Warrior Nun: La recensione della prima stagione

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Quando ci si approccia a una serie chiamata Warrior Nun è facile partire con l’idea che quello che si andrà a vedere sarà un prodotto particolarmente orientato al trash, oltre a una serie action.

Bene, sotto alcuni versi la serie disponibile su Netflix – e tratta dall’omonimo fumetto – ci ha un po’ colto in contropiede, forse anche per via della nostra poca conoscenza del materiale a fumetti – da cui sono comunque state apportate un buon numero di modifiche in fase di trasposizione. Warrior Nun infatti si prende una buona parte di stagione per introdurci al mondo dello show e per farci creare empatia con la sua protagonista,Ava , prima di ingranare una marcia più rapida e d’azione nella seconda parte.

Ci troviamo quindi davanti a una serie in cui l’azione è meno del previsto, ma nonostante questo riesce ad essere convincente nella sua componente action grazie a una buona cura delle coreografie dei combattimenti, al contrario la CGI mostra numerosi limiti e per questo fortunatamente le apparizioni di demoni e simili sono limitate. Molto più spazio è dedicato ai dubbi di gioventù della 19enne  – ed ex morta – Ava, che dopo una vita passata bloccata a letto in un orfanotrofio per colpa di un incidente, si ritrova ora in possesso dell’artefatto magico chiamato aureola e dotata di incredibili poteri.

La sua costante indecisione tra il godersi la nuova vita – o meglio la sua prima visto la pochezza della precedente- e adempiere agli obblighi che le impone essere la portatrice dell’artefatto, ovvero entrare a far parte e guidare le suore guerriere, la rende un personaggio più umano e “reale”, dimostrando che il tempo speso inizialmente per costruire alcuni di questi aspetti è ben speso e permette alla giovane di arrivare in maniera più efficace allo spettatore. Sullo sfondo si stagliano due lotte classiche del genere, quella tra bene e male ( chiesa e demoni) e quella tra religione e scienza, mentre all’interno della prima sembrano esserci complotti e misteri da risolvere.

Il finale di questi primi dieci episodi  lascia la situazione completamente in divenire, come se questa fosse solo metà della storia ( una situazione simile a quella vista con Le terrificanti avventure di Sabrina) e che sicuramente ci sarà una seconda parte ancora tutta da narrare .

Warrior Nun soddisfa solo a metà le nostre aspettative, con la sua parte più action ci ha fatto divertire però queste sono troppo poche all’interno dell’economia dello show, nulla che non possa essere corrette nella prossima turnata di episodi.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD