La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 ha utilizzato la musica di diversi famosi videogiochi giapponesi, comprese le canzoni dei franchise di “Final Fantasy”, “Sonic the Hedgehog” e “Monster Hunter”. Tuttavia, mentre le canzoni dei videogiochi incluse nell’antica tradizione olimpica sono senza dubbio state amate, vi sono state alcune evidenti omissioni.
La musica dei videogiochi è a volte considerata dai fan come un “genere” a sé stante, eppure questa vasta categoria include tutti i generi musicali consolidati nel tempo. Le colonne sonore originali possono essere incredibilmente popolari, spesso vendute fisicamente e disponibili tramite servizi streaming. Ciò è un dato di fatto in Giappone, dove le colonne sonore e i temi melodici dei videogiochi sono piuttosto frequenti nelle classifiche musicali e possono persino essere ascoltati in radio. È anche noto il fatto che, l’Impero Nipponico usa anche i suoi personaggi dei videogiochi come mascotte per eventi speciali. Il gioco di “Pokémon”, che ha appena compiuto 25 anni, è particolarmente noto per il maggior incasso di tutti i tempi ed è frequentemente usato per rappresentare il Giappone su altri palcoscenici globali.
Durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici del 2020, è stata riprodotta la musica di diversi videogiochi giapponesi ed il sito Polygon ha catalogato un elenco completo di canzoni. La musica proveniva da aziende come Capcom, Square Enix e Sega. “Roto’s Theme” di “Dragon Quest” ha dato il via alle danze, nonostante sia stata considerata una scelta azzardata, visto le controverse posizioni politiche anti-LGBTQ+ e ultranazionaliste del compositore Koichi Sugiyama. La serie “Rival JRPG Final Fantasy” ha avuto una sua valida rappresentazione tramite le sue canzoni iconiche, quali “Victory Fanfare” e “Main Theme”. Da parte del produttore Sega è apparso il tema di “Star Light Zone” di “Sonic the Hedgehog”. (È interessante notare che quella canzone sia apparsa anche come remix in “Mario & Sonic ai Giochi Olimpici” su Nintendo DS, un gioco del lontano 2007.)
Tuttavia, questo era solo l’inizio della scaletta dei videogiochi. Dal classico gioco di ruolo “Chrono Trigger” è arrivato “Robo’s Theme” e “Frog’s Theme”. La serie “Monster Hunter” di Capcom è stata rappresentata da “Proof of a Hero” e “Wind of Departure”. Anche i titoli arcade classici come “Gradius” si sono ritrovati sotto i riflettori. Infine, “The Brave New Stage of History” di “Soulcalibur” ha avuto modo di completare la formazione.
Ciò nonostante, una società di videogiochi ben consolidata non è stata affatto rappresentata. Infatti, non una sola canzone di alcun titolo Nintendo è stata inclusa nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Tokyo del 2020. Questo fatto, è particolarmente bizzarro poiché “Pokémon”, “Mario” e “The Legend of Zelda” sono enormi marchi giapponesi conosciuti in tutto il mondo. Tra l’altro, le colonne sonore dei giochi di Zelda sono spesso considerate tra le più iconiche di tutti i tempi. Il motivo per cui le canzoni del mondo Nintendo non sono apparse durante l’evento è attualmente sconosciuto, ma alcune speculazioni suggeriscono che le Olimpiadi potrebbero aver temuto di infrangere le politiche sul diritto d’autore.
Indipendentemente da questa grande assenza, l’inclusione della musica per videogiochi ai Giochi Olimpici di Tokyo del 2020 ha avuto una logica ben definita. L’obiettivo della cerimonia di apertura è stato quello di condividere la cultura del paese ospitante ed i videogiochi sono da sempre una parte importante della storia e della cultura pop giapponese. Sarebbe stato più sconcertante se non vi fosse stata alcuna rappresentazione. Nonostante la mancanza di brani Nintendo, alla cerimonia di apertura è stata mostrata un’ampia varietà di musiche di produttori e compositori giapponesi.