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Suseok: l’arte coreana dedicata alle pietre Cina, Giappone e Corea

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Per chi recentemente ha potuto godere della visione della pellicola “ Parasite “ di Bong Joon Ho, che ha collezionato ben quattro statuette agli Oscar, forse l’arte Suseok non è del tutto nuova.

 

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Suseok ( 수석 ) sono pietre molto preziose chiamate anche scholar stone e la pratica di collezionarle è sempre più aumentata nel tempo.
Per definizione: ” SU ” significa lunga durata e ” SEOK ” significa pietra, pertanto, Suseok significa letteralmente pietra di lunga durata o con un’immagine immutabile.

Esistono diversi tipi di Suseok, possono avere vario colore ( anche se le più scure sono le preferite, una pietra bianca non è accettabile ), varie dimensioni e pesare da una manciata di libbre, sino a un centinaio o più.
Per definire una pietra da collezione è necessario valutare il suo colore, la qualità della pietra stessa ( ad esempio: non deve essere facile romperla o rovinarla ) e la forma.

Queste particolari pietre si possono trovare come grandi installazioni a decoro di portoni e cancelli in tradizionale legno di cedro, o come decorazioni all’interno dei giardini tradizionali coreani, ma le più famose sono le versioni cosiddette scholar stone, quelle di più piccole dimensioni.

Suseok più piccole hanno spesso un basamento di legno chiamatodaezwa o un rivestimento di ceramica o vetro con sabbia chiamato suban, se ricordano ad esempio uno scenario naturale.
Il collezionismo di queste pietre prende piede soprattutto nel periodo della dinastia Joseon ( 1392–1897 ), anche se si hanno notizie di periodi anche più antichi.
L’arte del collezionare Suseok ha subito un importante influenza sia dalla simile arte cinese Gonshi, sia da quella giapponese Suiseki.

A differenza della simile arte giapponese, ai coreani non piace modificare le proprie Suseok.
I giapponesi tendono ad eliminarle piccole imperfezioni o tagliarne la base per ottenerne una dritta a cui ancorare il proprio piedistallo.
I coreani preferiscono invece scavare un piedistallo più a misura della pietra, piuttosto che tagliare e modificare irreparabilmente la pietra stessa.
Alle aste, questi pezzi d’arte possono raggiungere prezzi esorbitanti per gli appassionati, molti dei quali i propri Suseok li raccolgono a mano.

Le zone con maggiore affluenza e considerate le migliori per la raccolta Suseok sono ad esempio: Kyunghokaang, un piccolo ruscello che viene dalla montagna Jirisan o Namhankaang, il sito di raccolta più importante e famoso in Corea.
E’ possibile raccogliere queste pietre anche in mare, mentre i principali siti noti in montagna sono stati chiusi.

E voi? siete affascinati da quest’arte?

 

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Francesca Bandini

Francesca Bandini

Totalmente avvolta nella sua bolla fatta di letteratura (principalmente fantasy, urban fantasy e distopico), ballo, recitazione, post produzione, cinematografia e fotografia. Cosplayer dal 2008. Dedita al violino come il celebre Sherlock Holmes, innamorata della chitarra come Jimi Hendrix (senza darle fuoco). Entra nel mondo del K-Pop senza passare dal via e fra i suoi gruppi preferiti del genere svettano Super Junior e AOA. Tanti anni prima sposa il genere J-Rock, dove i GazettE resteranno sempre sovrani nella sua playlist.