Lo ammetto, mi sono approcciato a questo film con un’altissima dose di pregiudizio, d’altronde diciamo che un olandese alla guida di un film western non è una cosa che si sente tutti i giorni.
Eppure in qualche modo Brimstone di Martin Koolhoven è riuscito ad entrare nella mia watchlist e attirare il mio sguardo sorprendendomi piacevolmente.
Una storia che narra del vecchio west americano, ma dal punto di vista delle donne e non lo fa mettendo la protagonista nei panni dello sceriffo in gonnella, quelle di Brimstone infatti sono donne coraggiose alle prese con il duro mondo maschilista e fanatico religioso del periodo, dove una ostetrica muta non riesce a far nascere un bimbo ed è subito additata come strega e perseguitata.

Nei 4 capitoli di pura etichetta biblica( Apocalisse, Esodo, Genesi, e Castigo ) la trama ci mostra la vita della protagonista, non in maniera cronologia, ma tornando al passato per poi mostrarci la fine della storia, mettendo i giusti tasselli al puzzle complesso e duro che è la sua vita.
Il regista mette in scene un western a tinte horror, crudo e diretto in modo da farci capire le scelte fatte dei suoi personaggi e il modo un cui il credo diventa uno strumento di terrore, piegato dall’uomo ai propri violenti scopi fra lussuria e ossessione.

Il cast gioca un ruolo fondamentale nel giudizio di Brimstone, prestazioni ottime per i protagonisti a partire da Dakota Fanning ( La guerra dei mondi ) accompagnata in questa cavalcata nel sulfureo west da Paul Anderson( Revenant ), Guy Pearce( Memento ), Carice van Houten e Kit Harington ( Game of Throne ) .
Non siamo dalle parti dell’etichetta must see, ma Brimstone è di gran lunga sopra la sufficienza, un titolo che mi sento di consigliare anche ai non amanti del genere western
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Trama
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Recitazione
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Fotografia
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Colonna sonora