A Quiet place 2: la recensione in anteprima

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A Quiet place 2, sequel del film horror diretto da John Krasinski  e uscito con discreto successo ormai da 2 anni, arriva nelle sale italiane il 24 giugno con un carico di aspettative abbastanza alto, dettato soprattutto dagli ottimi risultati che la pellicola ha raggiunto nel resto del mondo e che, spera di raggiungere anche nel nostro paese.

In seguito agli ultimi tragici eventi, la famiglia Abbot (Emily Blunt, Millicent Simmonds, Noah Jupe) deve ora affrontare il terrore del mondo esterno, mentre continuano la loro lotta per la sopravvivenza, mantenendo ancora il silenzio. Costretti ad avventurarsi nell’ignoto, si renderanno presto conto che le creature a caccia del suono non sono le uniche minacce che si nascondono oltre il sentiero di sabbia.

Rispetto al capitolo precedente Krasinski è consapevole di non poter più contare sull’elemento sorpresa legato alle sue creature, ecco quindi che questa seconda parte si concentra maggiormente sulla storia e sulle possibilità di espandere il mondo di questo franchise. A quiet place 2 abbraccia dell’uguale, ma più in grande, realizzando un seguito che abbandona parzialmente quel silenzio che caratterizzava la pellicola precedente e scegliendo un orrore più diretto, che in alcuni frangenti ci ha un po’ ricordato quello di  Jurassic Park 2 e che ci ha lasciato con la voglia di averne ancora.

Dal punto di vista della performance gli attori sfoggiano ottime prestazioni, ad affiancare la già presente Blunt – in una veste meno action rispetto al passato- abbiamo Cillian MurphyDjimon Hounsou, entrambi protagonisti di una interpretazione solida, a ergersi sopra tutti è sicuramente Millicent Simmonds, vera protagonista di questa parte 2.

L’idea di Krasinski di non approfondire in quasi nessun modo le sue creature è una mossa che non appaga gli amanti delle spiegazioni eccessive, ma intriga e rende interessanti questi mostri privi di background .

A Quiet Place 2 è riuscito ad uscire da una situazione spinosa, lo ha fatto cambiando pelle, ma senza snaturare del tutto la sua natura. Il finale ovviamente lascia le porte aperte a un ulteriore seguito, che potrebbe espandere ulteriormente questo franchise dalle potenzialità estremamente interessanti.

 

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD