Dopo il successo delle prime 2 stagioni di Romulus, Matteo Rovere torna nel mondo delle serie TV, ma questa volta il focus è puntato un po’ più avanti cronologicamente, verso fine 800, a Torino. A fare da protagonista troviamo una donna realmente esistita ovvero Lidia Poët, colei che è – dopo un lungo percorso molto tormentato – diventata la prima avvocata d’Italia .
Torino, fine 1800. Una sentenza della Corte d’Appello di Torino dichiara illegittima l’iscrizione di Lidia Poët all’albo degli avvocati, impedendole così di esercitare la professione solo perché donna. Senza un quattrino ma piena di orgoglio, Lidia trova un lavoro presso lo studio legale del fratello Enrico, mentre prepara il ricorso per ribaltare le conclusioni della Corte.
Attraverso uno sguardo che va oltre il suo tempo, Lidia assiste gli indagati ricercando la verità dietro le apparenze e i pregiudizi. Jacopo, un misterioso giornalista e cognato di Lidia, le passa informazioni e la guida nei mondi nascosti di una Torino magniloquente
Ovviamente questo show Netflix non è una biografia, ma una storia ispirata a ciò che è stata la vita di Lidia Poët, alla quale Guido Iuculano, Davide Orsini, Elisa Dondi, Daniela Gambaro e Paolo Piccirillo hanno aggiunto il loro tocco per renderla una serie in 6 episodi, un crime thriller tra storia reale e finzione.
A dare il volto a Lidia troviamo quella che probabilmente è l’attrice italiana del momento, Matilda De Angelis, che episodio dopo episodio si rivelerà perfetta per mettere in scena un personaggio determinato, una donna moderna, imperfetta e ingombrante nel panorama del 1800, quasi aliena in quell’epoca.

Dal punto di vista della trama, non c’è nulla che faccia gridare al miracolo d’originalità, c’è molto dello show classico procedurale, ma con quelle venature ben costruite e studiate che lo rendono orientato ad un pubblico femminile, con un ambiente perfetto per parlare del ruolo della donna nella società dell’epoca e attraverso il tempo farci fare le giuste domande anche su quali siano stati i passi avanti rispetto al tempo e quali ancora rimangono da percorrere.
La legge di Lidia Poët è un prodotto costruito per funzionare, che unisce quindi una storia perfetta, con gli elementi giusti al posto giusto per catturare lo spettatore della piattaforma della grande N , ma allo stesso tempo riesce a differenziarsi dalla massa di prodotti nel catalogo per regia e fotografia decisamente ben studiati così come le ottime scelte in fatto di cast.
Inutile dire che si punta dritti alla seconda stagione, ma è uno di quei casi in cui siamo felici di questa cosa.