di successi: Nel 1954 tornò sui palcoscenici interpretando il ruolo principale in “Ondine“, insieme all’attore e regista statunitense Mel Ferrer. I due si conobbero in una festa organizzata da Gregory Peck, lei fu colpita da lui dopo averlo visto nel film “Lili” e fu proprio Ferrer a chiederle il ruolo da protagonista in “Ordine“.  Le prove iniziarono nel gennaio 1954 e i due si sposarono otto mesi più tardi, il 25 settembre 1954. La coppia divenne famosa per il suo affiatamento. Prima di riuscire ad avere il loro unico figlio Sean, la Hepburn ebbe due aborti spontanei, uno in seguito a una caduta da cavallo durante la lavorazione del film “Gli inesorabili“. Durante la permanenza in ospedale a causa dell’incidente, Ferrer le regalò il cerbiatto che era comparso nel film “Verdi dimore“. L’attrice amava molto gli animali e ne ospitò diversi in casa. Anche il cerbiatto fu tenuto come animale domestico dopo aver ricevuto il nome di Ip. Il figlio Sean nacque il 17 luglio 1960 a Lucerna e il suo padrino fu lo scrittore scozzese A. J. Cronin. La Hepburn ebbe un altro aborto spontaneo nel 1965.

Verso la seconda metà degli anni cinquanta, Audrey Hepburn era diventata una delle più grandi attrici di Hollywood e un’icona dello stile: nel 1955 la giuria dei Golden Globe le assegna il prestigioso Henrietta Award alla migliore attrice del cinema mondiale. La sua figura snella e il suo ben noto buon gusto erano ammirati e imitati. Diventata una delle maggiori attrazioni del Cinema hollywoodiano, continuò a lavorare con attori importanti, come Fred Astaire, Maurice Chevalier, Gary Cooper, Cary Grant e molti altri volti noti del Cinema statunitense e internazionale.
Cenerentola a Parigi“, girato nel 1957, fu uno dei film preferiti della Hepburn, anche perché le offrì l’occasione, dopo tanti anni passati a studiare danza, di ballare insieme con Fred Astaire. La madre della Hepburn apparve qui nel ruolo della padrona di un caffè sulla strada. Nello stesso anno uscì nelle sale “Arianna” (“Love in the afternoon“), frutto di una nuova collaborazione dell’attrice con Billy Wilder. Nella commedia, insieme alla Hepburn, che fu candidata al Golden Globe e vinse l’unico Golden Laurel Award della sua carriera, recitarono Gary Cooper e Maurice Chevalier.
La storia di una monaca” del 1959 vide l’attrice affrontare una delle sue interpretazioni più difficili. Films in Review scrisse: «la sua interpretazione chiuderà la bocca per sempre a quelli che pensavano a lei più come a un simbolo di una donna sofisticata che come a un’attrice. La sua interpretazione della Sorella Luke è una delle migliori mai viste sul grande schermo».

COLAZIONE DA TIFFANY

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Il personaggio di Holly Golightly, da lei impersonato nel film “Colazione da Tiffany“, tratto dal romanzo di Truman Capote e diretto da Blake Edwards nel 1961, venne considerato come una delle figure più incisive e rappresentative del Cinema statunitense del XX secolo. L’interpretazione fece guadagnare all’attrice un’altra nomination all’Oscar, poi vinto da Sophia Loren e il secondo David di Donatello per la migliore attrice straniera. Intervistata a proposito di un personaggio così insolito per lei, la Hepburn disse: «sono un’introversa. Interpretare una ragazza estroversa è stata la cosa più difficile che io abbia mai fatto»

Sempre nel 1961 uscì nelle sale “Quelle due“, in cui Audrey Hepburn fu nuovamente diretta da William Wyler.

Nel 1963 la Hepburn recitò in “Sciarada“, diretto da Stanley Donen. Nel film l’attrice affianca Cary Grant che aveva precedentemente rifiutato di recitare in “Vacanze romane” e “Sabrina“. Fu la prima e ultima volta che i due lavorarono insieme in un film. L’anno successivo, tuttavia, Cary Grant dichiarò scherzosamente: «L’unico regalo che desidero per Natale è un altro film con Audrey Hepburn!»

Nel 1964 fu impegnata in uno dei suoi ruoli più famosi, quello di Eliza Doolittle nel film musicale “My Fair Lady“. Venne scelta al posto dell’allora poco conosciuta Julie Andrews, che aveva interpretato il ruolo di Eliza a Broadway. Inizialmente la Hepburn rifiutò il ruolo e chiese che fosse assegnato alla Andrews, ma quando le dissero che la parte, in alternativa, sarebbe andata a Elizabeth Taylor e mai alla Andrews, decise di accettare. Durante la lavorazione del film, la Hepburn scoprì di essere stata doppiata nei pezzi musicali. In segno di protesta se ne andò dal set, per tornare il mattino seguente scusandosi per il suo comportamento. Solo poche frasi da due canzoni nel film, sono effettivamente cantate dalla Hepburn. Doppiaggio a parte, molti critici ritennero l’interpretazione della Hepburn eccellente. Per il musical l’attrice ottenne una nuova candidatura al Golden Globe e vinse il terzo David di Donatello. Non avendo cantato nel film non poté quindi ottenere la candidatura all‘Oscar come migliore attrice protagonista che venne infine attribuito proprio a Julie Andrews la cui ottima interpretazione non tacque le voci che si trattasse di un premio risarcitorio.

Come rubare un milione di dollari e vivere felici” del 1966, fu uno degli ultimi film di Wyler e il terzo e ultimo in cui l’attrice lavorò con il regista che l’aveva diretta nel 1953 nel suo primo ruolo da protagonista in “Vacanze romane“.

IL DIVORZIO

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Dal 1967 in poi lavorò in maniera molto sporadica. Dopo il divorzio da Ferrer, la Hepburn aveva sposato uno psichiatra italiano, Andrea Dotti, con il quale aveva avuto il suo secondo figlio, Luca. La gravidanza fu molto difficile e l’attrice dovette rimanere quasi tutto il tempo a letto. Con l’arrivo di Luca, la Hepburn decise di diminuire i suoi impegni di attrice e di dedicarsi alla famiglia.

«Se fossi occupata a lavorare come attrice, mi sentirei come se stessi derubando la mia famiglia, mio marito e i miei figli, derubandoli dell’attenzione che dovrebbero ricevere»

Tornò al Cinema nel 1976, accanto a Sean Connery in “Robin e Marian, film che ebbe un successo moderato. Nel 1979 interpretò il ruolo principale in Linea di Sangue, ma il film fu un fallimento di critica e di botteghino.
L’ultimo ruolo importante della sua carriera cinematografica fu nel 1981 accanto a Ben Gazzara, nella commedia “…e tutti risero“, diretta da Peter Bogdanovich che ricevette un buon successo di critica, ma che fu presente nelle sale per un periodo molto breve.

La sua ultima apparizione sul grande schermo fu una piccola parte nel film di Steven SpielbergAlways – Per sempre“, nel 1988. Nel film, che non ebbe un grande successo, interpretava il ruolo di un angelo di nome Hap. Negli ultimi mesi della sua vita, lavorò in televisione come presentatrice del programmaGardens of the World with Audrey Hepburn“, la cui prima puntata andò in onda il giorno successivo alla sua morte e per il quale ricevette un Emmy postumo. In quest’ultimo periodo la Hepburn registrò anche un album di letture di fiabe, “Audrey Hepburn’s Enchanted Tales“, che le valse un Grammy, anch’esso postumo. Negli ultimi anni le sono stati assegnati numerosi premi speciali per celebrare i suoi meriti Cinematografici, tra cui il Golden Globe nel 1990 e, nel 1992, il SAG e il BAFTA alla carriera.

Mentre era ancora sposata con Dotti, aveva incontrato l’attore olandese Robert Wolders vedovo dell’attrice Merle Oberon. Sei mesi dopo la fine del matrimonio con il medico italiano, la Hepburn e Wolders si incontrarono nuovamente e poco tempo dopo iniziarono a convivere, trasferendosi in Svizzera a Tolochenaz, presso il Lago di Ginevra. Non si sposarono mai, e rimasero legati fino alla morte di lei. I due si occuparono molto di beneficenza e affrontarono insieme molti viaggi per conto dell’UNICEF

LO STRAORDINARIO LAVORO PER L’UNICEF

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Poco tempo dopo la sua ultima apparizione Cinematografica nel 1988, lei fu nominata ambasciatrice speciale e importante dell’UNICEF. Da quel momento fino alla sua morte Audrey si dedicò all’aiuto dei bambini dei paesi poveri del mondo. I suoi viaggi intorno al mondo furono facilitati anche dalla sua conoscenza delle lingue (oltre all’inglese, parlava fluentemente il francese, l’italiano, l’olandese e lo spagnolo).

La sua prima missione su questo lavoro fu in Etiopia nel 1988. Visitò l’orfanotrofio di Macallè e fece in modo che l’UNICEF inviasse cibo ai 500 bambini che vi erano ospitati. Del suo primo viaggio la Hepburn disse:
«Mi si è spezzato il cuore. Non posso sopportare l’idea che due milioni di persone stiano morendo di fame. […] Il termine “Terzo Mondo” non mi piace perché siamo tutti parte di un mondo solo. Voglio che la gente sappia che la maggior parte degli esseri umani sta soffrendo»
Negli anni a seguire, Audrey visitò, in veste di ambasciatrice, molti altri paesi, come la Turchia e diversi stati dell’America del Sud e del Centro America.
Nel 1989 si recò con Robert Wolders in missione in Sudan. A causa della guerra civile era difficile far arrivare cibo e acqua alla popolazione. La missione aveva come scopo quello di far giungere rifornimenti su un treno che arrivasse alla parte meridionale del paese. Sempre in compagnia di Wolders, quello stesso anno si recò in Bangladesh, mentre l’anno successivo la sua missione la portò in Vietnam, nel tentativo di collaborare con il governo su programmi di immunizzazione e di pulizia dell’acqua.

Nel settembre 1992, quattro mesi prima della sua morte, Audrey arrivò in Somalia. Definì quel suo viaggio “apocalittico”, affermando che di tutte le situazioni difficili viste durante i suoi viaggi, quella della Somalia era infinitamente peggiore. «Ci sono tombe ovunque. Lungo la strada, sulle rive dei fiumi, vicino a ogni campo… ci sono tombe ovunque.»
Nel 1992 il Presidente degli Stati Uniti, George H. W. Bush, la premiò con uno dei più importanti riconoscimenti attribuibili a un civile statunitense, la Medaglia Presidenziale della Libertà (Presidential Medal of Freedom), a riconoscimento del suo impegno con l’UNICEF

LA MORTE

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Nel 1992, tornata dal lungo viaggio in Somalia a scopo benefico, la Hepburn accusò forti dolori allo stomaco. Dopo essere stata visitata da un medico svizzero, in ottobre, volò a Los Angeles per consultare specialisti più esperti. I dottori che la visitarono scoprirono l’esistenza di un cancro sviluppatosi lentamente, nel corso di anni, all’intero colon e fu operata a novembre. Un mese più tardi dovette essere operata una seconda volta a causa di nuove complicazioni e i medici giunsero alla conclusione che il cancro era ormai troppo esteso per essere curato. A causa delle sue condizioni, la Hepburn fu impossibilitata a utilizzare un normale volo di linea per tornare a casa, quindi il suo vecchio amico Hubert de Givenchy chiese a un conoscente di inviarle un jet privato che l’avrebbe riportata in Svizzera. L’uomo fece riempire di fiori la cabina che l’avrebbe ospitata.

Audrey Hepburn morì nel sonno la sera del 20 gennaio 1993 a Tolochenaz (Canton Vaud, Svizzera), dove fu sepolta. Aveva 63 anni. Alle esequie, oltre ai figli e a Wolders, erano presenti gli ex-mariti Mel Ferrer e Andrea Dotti, il grande amico Hubert de Givenchy, rappresentanti dell’UNICEF e gli attori e amici Alain Delon e Roger Moore. A officiare il funerale fu chiamato il sacerdote Maurice Eindiguer che, trentanove anni prima, aveva sposato la Hepburn e Ferrer.
Lo stesso anno della sua morte, il figlio Sean fondò l’Audrey Hepburn Children’s Fund per favorire la scolarizzazione nei Paesi africani. Successivamente l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (o Academy Awards) la premiò con il Premio Oscar umanitario Jean Hersholt (Jean Hersholt Humanitarian Award) per il suo contributo all’umanità, premio ritirato dal figlio Sean Hepburn Ferrer.
Del suo lavoro per l‘UNICEF il figlio Sean, durante un’intervista, dirà: «Dopo una vita vissuta in parte come una tortura e una lotta per riuscire ad avere una carriera indipendente e l‘autonomia finanziaria per e la sua famiglia, senza capire mai fino in fondo quello che la gente vedeva in lei – quello che era il suo fascino – ha trovato nella missione per l’UNICEF il modo di ringraziare il suo pubblico e “chiudere il cerchio” della sua esistenza così breve».

IL RICORDO E AUDREY HEPBURN NELLA CULTURA DI MASSA

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La Hepburn divenne sempre più popolare anche con lo sviluppo dei social network. Infatti la Hepburn è stata riscoperta dalle più giovani generazioni, in particolare dalle ragazze, come donna simbolo di eleganza, di classe e di portamento; oltre a questo, la Hepburn è una delle attrici i cui aforismi risultano tra i più diffusi all’interno dei social network. Ma la Hepburn ricordiamo che era già entrata nell’immaginario collettivo: Nel 1985 i Pizzicato Five scrissero una canzone intitolata “The Audrey Hepburn Complex“.
Audrey Hepburn ha ispirato la figura della criminologa Julia Kendall, protagonista della serie a fumetti “Julia – Le avventure di una criminologa“, creata da Giancarlo Berardi e pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore.
Nel 2000 la Hepburn è stata impersonata da Jennifer Love Hewitt nel film per la tvThe Audrey Hepburn Story“.
Nel 2001 le poste tedesche avevano in programma, nell’ambito di una serie dedicata al Cinema, di emettere un francobollo dedicato all’attrice, il cui rilascio all’ultimo momento non venne tuttavia autorizzato dal figlio, perché quest’ultima vi compariva con una sigaretta in mano. Nonostante questo, alcuni francobolli entrarono in circolazione, dando origine a uno dei più noti casi filatelici dell’era dell’euro.
In Cina, alcune immagini della Hepburn in “Vacanze romane” sono state ricolorate e utilizzate per la pubblicità di un tè verde.
Marilyn Monroe non fu l’unica a cantare i famosi auguri di compleanno al Presidente degli Stati Uniti, John Kennedy. Anche la Hepburn, il 29 maggio 1963, ultimo compleanno di Kennedy, cantò “Happy Birthday, dear Jack” al Presidente.
Il volto della Hepburn servì per la realizzazione del personaggio Belle nel film Disney “La bella e la bestia“.

Marco Natale

Marco Natale

Amante di Cinema e tutto ciò che riguarda l'arte