Vampiri: La recensione della prima stagione della serie Netflix

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Assieme agli Zombie, sicuramente uno dei personaggi che più è stato usato dal mondo dell’intrattenimento negli ultimi anni è sicuramente quello del Vampiro, la creatura della notte che si nutre di sangue è stata rielaborata in molteplici modi fra cinema, letteratura e piccolo schermo. Di recente sulla piattaforma Netflix è arrivata dalla Francia una nuova serie dedicata proprio a questa figura intitolata semplicemente Vampiri

In questo caso quella del vampirismo diventa una mutazione genetica creatasi 500 anni fa, i mutati hanno creato una sorta di comunità sotterranea tutta loro per evitare di essere scoperti. Fra questi troviamo la famiglia dei Radescu, reietti per via di uno scontro tra la loro capofamiglia Martha e la potente famiglia dei Nemeth, avvenuto 17 anni prima.
Martha ha avuto diversi figli, 2  dei quali non al 100% Vampiri come Doina e Andreass, costretti a prendere una speciale medicina inventata da loro padre Radouane per rimanere “umani”. Quando Doina smetterà di prendere la medicina però le cose inizieranno a essere molto pericolose.

Siamo lontani dalla versione “romantica” del vampiro, le creature dello show si nutrono prevalentemente di sangue animale, l’unico consentito dalla comunità, anche se esiste il contrabbando di sangue umano, ma niente contagio attraverso il morso come le leggende su Dracula tramandano in molte opere.

Anche in questo caso, come ormai di frequenta capita nelle serie Netflix, abbiamo una grande componente adolescenziale. Doina – l’oggetto del desiderio della comunità – è una vampira atipica in grado di stare sotto la luce del sole, ma soprattutto è adolescente, frequenta la scuola e sta facendo le prime e dolorose esperienze amorose. In questo caso però è doveroso sottolineare che lo stile dello show non è propriamente quello che è lecito aspettarsi per una serie teen, lo stile è molto più crudo e sporco rispetto a quanto potevamo aspettarci, ed è una piacevole sorpresa .

Sicuramente l’aspetto maggiormente positivo dello show è quello estetico, ben curato e particolare, in grado di mettere una luce diversa su un tema altrimenti trito e ritrito.  La trama è ricca di spunti, gli autori mettono hanno faticato parecchio per costruire un mondo originale e diverso dal solito, ma gli elementi che necessitavano di essere maggiormente approfonditi sono probabilmente troppi per essere gestiti in un numero così esiguo di puntate (6) lasciano lo spettatore con l’amaro in bocca nell’attesa di una seconda stagione.

Una soddisfazione a metà quella che ci ha lasciato la visione di Vampiri. Se da un lato possiamo elogiare l’intenzione di voler costruire qualcosa di nuovo in fatto di world-building e stile, dall’altro non possiamo che sottolineare come questo non si dimostri altrettanto solido in fase di realizzazione, rimanendo per lo più nelle intenzioni. Forse gli autori avrebbero potuto semplificare e alleggerire la trama di alcuni passaggi morti rendendola più scorrevole .

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD