The Society: La recensione della prima stagione Su Netflix una nuova serie teen dramma che gioca sulle corde de Il signore delle mosche

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Nell’ultimo periodo è quanto mai evidente la strategia di Netflix atta a dare sempre maggiore spazio a prodotti che hanno come obbiettivo accaparrarsi il mondo degli adolescenti.

Una fetta di mercato importante, che se fidelizzato a dovere può rappresentare una base solida di spettatori da crescere e “coltivare”. Con l’aumento dell’importanza di tale target, è inevitabile che il colosso produca e pubblichi sempre più prodotti a loro orientati, lo dimostrano successi come Sex Education e Le terrificanti avventure di Sabrina, ma anche mezzi passi falsi come The Order.

Proprio in questo solco troviamo The Society, con una prima stagione formata da 10 episodi che trae molto più di una semplice ispirazione da una delle più note opere per adolescenti mai scritte – il signore delle mosche di William Golding.

La trama vede protagonisti un gruppo di giovani americani,che in seguito a misteriosi avvenimenti si ritrovano intrappolati in una replica fedelissima della propria cittadina, dove scopriranno di essere soli, senza nessun adulto e isolati dal mondo intero.
Un teen dramma dove assistiamo alla nascita di una primordiale società, creata dalla necessità di sopravvivere senza perdere ciò che ci distingue dagli animali. La trama in questo non è originale, ci riporta a situazioni già viste in altri film e serie tv,  con la nascita di fazioni interne al gruppo, giochi di potere e tensioni, che ci inducono a riflettere su come la natura dell’uomo in queste situazioni possa portare all’autodistruzione, se non viene incanalata da rigide regole.

The Society non riesce ad andare oltre a questo primo strato di interesse, la sceneggiatura manca di quelle caratterizzazioni dei personaggi che avrebbero permesso di rendere i suoi protagonisti più tridimensionali agli occhi dello spettatore. Ci troviamo davanti a un manipolo di collegiali che, dopo poco sono costretti a maturare, alcuni quasi in maniera istantanea rispetto al nostro punto di vista. Non abbiamo infatti mai la possibilità di conoscere di più di quello che è il presente, la produzione ha infatti evitato di sfruttare flashback o altri espedienti narrativi per dirci qualcosa di più su di loro, costringendoci a un impatto brusco e non sempre gradevole con alcuni di loro.


Certo non mancano le riflessioni politiche e sociali e la sensazione che l’equilibrio che si è creato fra i ragazzi sia sempre più temporaneo, ma manca qualcosa per renderlo veramente interessante anche fuori dalla cupola teen.
La componente mistery, quella legata al nodo principale ovvero la loro sparizione viene forse lasciata troppo in secondo piano e utilizzata in maniera fin troppo repentina e spiazzante, lasciando ovviamente la possibilità che questi elementi possano divenire preponderanti all’interno di una possibile seconda stagione.

The Society è una serie che funziona a corrente alterna, sembra mancare di costanza, ma se vi piace il genere rimane una serie godibile e ricca di spunti interessanti.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD