Retrofuturo: il futuro videoludico italiano

1297 0

Il vero primo vestival videoludico indipendente italiano: Retrofuturo


 

Ultimamente nella mia umile carriera da giornalista indipendente, mi capita spesso di essere invitato indirettamente in luoghi strano e misteriosi scoprendo poi mondi incredibili a me sconosciuti. Ciò che ho vissuto il 29 Febbraio scorso è stata sicuramente un’esperienza difficile da dimenticare, un qualcosa di intimo, di profondo che mi ha colpito direttamente dentro la mia anima e nonostante l’universo che l’evento ha rappresentato non è a me sconosciuto, la modalità e il luogo della manifestazione hanno sicuramente contribuito a rendere ai miei occhi l’evento come magico. Invitato tramite un invito su Facebook condiviso da Ossocubo (potete trovare l’anteprima di Blue Volta cliccando qui), Retrofuturo è stato un evento creato con la collaborazione di due entità assolutamente positive: Playing the Game, la così definita Piattaforma Interdisciplinare incentrata sul videogioco e fondata da Paolo Branca e da Santeria Social Club, un Club ricavato da un immobile in disuso, riqualificato e trasformato in un vero centro culturale giovanile della Città di Milano. Come ormai scrivo in ogni articolo che compongo, è difficile scrivere su carta virtuale che cosa io abbia realmente provato all’interno dei mille metri quadrati messi a disposizione per il primo vestival videoludico indipendente tutto italiano, ma dato che a me piace molto raccontare a voi cari lettori le mie emozioni, non posso assolutamente perdermi questa occasione per farlo.

 

IMG_1221Santeria Social Club il 28 febbraio scorso

 

UN TURBINE DI IDEE

12806014_10208365073875319_7450922142835132693_n
Io con i due grandiosi libri di Playing the Game

Se siete diplomati o laureati o comunque avete letto mai qualcosa riguardo alle prime esposizioni universali, saprete che il diciannovesimo secolo, con la sua corrente positivista poi celebrata con il primo Conflitto Mondiale (cogliete l’ironia), fu un secolo un cui uno studioso inventava qualcosa di nuovo praticamente ogni secondo. Che sia stata la grande e prima Esposizione Universale di Londra del 1851 o la casa del fotografo Nadar messa a disposizione nel 1874 per la prima mostra dei pittori impressionisti, la sensazione di chi vive come noi a posteriori tale periodo di esplosione scientifica e culturale è di un gran fermento di idee successivamente concretizzate in grandi progetti capaci soli di cambiare le nostre vite. Il passato che spesso leggiamo sui libri di storia ci restituisce l’idea di un periodo ottocentesco ove le idee venivano letteralmente respirate per strada, idee così forti da incuriosire e appassionare il pubblico borghese dell’epoca. Dopo le due guerre mondiali e l’età industriale che ci ha portato a diventare dei piccoli servi di grandi multinazionali, di idee per strada ne circolavano assai poche, tra le altre cose anche molto pessimistiche.

Ecco: entrare in Santeria Social Club in occasione di Retrofuturo è stato come fare un tuffo nel positivismo ottocentesco. In qualche modo, le idee si percepivano nell’aria, si percepiva il fermento, la volontà di proseguire un nuovo percorso e promuovere una nuova cultura in netta espansione: quella del videogioco indipendente italiano. E un po’ come è avvenuto in passato in numerose circostanze, ho avuto l’idea che proprio Retrofuturo sia il vero inizio di un percorso irto di ostacoli, ma dannatamente intrigante ed entusiasmante. Incontrare gli sviluppatori al lavoro sui loro giochi, osservarli mentre si confrontavano fieremente con altri studios con l’obiettivo di migliorarsi e migliorare, mi ha davvero colpito nel profondo facendomi capire che lì, proprio negli istanti in cui vagavo senza meta di tavolo in tavolo stordito dalle numerose partecipazioni, si stava generando il futuro. Non è un caso infatti che Playing the Game avesse chiamato in causa anche Vg Perspective, progetto italiano che mira alla valorizzazione del medium videoludico in tutte le sue forme il quale, per celebrare il videogioco contemporaneo, ha scelto di portare sul “palco” di Retrofuturo console e videogiochi retrò, puntando quindi sul Retrogaming.

IL PASSATO DEL FUTURO

Il tutto ha una sua retorica: come spesso si afferma, per creare il futuro bisogna conoscere il passato poiché la negazione dello stesso porta il ripetersi degli eventi. Alcuni affermano che la storia sia ciclica, motivo per cui esistono uomini che tutto a un tratto dimenticano il passato condannando loro stessi a riviverlo. Per evitare disastri di ogni genere nonché il ripetersi di videogiochi sgradevoli, gli organizzatori di Retrofuturo hanno ben pensato di comunicare a noi visitatori e agli sviluppatori l’importanza di un solido passato. Certamente le esaustive conferenze dirette da Paolo Branca hanno fatto luce su aspetti assai moderni del concetto di videoludo, sporgendosi sull’idea per cui sia ora di creare un prodotto trascendentale piuttosto che un videogioco con punteggi da battere e livelli da superare, ma molto si è soffermato sull’eredità videoludica dei decenni passati strizzando l’occhio agli anni’90. Secondo Branca e gli autori del libro Nativi Videoludici, gli anni dell’Hip-Hop e delle Spice Girls furono i più importanti della storia videoludica in quanto aziende di tutto il mondo conobbero l’importanza mediatica del videogioco iniziando a investire milioni di dollari per ricercare tecnologie sempre più avanzate. E’ quindi grazie al grande boom culturale underground che oggi possiamo godere di videogiochi molto progrediti a livello tecnologico (forse fin troppo), ma soprattutto è grazie al decennio di Gigi D’Agostino e della Fiat Uno Rap (14 milioni di Lire, un prezzo folle!) che oggi il videogioco possiede una relativa importanza nel mondo dell’intrattenimento e nel mondo della cultura. Di fatti, secondo il team di Playing the Game, siamo arrivati al punto che il videogioco debba essere percepito come prodotto culturale e non di solo intrattenimento, capace di esprimere emozioni, opinioni e punti di vista culturali in un modo del tutto inedito, permettendo allo spettatore e quindi al giocatore di vivere in prima persona il mondo come visto dagli stessi creatori..

Sulle pagine di PjN ho buttato giù una quantità di inchiostro digitale a favore di questo discorso che solo potrebbe riempire l’oceano atlantico. Tuttavia, trovare personalità con lauree da capogiro affermare parole che ho sempre sostenuto a costo di vedermi umiliato a pomodorate da un pubblico di giocatori probabilmente non tali, mi ha fatto così sorridere da attivare tutte le mie sinapsi del cervello e mandandomi in uno stato euforico simile all’effetto di 100 barrette di cioccolato al latte di ottima qualità. Non ero comunque il solo a scoprire che le idee da sempre affermate si stavano concretizzando proprio nel momento in cui venivano discusse. Tutte le persone che il 28 febbraio scorso hanno partecipato a Retrofuturo erano assolutamente concorde con questa affermazione, tant’è che la stragrande maggioranza dei titoli portati dai più disparati studi di sviluppi indipendenti italiani abbracciavano proprio tale filosofia: un videogioco maturo, capace di andare oltre il suo aspetto puramente “ludico”, sfondando la quarta parete e prendendo a schiaffi il giocatore con tematiche così crude da non poter assolutamente non meritare una profonda riflessione.

PROGRESSO DI REGRESSO

Retrofuturo mi ha reso felice. Tutte le persone che hanno visitato Santeria Social Club sono rimaste entusiaste di quanto visto e soprattutto colpite, come me, nel percpeire le vibrazioni energetiche dettate dal turbine di idee che sembrava voler risucchiare da ogni cervello della stanza nuovi punti di vista per nuovi videogiochi. Qualcosa di grosso sta nascendo e qualcosa di concreto c’è già. Continuerò a seguire Playing the Game e i loro eventi, sicuro del grande successo che riscuoteranno in ogni loro futura occasione. Ho anche acquistato i loro due libri nella libreria di Santeria Social Club e penso sia stato denaro davvero ben speso. Se non ne volete più sapere di giochi “Tripla A” tutti uguali o simili tra loro e volete davvero qualcosa di nuovo e innovativo, quello che dovete fare è semplicemente iniziare a interessarvi allo scenario indipendente italiano e seguire i ragazzi di Playing the Game: non vi deluderanno.

Di seguito alcuni scorci video della giornata:

Di seguito tutti i link utili:

 

playing-the-game-textural-videogames-22
Schiaccia qui per maggiori info su Textural Videogames

playing-the-game-nativi-videoludici-01Schiaccia qui per maggiori info su “Nativi Videoludici”

12779135_964459083622811_9014113920438155927_oRetrofuturo è stato un grande successo

Playing the Game: http://www.playing.vg/

Santeria Social Club: http://www.santeriasocial.club/here/

Vg Perspective: http://www.vgperspective.it/

Clicca “Next” qui sotto per continuare il “tour” di Retrofuturo conoscendo alcuni degli sviluppatori presenti al festival

 

>
  Clicca qui a fianco per scoprire altri giochi indipendenti Next >>
Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.