Spider-man – Far from home: La Recensione Spider-man – Far from home arriva nelle nostre sale questa settimana e chiude la “Fase tre” del Marvel Cinematic Universe. Spidy, MJ e Mysterio sono a spasso per l’Europa alla prese con la minaccia Elementali. Nuovi villain sbarcati sulla terra dopo la guerra tra gli Avengers e Thanos.

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Spopolano, hanno degli incassi stratosferici e vengono addirittura riproposti con poche scene aggiunte per raggiungere vette immaginabili: il mostro sacro Avatar. Sono i film Marvel, vero fenomeno contemporaneo inarrestabile. Ora nelle sale sono presenti per la prima volta ben 2 film della major delle meraviglie: Avengers-Endgame, con una re-release che punta agli incassi del film di James Cameron, e Spider-man Far from home. Quest’ultimo è stato studiato, film ed uscita, per lanciare la volata finale agli Avengers, ma visti i primi incassi in patria sembra invece che proprio Thanos & C. siano riusciti, oltre ogni aspettativa, a rinverdire l’Uomo ragno (creato da Stan Lee e dal disegnatore Steve Ditko nel 1962). Boom mediatico e al botteghino, dopo le delusioni Amazing Spider-man marcati Marc Webb con protagonisti Andrew Garfield ed Emma Stone. (2012-2014). L’arrampica muri uscì da queste due riproposizioni un po’ bollito e con nulla da dire. Film che avevano veramente poco a che fare con la saga introspettiva e d’autore di Sam Raimi; per intenderci quella con Tobey Maguire e Kirsten Dunst (3 film dal 2002 al 2007). Raimi aveva scovato la vera essenza di Peter Parker e un po’ di quella sostanza la ritroviamo anche nell’ultimo Oscar come Miglior film di animazione: Spider-man Un nuovo universo. Innovativo, con un’animazione nuova e dinamica.

Seguito di Spider-man Homecoming, questo nuovo capitolo si apre pochi giorni dopo gli avvenimenti di Avengers-Endgame. Orfano del suo mentore Tony Stark/Iron man il giovane Peter Parker (Tom Holland) si appresta ad andare in gita scolastica in Europa. Con lui tutta la sua classe, il suo miglior amico Ned (Jacob Batalon) e la sua grande cotta MJ (Zendaya). Il mondo è cambiato dopo la venuta di Thanos e le persone tornate a vivere non sono invecchiate di un giorno. Quelle rimaste hanno cinque anni in più. Questo strano caso viene ora chiamato Blip. Spidy pensa solo a conquistare MJ, ma purtroppo deve fare i conti con la venuta degli Elementali, che minacciano di distruggere il mondo partendo proprio dai luoghi di villeggiatura della scolaresca: Venezia, Praga, Berlino e Londra (due su quattro sono città che ospitano Festival Internazionali di cinema, sarà un omaggio?). E qui entra in gioco anche Nick Fury (Samuel L. Jackson) e la sua fidata assistente Maria Hill (Cobie Smulders). I due reclutano l’Uomo ragno e l’enigmatico Mysterio (Jake Gyllenhaal) per rimandare da dove sono venuti i terribili esseri.

Far from home è diretto da Jon Watts. Alla sua seconda direzione dell’arrampica muri dopo quella di Homecoming di due anni fa. Lo script è stato scritto da Chris McKenna e Erik Sommers. Prodotto in co-sharing Sony / Marvel Studios. E’ l’unica saga del colosso Marvel a condividere la produzione con un’altra Major.
Ancora una volta, come in Homecoming, usciamo dallo stereotipo di New York e ci addentriamo in un mondo estraneo all’insicuro Peter. Sempre più solo dopo la prematura dipartita di quella figura paterna che ricopriva Iron man. Nel film il minutaggio di Peter Parker è maggiore rispetto al quello di Spider-man, perché si vuole spostare il riflettore sul ragazzo. Parker qui rimpiange di essere divenuto adulto troppo presto. Di prestigio è lavorare con i Vendicatori, ma tutto questo comporta delle responsabilità. Ora lui vorrebbe vivere la sua età senza pensare ad altro. La paura di perdere la propria giovinezza entra prepotentemente nel film.

Possiamo dire fin da subito che questo nuovo amichevole Spider-man di quartiere funziona, con qualche intermittenza, ma il risultato è positivo. La scrittura è la componente della pellicola che ha qualche problemuccio. I tempi comici sono rispettati e sono di frizzante godimento. La pecca è riconducibile a qualche dialogo nella parte centrale un po’ troppo piattino. Tra nemico ed eroe gli scambi non sono memorabili, e se vogliamo dirla tutta proprio l’antagonista di per se non affascina come dovrebbe. Di contro la regia è spumeggiante e giova chiaramente del montaggio, che sotto sotto fa le veci proprio della regia. Dinamismo che consente all’azione di fruire agevolmente e piacevolmente, in grado anche di farci volare insieme a Spider-man. Spettacolari e vivide sono le scene di video/volo/selfie. Watts riesce nel compito di compattare perfettamente azione e commedia. Lo stampo prettamente teenageriale ricorda molte commedie di genere americane degli anni 80 e 90. Interessante è anche la meta spettacolarizzazione. All’interno del film vediamo come si prepara un film di illusione. Il mondo odierno vive di questo, di un’illusione continua. Ci siamo creati una realtà ingombrante e sgradevole, ci rifugiamo soprattutto sul pianeta smartphone, alla ricerca di chissà quale via d’uscita.

Spider-man Far from home è un film spassoso e cool grazie anche agli strani inserimenti musicali. La colonna sonora comprende canzoni inimmaginabili per il genere: I will always love you di Whitney Houston e Stella stai di Umberto Tozzi. Fa molto B movie e questo rende tutto più alla moda. In più si rende omaggio agli Avengers in ogni modo: in tv, per le strade e addirittura viene allestito un “In Memoriam” stile Notte degli Oscar. Il corollario mediatico costruito intorno al film è studiato nei minimi particolari e non si lascia scappare nessuna fetta di target. Forse gli unici che storcono un po’ il naso sono i veri amanti dei fumetti, per intenderci quelli che amano sentire l’odore della carta sulle mani. Loro non sono proprio i primi estimatori del genere cine-comics. Il medium cinema è diverso e queste studiate macchine da soldi sono figlie del post Jurassic Park e delle sue tecnologiche evoluzioni: Matrix e i film Pixar. Gli effetti speciali hanno reso possibile una spettacolarizzazione della narrazione inimmaginabile. E ora più che mai si punta a continuare su questo trend, tanto che all’interno di Spider-man Far from home vi sono molteplici aperture verso nuovi super eroi in arrivo nell’universo marveliano.