7500: la recensione del film con Jospeh Gordon-Levitt

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Disponibile su Prime Video 7500, un thriller ad alta quota decisamente claustrofobico scritto e diretto da Patrick Vollrath e con protagonista Jospeh Gordon-Levitt

Come dice in codice il titolo, questo film parla di un attacco terroristico ad alta quota, un attentato che seguiremo fin dall’ingresso nell’aereoporto da parte dei terroristi, attraverso le telecamere di sorveglianza, che ci mostreranno come i villain hanno escogitato e portato a termine il loro attacco al volo  Berlino- Parigi, dove quello che sarà l’unico protagonista indiscusso del film agisce come co-pilota .

Non essendo un’idea del tutto originale, 7500 deve giocare con i suoi elementi principali e caratteristici per cercare la propria identità stilistica , una via che sembra essere stata trovata attraverso una sorta di minimalismo estetico, per costruire maggiore tensione e sfruttare le peculiarità di una location come la cabina di pilotaggio di un volo di linea.

Tutto il film infatti si ambienterà nel cockpit, una piccola parte dell’aereo sarà visibile attraverso la videocamera che inquadra l’ingresso alla cabina, ma nessun’altra parte dell’aereomobile sarà visibile nella pellicola. Una scelta studiata, così come quella di sfruttare al massimo anche la componente uditiva, con le botte dei terroristi alla porta della cabina come Soundtrack quasi costante della pellicola.

Sicuramente Gordon-Levitt ha un compito complesso, prendersi sulle spalle l’intera situazione ed essere i nostri unici occhi durante l’intera pellicola. Il risultato è quello di una buona prestazione convincente, in cui il suo personaggio ne esce senza eccessi di eroismo da film action, ma con tutte le difficoltà di un uomo ordinario alle prese con una situazione straordinaria. I terroristi sono quasi tutti privi di qualsiasi tipo di spessore, incasellati nei limiti del ruolo, con la sola eccezione del giovane Vedat, con il quale il protagonista avrà modo di allacciare una sorta di rapporto.

Forse nell’insieme non raggiunge una qualità altissima anche in virtù di una trama che sicuramente non regala sorprese, ma 7500 è una buona pellicola per un esordiente come il regista tedesco che grazie ad alcune scelte ben ponderate riesce a mantenere alta la tensione.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD