The End of the F***ing World: la recensione della seconda stagione dopo due anni lo show torna su Netflix, sarà ancora un successo?

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The End of the F***ing World torna su Netflix con una seconda stagione- composto da 8 episodi di circa 20 minuti ciascuno -due anni dopo la prima.

Ritroviamo Alyssa e James, alle prese con le loro vite, cambiate radicalmente dopo gli eventi della precedente. Facciamo anche conoscenza con un terzo personaggio, Bonnie, che si innesta nella storia in un punto preciso e diventa il “motore” degli eventi di questa nuova serie, nel bene e nel male.

Perchè il personaggio di Naomi Ackie alla lunga risulta piatto, e la sua presenza prende con il passare dei minuti i contorni della forzatura, una conseguenza da inserire all’interno della trama per poter portare avanti la storia, senza che possa però prendere forza e tridimensionalità .

Si ha la sensazione che la narrazione proceda con incedere lento e blando, come a trascinare in avanti una soluzione molto simile a quella On the road che ha caratterizzato la precedente iterazione di Alyssa e James, ma in questo bis manca il sale. La motivazione che muoveva le loro storie sembra essere venuta meno e quindi ci ritroviamo davanti a qualcosa che fatichiamo a non definire noioso e statico in alcuni punti, manca un percorso di maturazione per i protagonisti e tutto quello che aveva funzionato alla perfezione sembra ora perso.

Non per questo però dobbiamo considerare  The End of the F***ing World un prodotto totalmente da buttare via, anzi, si salvano molteplici cose come ad esempio le prestazioni di Alex Lawther e Jessica Barden, perfettamente calati nei loro ruoli e in grado di mostrare un alchimia ottima fra loro. Meritevole anche la fotografia, che come la parte musicale si dimostra decisamente ricercata.

A voler vedere, tutto ciò che non funziona in questa seconda parte di The End of the F***ing World è riconducibile quasi certamente alla scrittura.  A differenza della prima stagione infatti mancano gli appigli dati dal graphic novel originale e lo sceneggiatore è quindi costretto ad  “andare a braccio” cosa che non sempre porta a buoni risultati. A “salvare” The End of the F***ing World sicuramente è la sua breve durata, gli 8 episodi sono visibili quasi in una sola sera, una soluzione che rende più sopportabile l’insieme , che altrimenti poteva pagare ad alto prezzo i difetti sopra scritti.

Attualmente non è in programma una stagione nr 3 per The End of the F***ing World, ma se i creatori decidessero di riproporre la loro idea, speriamo decidano di dare uno shock alla situazione e accelerare un po’ il ritmo dello show.

 

 

 

 

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD