Castlevania Symphony of the Night: i vampiri prima di Twilight

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Aldilà di qualche titolo giocato su Commodore o Amiga proprietari di parenti, ritengo di non appartenere a quella generazione di giocatori. Quei player che hanno visto non solo la nascita dell’8 Bit ma anche l’evoluzione nel corso degli anni.

Personalmente ho cominciato a giocare seriamente con il primo Nintendone (sono nato nel 1987 ndr), console avuta in estremo ritardo rispetto ai miei amici che si scambiavano giochi del Sega Mega Drive mentre io bestemmiavo su Battletoads e Rygar sul mio Nes con controller a due pulsanti.

Questo fino all’arrivo delle prime console ufficialmente rivolte alla terza dimensione. A parte alcuni esperimenti riusciti (in real 3D e non finto) come Starwing (Star Fox) su Super Nintendo o Doom (varie piattaforme), noi nerdacci abbiamo avuto modo di scontrarci su giochi in 3D in ambito casalingo solo con l’avvento del Sega Saturn, della Playstation e del Nintendo64.

 

Nonostante i vari Resident Evil e Tomb Raider, c’era una schiera di giocatori che non voleva saperne di allontanarsi dal 2D e che continuava a trascorrere le serate nelle sale giochi o con i picchiaduro Capcom su console. Questo fino a quando Konami non rilasciò un regalo destinato a diventare una perla videoludica in grado di dettar legge ancora oggi. Un titolo controverso e ambito dai collezionisti di Retrogames.

 

Sto chiaramente parlando di…

 

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Perchè un titolo controverso?

“Dracula, in the name of my mother, I will defeat you again!” – Alucard rivolgendosi al padre

 

Castlevania Symphony of the Night (sotn d’ora in avanti) è stato un titolo controverso. In un’epoca nella quale il 3D sfoggiava glorie e delusioni dominando incontrastato la scena videoludica e dettando legge, aprendo un divario tra i giocatori di vecchia data che rifiutavano le nuove meccaniche e i nuovi player che, al contraio, si dimostrarono entusiasti per le tre dimensioni, Castlevania sotn fu un invito a nozze per i primi e un pugno in un occhio per gli ultimi. Ricordo come fosse ieri quando Sony dichiarò di non volere titoli a due dimensioni per la sua console, ma insistente fu la richiesta dei fan che consentì a Sony di capire l’importanza del progetto, cosìcchè Konami riuscì a farlo pubblicare sulla Playstation. D’altronde era d’obbligo, dato che l’ultimo Castlevania fu il Vampire’s Kiss rilasciato per Super Nintendo (conosciuto anche come Dracula X o Castlevania 5 dai fan).

Quando Konami annunciò Castlevania Symphony of the Night mostrando alcune immagini a 3 dimensioni, i fan (tra cui il sottoscritto) temettero per il peggio, dato che Castlevania ha sempre dato il meglio di se nel mondo bidimensionale. Fortunatamente le immagini erano relative a un filmato.

 

Il gioco fu rilasciato inizialmente per Playstation nel Marzo del 1997 in Europa, qualche mese prima in USA e Giappone con copertine differenti. Un anno dopo ci fu una versione per Sega Saturn, versione che conteneva in più consentiva di giocare con Maria Renard. Fu distribuito in due versioni, una standard e una Limited Edition (davvero limitata!) con cd audio contenente la magnifica (e aggiungerei elegante) colonna sonora. Tornando alla copertina, quelli a cui è andata peggio sono gli americani (imho). Di recente è stato rimasterizzato per PSP come contenuto segreto di Castlevania the Dracula X Chronicles e per Xbox Live.

 

 

Quale storia si cela dietro la sinfonia notturna?

 

castlevania_symphony_of_the_night-2113155“What is a man? A miserable little pile of secrets! But enough talk… Have at you!

 

 

 

Sotn comincia con un livello classico nel quale comandiamo Richter Belmont che, finalmente, conclude la sua caccia all’immortale conte Dracula. Salita la scalinata si raggiunge la fatidica sala del trono. Dopo un susseguirsi di frasi epiche, comincia lo scontro tra il leggendario ammazzavampiri e il sanguinolento conte Dracula. Rispettando i canoni a cui ci ha abituato la serie, il boss andrà sconfitto due volte, nella forma “umana” e in quella demoniaca. Al termine dello scontro vedremo l’ultimo frame dell’immagine ridursi a una fotografia e prendere fuoco in pieno stile Gothic, seguito da un sermone su quanto accaduto da quell’epica battaglia a cinque anni dopo. Corre l’anno 1797, Richter che scomparve insieme al conte Dracula ricompare misteriosamente insieme al Castello. La forte influenza demoniaca risveglia anche Alucard, figlio del conte Dracula (provate a leggerlo al contrario), dal sonno auto indotto in seguito alle vicende di Castlevania 3. Deciso a indagare, incontrerà sui suoi passi Maria Renard, amica e confidente di Annette (la donna amata da Richter).

Alucard è il frutto dell’unione tra Dracula e Lisa, una donna umana che venne bruciata al rogo dalla popolazione locale. Sul punto di morte, Lisa chiede ad Alucard di non odiare gli umani, ma al contrario di proteggerli.

Così comincia il gioco, vestendo i panni di Alucard intento a svelare la causa della rinascita del male attraverso colpi di scena, mostri di ogni tipo e le mura di un castello che da la sensazione di ingrandirsi sempre più man mano che lo esploriamo.

 

 

Cos’ha di speciale questo Castlevania?

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“Death in the dream world will send your soul wandering for all eternity, Demon”

 

 

Sotn fu un titolo avanti per l’epoca. Tutti si aspettavano un platform a due dimensioni tipico della serie o un’avventura in 3D. Ma Konami stupì sviluppando un titolo ibrido tra il platform, l’action, l’adventure e con sfumature da RPG. Sulla scia di Super Metroid, Sotn consiste nell’esplorazione di un gigantesco Castello facendosi strada tra mostri e svariati enigmi (sia necessari ai fini della trama che opzionali). Ciascun nemico sconfitto fornirà un ammontare di punti esperienza e, con un pò di fortuna, alcuni oggetti in base alla percentuale di drop e alla statistica della Fortuna. Avremo modo di incrementale le nostre stats indossando una mostruosa varietà di armamenti, utilizzare vari oggetti tra pozioni, integratori, indumenti, talismani e reliquie, sfiorando la soglia dei cinquecento oggetti disponibili in tutta l’avventura (probabilmente anche di più;). A questi vanno aggiunte abilità speciali, magie e trasformazioni (Alucard può assumere la forma di lupo, pipistrello e nebbia), ciascuna potenziabile ulteriormente a fini di combattimenti e ricerca di segreti, dato che Sotn basa la sua longevità anche sull’alto numero di stanze segrete, item nascosti e ulteriori enigmi oltre a quelli principali

 

Pazzesco, davvero pazzesco per un avventura platform…

 

Oltre a questo innovativo minestrone, il titolo fece scalpore per la cura maniacale degli artisti che hanno elaborato la grandissima varietà delle stanze. Non troverete mai due livelli uguali, mai due passaggi simili tra loro, così come gli sfondi animati e la varietà dei nemici ! Decine di varietà di scheletri, zombie, spettri, armadi che si muovono, demoni alti due metri e più fino ad arrivare ai Boss, tutti diversi tra loro ma sopratutto spietati. Si andrà dal tipico cerbero alla succube, dalla regina dei draghi a un cadavere semi-vivo grande quanto un palazzo fino al boss finale… Intendo il vero boss finale…

 

Ci sono stati diversi (purtroppo pochi) videogiochi curati in questo modo, ma mai si era visto un titolo di questo calibro. La sensazione è quella di essere soli lungo corridoi sempre irti di pericoli, inferstati da mostri tutti diversi ma che hanno un fattore in comune: la malvagità. A contribuire all’atmosfera c’è una colonna sonora meravigliosa, brani suonati con pianoforte e altri sturmenti tipici della musica classica alternati a musiche di forte stampo rock adattissime alle boss fight.

Qualora vi vorreste fare un’idea dei contenuti, vi rimando a questa guida: CLICCA QUI

 

 

Labirinti, mostri diversi, level up… Ma sarà equilibrato?

“That strength, that beauty…You’re the son of Lord Dracula” – Succube rivolgendosi ad Alucard.

 

Sotn è un titolo che non solo offre diversi finali (a cui ciascun epilogo corrisponde una differente durata dell’avventura, fino a raddoppiare la longevità;), ma consente di districarsi seguendo strade differenti. Avremo modo di proseguire percorrendo il sentiero più facile, diciamo quello prestabilito, oppure avviarci subito nella zona difficile del castello o alternando le due sezioni. Ad ogni modo l’equilibrio è mantenuto dal gran numero di armi sparse lungo il gioco e da una calibratissima difficoltà dei boss. Essendo a bivi e avendo una scala di difficoltà ai boss che aumenta man mano che si prosegue nella trama, questo sistema assicura un buon equilibrio di difficoltà. In questo modo è possibile portare a termine il gioco sconfiggendo pochi boss e risolvendo pochi enigmi ottenendo il finale peggiore. Allo stesso tempo è possibile portare a termine tutte le sfide del castello, proseguire interamente nella trama sbloccando tutti gli enigmi e “la seconda parte del gioco” in modo da affrontare anche i boss più impegnativi.

E vi assicuro che ce ne sono di davvero tosti… Difficilmente se ne uscirà vittoriosi senza assumere una decina di pozioni curative e varie magie.

 

 

Sfida Hardcore Gamer: sarete in grado?

 

 

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Richter: “Tribute? You steal men’s souls, and make them your slaves!”

 

 

Dracula: “Perhaps the same can be said of all religion”

 

 

Insomma, la difficoltà è a discrezione del giocatore. I più volenterosi (e i più coraggiosi mi verrebbe da dire) saranno premiati, non solo con un maggiore livello di sfida e il “vero” scontro finale (che è qualcosa che definire epico è poco, credetemi), ma al termine dell’intera avventura sarà possibile giocare vestendo i panni di Richter Belmont. E qui entra in gioco il fattore Hardcore, perchè se con Alucard avevamo a disposizione centinaia di armi e armature, con questo personaggio potremo affidarci solo sulla nostra capacità di sfruttare le abilità concesse a Richter nelle varie situazioni. L’ammazzavampiri non avrà armature o pozioni, ma potrà contare sulla leggendaria frusta dei Belmont, sul potenziale che sblocca la magia di ciascun oggetto di supporto (l’unico accessorio utilizzabile come da serie) e sulle proprie mosse evasive. Se i primi mostri cadranno al primo colpo di frusta, i più lontani richiederanno una decina di frustate e tanta pratica oltre a una massiccia dose di pazienza.. Specialmente contro il penultimo boss…(che personalmente ho sconfitto sfruttando un glitch del gioco, altrimenti evoglia a sbatterci le corna…).

 

Conclusioni

 

Castlevania Symphony of the Night è un’avventura fantastica che farà felici sia gli appassionati di Retrogaming (che probabilmente lo avranno già trito e ritrito) ma anche i giocatori più giovani che vorranno cimentarsi in un titolo che ha segnato una tappa importante nella storia dei videogiochi. Senza contare che questo episodio risulta quello più apprezzato tra i Castlevania RPG, giochi che ahimè non hanno mai raggiunto l’apice dell’epicità di questo titolo.

Inoltre mi spiace tornare su un vecchio discorso (ma anche no!) ma Castlevania Symphony of the Night è l’esempio di come non solo i titoli di un tempo fossero belli da vedere, artisticamente curati e con un gameplay collaudato e immediato, ma dimostra chiaramente che investire in nuove idee “intelligenti” convenga. Sempre.

 

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Daniel Mars

Tanti anni sui videogiochi lo hanno convinto che non esiste niente di più importante del GAMEPLAY quando si parla di Gaming. Nonostante illustri capolavori moderni come Fallout 3 o il primo Dead Space, resta ancorato al passato con giochi come Earthworm Jim, Killer Istinct e Megaman X. E' anche fissato con gli X-Men, Donnie Darko e il Monopoly.