Non mi uccidere: un’ambiziosa favola nera per parlare del passaggio all’età adulta

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Andrea De Sica torna dietro alla macchina da presa per Non mi uccidere, film liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Chiara Palazzolo

Mirta ama Robin alla follia, lui le promette che sarà amore eterno. In una cava abbandonata, la voglia di trasgredire costa la vita a entrambi. La ragazza però si risveglia e non può che sperare che Robin faccia lo stesso, proprio come le aveva promesso. Ma niente è come prima. Mirta capisce di essersi trasformata in una creatura che per sopravvivere si deve nutrire di carne umana. Ha paura. Braccata da uomini misteriosi, combatte alla disperata ricerca del suo Robin.

Lo stesso regista ha definito questo suo secondo lungometraggio come un thriller romantico con una forte componente soprannaturale, dove raccontare un momento cruciale di ogni esistenza: il
passaggio all’età adulta e il suo carico di rabbia e di disillusione.
Si tratta di un film ambizioso, che vede coinvolti nel cast attori noti al pubblico dei più giovani come Alice Pagani (che con il regista è esplosa in Baby)Rocco Fasano, protagonisti di una favola d’amore dai contorni oscuri e drammatici come fossero la risposta nostrana a Robert Pattinson e Kristen Stewart, con loro anche altri volti interessanti come Silvia Calderoni, Fabrizio Ferracane, Giacomo FerraraAnita Caprioli

Come spessa accade però la sola ambizione non è abbastanza per realizzare un progetto in tutto il suo potenziale, in Non mi uccidere le singole componenti di cast, regia e audio sono ben concepite e realizzate, ma a darci l’impressione di non aver funzionato bene è la sceneggiatura che dovrebbe fare da collante all’insieme.

Durante la visione abbiamo avuto più volte la sensazione che mancasse qualche elemento che ci permettesse di immedesimarci nella potenza nella storia d’amore tra i due ragazzi prima della morte e allo stesso modo dopo la resurrezione di Mirta alcuni passaggi – di cui non riveliamo altro per non fare spoiler – ci sono sembrati confusi e per questo privati della giusta forza.

Un grosso peccato perchè come detto in precedenza si tratta di una pellicola intrigante nel panorama italiano, proprio per questo forse ci sarebbe stato bisogno di una maggiore cura per lo sviluppo della trama e dei suoi personaggi, magari realizzando il progetto in un formato diverso da quello cinematografico, optando per un contesto dai tempi più dilatati come quello della miniserie, in questo modo si sarebbe potuto lavorare maggiormente su diverse situazioni che vengono qui introdotte frettolosamente come “cotte e mangiate” e che avrebbero meritato una maggiore attenzione .

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD