AESVI e l’industria del successo

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AESVI non è una sigla che dovrebbe spaventarvi. Certo: se fossimo stati padri di famiglia nel 2001, probabilmente la sola idea che stesse nascendo una associazione composta da ricchi uomini con lo scopo di promuovere e tutelare l’interesse dell’industria videoludica italiana, saremmo scoppiati a ridere (magari sperando che tutto ciò non accadesse). Ma nonostante la fisiologica ignoranza della generazione nata negli anni degli Hippie, che per forza di cose hanno conosciuto il lato più oscuro del videoludo, e grazie alla cultura di alcune personalità nate negli stessi anni, ecco che nell’ormai lontano 2001, ben 14 anni fa (che sinceramente sembrano anni luce), poco prima che gli USA dichiarassero guerra all’Iraq, ecco che in italia nasce AESVI: Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani. Un nome, tutto un programma.

LASCIA CHE TI SPIEGHI

AESVI nasce con l’idea di dover far a pugni con la società italiana con l’obiettivo di promuovere e tutelare le aziende italiche nel loro stesso territorio. Siamo franchi: l’Italia è stata per largo tempo una delle nazioni più impenetrabili in quanto cultura Nerd e nonostante negli ultimi due anni le cose stiano effettivamente cambiando, è anche vero che videogiocatori e sostenitori del videoludo se la sono vista davvero brutta. Ebbene: in un periodo in cui parlare di Playstation 2 e Xbox voleva dire essere considerati degli sfigati e in una epoca in cui gli sviluppatori italiani contavano purtroppo davvero poco nello scenario globale, ecco che un manipolo di persone decide di puntare su di sè guidate soltanto dalla loro più forte passione: i videogames. Sinceramente non conosco altre motivazioni oltre a questa: il loro augurio è che si possa discutere di videogames nelle migliori accademie italiane, inaugurando quella materia di studio che l’Associazione identifica con “La Teoria del Videogioco“. Immaginate di esservi appena diplomati e di essere attratti da una voce di fondo proveniente dalle remote zone della vostra mente che vi indica il vostro futuro scritto a chiare lettere: “Facoltà Intrattenimento – teoria del Videoludo”. E tra tante materie, quale storia contemporanea, storia del cinema, arte contemporanea e moderna e lettere antiche (c’è sempre lettere antiche, anche nelle facoltà in cui non serve a nulla), studiate l’influenza dei videogiochi nel mondo, la storia del videoludo, le origini dei migliori brand nonché come costruire il miglior videogioco educativo..un sogno.
Un sogno che diventerà presto realtà, a quanto pare. Perché se c’è qualcosa di vero in tutto questo, è la determinazione di AESVI di portare il videoludo oltre a confini inimmaginabili, nella creativa idea di creare una grandiosa realtà in simbiosi con il videoludo con ambizioni così alte da far impallidire Gates e Stefano Lavori. Roba forte dunque.

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L’AIV di Milano è una realtà milanese che ha sfornato talenti assunti da Ubisoft, Rockstar, Lionhead Studios e Milenstone

UN GRAN VOLUME D’AFFARI

Nel corso degli anni AESVI si è sempre più contraddistinta per la sua chiarezza e purezza di obiettivi, compiendo scelte assai azzeccate e rielaborando informazioni sempre più preziose. Non è un caso che al momento l’associazione è riuscita a parlare di videogiochi anche davanti ai Senatori: lo staff dietro all’associazione ci ha sempre creduto, sin dal primo istante della fondazione di AESVI e i risultati si vedono. Oltre a fornire dati ufficiali su vendite e preferenze degli italiani, dal 2005 è impegnata a redigere dettagliati resoconti dell’Industria italiana videoludica descrivendo il loro andamento nel territorio nazionale. Grazie a questi rapporti, è emerzo che l’Italia è il quarto paese in Europa per volumi d’affari in termini videoludici e nono del mondo, un piazzamento assai sorprendente che delinea una situazione alquanto positiva per il popolo italiano. Certo: non tutto è merito di AESVI, ma sono sicuro che la sola presenza dell’Associazione abbia rincuorato sempre più persone nel tuffarsi nell’industria videoludica, trovando fortuna e prosperità per i più fortunati e una onesta paccata sulla spalla per chi invece non ce l’ha fatta. Le statistiche però parlano bene:

” Il videogioco è un’opportunità di crescita economica per il paese. L’industria dei videogiochi in Italia è in una fase di start up: ci sono un centinaio di studi di sviluppo italiani, la metà dei quali nati negli ultimi 3 anni, in molti casi fondati da imprenditori giovani (con meno di 30 anni) che distribuiscono i loro prodotti in tutto il mondo. Bisogna puntare su questo settore per dare opportunità ai giovani e il videogioco ha tutte le carte in regola per diventare una delle nuove frontiere del Made in Italy sui mercati internazionali”

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Mursaki Baby, di Ovosonico, è l’esempio di un Made in Italy creativo ed efficace

Se da una parte l’impresa manifatturiera italiana sta riprendendo lentamente dopo una lunga serie di anni di magra (per nostra sfortuna), l’industria videoludica italiana ha avuto un’impennata tale da riuscire a intrappolare l’interesse di investitori esteri. La credibilità italiana nel settore dell’intrattenimento è cresciuta molto negli ultimi anni: devastata da una lunga serie di eventi assai imbarazzanti, fase quasi trentennale in cui si preferiva promuovere il lato più brutto del Nostro Paese piuttosto che omaggiare le nostre qualità artigianali più sofisticate, l’Italia ha compreso che puntare su qualità e creatività sia la strada giusta per un benessere economico da anni sognato.
Eclatatante è il caso di Ovosonico, software house varesotta (della provincia di varese, Lombardia), che con lo sviluppo di Murasaki Baby è riuscita a stregare centinaia di migliaia di giocatori, riuscendosi anche a ritagliare una fetta nella rotazione dei giochi gratuiti per i possessori di un abbonamento Ps Plus: tutti i possessori di una Ps Vita si sono visti in dovere di scaricare quel piccolo capolavoro di tecnica formato tascabile dallo stile grafico al limite dell’esoterismo vivendo, in prima persona, una esperienza unica nel suo genere. Certo: la società capitana da Massimo Guarini, cià celebre per aver collaborato allo sviluppo di una delle ultime e interessanti avventure di Suda51, Shadow of the Damned, è riuscita con le proprie forze a ritagliarsi una fetta del mercato videoludico globale. Certo è che, secondo me, se non vi fosse stata una promozione culturale videoludica da parte di associazioni quali AESVI, la creazione di Ovosonico probabilmente non sarebbe stata valorizzata al punto da diventare un vero successo, lasciando precipitare Murasaki Baby nel grosso inceneritore dei tentativi andati male.
Certo: notizie quali quelle che descrivono investimento di milioni di euro quali sono quelli versati da Digital Bros nelle tasche della società varesina fanno intuire quanto i proprietari di grossi capitali vogliono credere in un grande sviluppo dell’industria videoludica italiana e se ora Ovosonico risulta essere un piccolo e gradevole studio nelle campagne lombarde, in futuro potrebbe diventare un vero e proprio impero.
Ovosonico come Milenstone, società milanese da sempre operante nel genere che più mi aggrada: l’automobilismo e il motociclismo. Quanti di voi hanno giocato almeno una volta a S.C.A.R. o Superbike? E’ impossibile non dirlo: quei giochi sono perfetti, minuziose ricostruzioni di una realtà sempre più sfuggente. Milenstone è stata una delle prime realtà tutte italiane a imporsi a livello globale in un mercato assai duro e controverso, riuscendo anche nell’ardua impresa di venire in possesso della licenza ufficiale del campionato rallystico WRC, facendo sognare tutti gli appassionati delle corse su sterrato più folli del pianeta accontetati poi da ottime interpretazioni da parte della società milanese.
Insomma: il videoludo e la sua industria, in Italia, sta cominciando a essere importante e AESVI lo sa. Da quattro anni a questa parte, l’associazione è milan-games-week-2015-date-eventidirettamente impegnata in grandi manifestazioni quali sono Lucca Comics e Milan Games Week, due eventi fieristici capaci, soli, a portare grandi introiti e forte interesse a tutto il settore videoludoc. La sola cifra di oltre 400.000 presente allo scorso Lucca Comics and Games 2014, fa comprendere quanto la promozione di AESVI abbia fatto letteralmente Jackpot e contando che il Milan GamesWeek è totalmente presieduto dall’Sssociazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiana e solo è riuscito, nello scorso anno, a registrare quasi 100.000 presenze in soli 3 giorni di fiera fa comprendere quanto ormai l’Italia è terra di videogiochi.
Davvero: sono felice dell’esistenza di AESVI. Se l’associazione attualmente presieduta da Paolo Chisari non fosse mai esistita, probabilmente gli italiani sarebbero ancora molto restii all’acquisto di videogiochi e di prodotti ad essi direttamente correlati. Probabilmente, grandi eventi come Lucca Comics and Games, nello specifico nella sua componente Games, non avrebbero mai avuto una così grande portata mediatica e allo stesso tempo l’impianto fieristico di FieraMilanoCity non avrebbe mai conosciuto la sensazione di essere in un luogo in cui i videogmaes preferiti vengono presentati e fatti provare in anteprima.
E ora pensateci. Pensate a una Italia in cui la promozione videoludica è inesistente, una Italia legata a vecchi pregiudizi i quali legano i videogiochi alla figura del demonio, una Italia esclusa totalmente dal sempre più in crescita settore di intrattenimento videoludico. Davvero: sarebbe un’Italia più povera, sia a livello economico e culturale e se potessi ritornare indietro nel tempo obbligherei gli stessi fondatori a fondare l’Associazione nei primi anni novanta. Chissà tra dieci anni dove finiremo?

UNA MIA SPERANZA

La mia speranza è in totale sintonia con quella di AESVI. Poter osservare i videogiochi nelle migliori accademie italiane e non aver paura di scontrarmi con pregiudizi insensati è davvero un sogno per me. Contando che l’Italia sta diventando sempre più importante nel settore videoludico, non mi meraviglierò nel constatare che i prossimi Gamesweek avranno l’onore di ospitare personaggi quali Phil Spencer, Shigeru Miyamoto e Kaz Hirai intenti a presentare i loro prodotti. Ma ciò che mi renderà orgoglioso, sarà leggere la scritta “AESVI” nel biglietto d’entrata dell’evento fieristico e pensare: “Anche io ci ho creduto!”.

L’ULTIMA OSSERVAZIONE

Il 5 ottobre scorso, Andrea Persegati ha lasciato il posto come presidente di AESVI a Paolo Chisari, una personalità nota all’industria videoludica italiana. Il nostro augurio è che Chisari possa portare ancor più in alto i progetti di aesvi seminando ancor di più per rendere fertile il terreno delle case di sviluppo indipendenti italiane:


“Sono onorato di aver ricevuto l’incarico di Presidente AESVI e ringrazio i soci per la fiducia che mi hanno dimostrato, oltre che il mio predecessore Andrea Persegati per l’ottimo lavoro svolto. L’industria dei videogiochi si trova oggi in una fase molto importante del suo sviluppo da diversi punti di vista: tecnologia, mercato, pubblico di riferimento e filiera produttiva. Il mio preciso impegno come Presidente dell’Associazione sarà quello di trasferire le opportunità che il nostro settore può offrire per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese verso le istituzioni, i media e i consumatori.”

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Paolo Chisari è il nuovo presidente di AESVI: la sua esperienza nel campo videoludico sarà importante per lo sviluppo dell’associazione e dei piccoli studios indipendenti
Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.

There are 2 comments

  1. Ho visitato più volte gamesweek e nonostante l’anno scorso sia rimasto un po’ schiacciato dall’incredibile folla di gente, sono felice di vedere come le fiere videoludiche italiane crescano sempre di più di anno in anno! 😀

  2. Sono partito da Roma per visitare Gamesweek. E’ stata una bella esperienza e come dice l’articolo è bello sentire la sensazione di provare con mano i videogiochi non ancora usciti. Forse quest’anno ci ritornerò, anche se l’anno scorso ci sono stati un sacco di visitatori!

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