Eselmir e i Cinque Doni Magici Recensione: un libro da giocare L'avventura grafica di Stelex Software è un prodotto artigianale che sa essere moderno

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Con Eselmir e i Cinque Doni Magici ho un rapporto che posso definire speciale. Tale videogioco, sviluppato dalla svizzera Stelex Software, è stato il primo che ho incontrato nel mio rush di interviste a Retrofuturo 2016, una sorta di ritrovo di sviluppatori indipendenti svoltosi a Milano. Come primi intervistati della sessione non potevo di certo scordarmi facilmente del viso di Stefano e Tania (i due fondatori e rappresentanti di Stelex Software), i quali, sorridenti, mi esposero quelle che erano le caratteristiche di un Eselmir che stava volgendo alle sue fasi finali di sviluppo. Al tempo, nel 2016, secondo gli sviluppatori elvetici vi era ancora del lavoro da fare per rifinire il codice di gioco e impreziosire l’opera con nuove animazioni e chicche tecniche. Sono passati quasi due anni dalla presentazione del gioco a Retrofuturo 2016 e molti di più da quando il titolo è in sviluppo. Ora che Eselmir e i Cinque Doni Magici è finalmente uscito sul mercato è giunto il momento di tirare le somme. Ecco quindi cosa ne penso.

 

Eselmir e i cinque doni magici recensione introduzione
Tutto chiaro?

 

AVVENTURA DA ANZIANO MODERNO

Recensire Eselmir mi rende davvero felice. L’ho seguito da vicino negli ultimi due anni e poterne ora decantare le sue qualità è per me motivo di grande emozione. Ma se alla prima presa visione del gioco avevo trovato un’avventura grafica vecchio stampo con grafica disegnata a mano, mai mi sarei aspettato di trovare un impianto ludico moderno e solido. A primo impatto Eselmir e i Cinque Doni Magici si propone come un’avventura grafica a stampo classico con grafica disegnata e animata a mano che strizza l’occhio alle più grandi avventure dell’ultimo decennio del XX° Secolo. Nel mio caso, devo dirlo, il primo impatto “privato” col gioco non è stato dei più piacevoli. Certo: Eselmir è un videogioco creato da una software house indipendente autofinanziata, ma lo stile grafico manuale “abbozzato” e le animazioni elementari del personaggio mi avevano quasi sedotto a cambiare opinione sulla qualità tecnica del gioco. Voglio dire: altri studios di sviluppo, in un tempo più breve, sono riusciti a ricercare impianti tecnici ben più convincenti. Un pensiero lecito, ma assai azzardato ed errato. Stelex Software non ha scelto casualmente uno stile grafico manuale “elementare” perché assente delle competenze utili al fine di creare un videogioco modellato in 3D, bensì per ricreare l’atmosfera e soprattutto la resa di un libro interattivo. E sapete una cosa? Ci sono riusciti in pieno. Di fatti, una volta superato un primo sguardo che potrebbe non convincere gli sciocchi come me, basta soffermarsi un attimo sui dettagli rigorosamente disegnati a mano per comprendere quanto caspita sia dettagliato l’intero gioco. Parliamo di una avventura grafica essenzialmente gradevole da vedere, ma che propone una mole tale di contenuti da far paura.

 

Eselmir e i cinque doni magici recensione inizio camera
Il gioco incomincia nella camera di Eselmir. A primo impatto lo scenario potrebbe non convincere affatto sia per stile artistico che per qualità. Ma basta fermarsi un attimo per osservare una quantità infinita di dettagli..da paura!

 

Un esempio? Il videogioco è doppiato sia in italiano con la voce di Angelo Branduardi, che in Inglese in modo del tutto professionale (cosa non da poco per un videogioco indipendente). La colonna sonora è formata da ispirate tracce che delineano il mood di ogni scenario in modo impeccabile (la traccia della torre del monastero è ipnotica). Esiste anche la possibilità di poter interagire con ambiente di gioco e personaggi in modo del tutto intuitivo con possibilità di dialogo che rasentano una quantità (e una qualità), del tutto simile a quella proposta dai videogiochi Bethesda (ed è un complimento). Ciò che però più mi ha sorpreso è la quantità di contenuti contestuali che si possono trovare nel gioco. Che siano dialoghi, oggetti di gioco o persino libri, è davvero facile immergersi in modo del tutto naturale nella trama ispirata all’epopea di Sebastiano B. Brocchi, l’autore della saga fantasy dei “Pirin” da cui il videogioco prende spunto. Nel corso delle interviste non l’ho mai chiesto, ma sembra che l’autore prima citato sia stato ingaggiato in prima persona per lo sviluppo del gioco. Un pensiero che è naturale ponderare nel momento in cui si constata la raffinata scrittura dei dialoghi o anche dei libri che si possono trovare nel gioco. Perché si: in Eselmir e i Cinque Doni Magici è possibile leggere interi libri proprio come accade nelle più famose avventure ad alto budget (Skyrim vi dice qualcosa). Tutte caratteristiche che, ai miei occhi, rendono Eselmir e i Cinque Doni Magici un videogioco moderno. Ma c’è qualcosa di più.

 

Eselmir e i cinque doni magici recensione angelo branduardi
“Alla fiera dell’Est, per due soldi, un Eselmir mio padre comprò”

 

TI GIOCO COME OGGI

Ad essere moderno non è soltanto il “contorno” dell’avventura. Il Gameplay di Eselmir e i Cinque Doni Magici è supportato da idee moderne e flessibili. Certo Eselmir non rivoluziona in alcun modo l’intero genere delle avventure grafiche a stampo classico, ma di certo mescola idee di gameplay contemporanee a un contesto di gioco degli anni passati. Innanzitutto è possibile scegliere la difficoltà all’inizio del viaggio di Eselmir, una caratteristiche che nelle avventure grafiche moderne ormai manca da tempo. La scelta della difficoltà determina la qualità e la quantità degli enigmi in-game e in proporzione gli aiuti che il titolo può dare al giocatore in caso di necessità. Tali aiuti si possono manifestare nei modi più disparati. Nelle difficoltà più semplici, per esempio, è possibile scovare tutti gli oggetti con cui possiamo interagire pigiando un solo tasto o leggere i pensieri di Eselmir nel suo diario di viaggio utili al fine di proseguire l’avventura nel modo più fluido possibile. Nei livelli di difficoltà più alti invece sarà più difficile comprendere le intenzioni del personaggio e di conseguenza sarà più arduo riuscire a capire sia cosa fare che, soprattutto, dove andare. Un range di difficoltà ampio che abbraccia diverse filosofie di gioco. Io stesso ho provato a testare tutte le modalità possibili, scoprendo a mio piacere che la modalità più facile risulta essere sicuramente gradevole per chi, come me, vuole godere di una trama solida e avvincente senza troppi incidenti di percorso.

 

Eselmir e i cinque doni magici recensione scenario mare
Alcuni scenari sono davvero mozzafiato

 

Non è difficile prevedere che Eselmir e i Cinque Doni Magici si serva del classico sistema “punta e clicca” come metodo di interazione. Tuttavia, Stelex Software ha riassunto il tipico sistema delle avventure grafiche a stampo classico semplificando i comandi di gioco permettendo al giocatore di interagire con persone e scenari senza ricorrere a strane meccaniche di puntamento. Se in prodotti della stessa scuola di pensiero si deve utilizzare intuito e fantasia per capire quali azioni sono possibili con un determinato oggetto dovendo selezionare l’opzione contestuale corretta in un lungo elenco di comandi, in Eselmir è possibile avere sottomano tutte le opportunità d’azione possibili senza doversi per forza scervellare: basta un click col mouse destro per capire cosa si può effettivamente fare con quel determinato oggetto eliminando ogni sorta di frustrazioni e indecisioni, favorendo una progressione fluida e piacevole dell’intero impianto di gameplay. In poche parole, avvicinandomi a un NPC il cursore del mouse si suggerirà se potrò parlare con esso o semplicemente guardarlo. Se invece trovo una leva, posso intuire di poterla tirare nel momento in cui tra i comandi disponibili esiste il comando “tira”. Un meccanismo molto semplice e per altro già presente in altri videogiochi (Life is Strange vi dice qualcosa?), ma che in Eselmir si dimostra essere un pilastro fondamentale di tutto il gameplay. Un dettaglio minimo direte voi, eppure proprio grazie a questa scelta di design il gioco risulta fluido e dannatamente intuitivo.

 

Eselmir e i cinque doni magici recensione ironia
Come per ogni avventura grafica che si rispetti, non manca l’ironia

 

ANCORA DUE PAROLE

Di Eselmir e i Cinque Doni Magici mi è piaciuto praticamente tutto. E’ un gioco solido, compatto e graduale nel srotolarsi alle dita del giocatore. E’ un videogioco dai ritmi ben pensati, calmi, ma mai troppo lenti. E’ un’opera artigianale di ottima fattura che sa intrigare e intrattenere in un modo del tutto inaspettato. Sa anche essere coerente con sé stesso e rendersi piacevole agli occhi del giocatore. E’ però molto facile giudicare in malo modo un titolo come questo, perché è vero: il colpo d’occhio non è inizialmente dei migliori, mentre un sistema “punta e clicca” può essere percepito come troppo antiquato dai giocatori più giovani. Sarebbe però un grave errore non gustare con modo Eselmir e la sua avventura alla ricerca dei Cinque Doni Magici dando ascolto a uno stupido preconcetto. Un’opera di questo tipo merita soltanto per il fatto che è stata creata con metodi manuali e artigianali, con un processo produttivo tutto all’opposto delle grandi major del settore. Un videogioco che è stato creato perché qualcuno lo voleva davvero creare proprio in quel determinato modo e che per tale motivo riesce a stupire in positivo. Dopotutto, quando si crea qualcosa con grande passione è inevitabile che il prodotto finale sia pregno del proprio sentimento.

 

Eselmir e i cinque doni magici recensione libro
Ogni dettaglio è utile al fine del prosieguo dell’avventura

 

IN THE CONCLUSION

Eselmir e i Cinque Doni Magici è un videogioco compatto, moderno ed equilibrato. La sua presunta natura “vecchio stampo” è ribaltata da scelte di gameplay contemporanee e ben assemblate, mentre uno stile grafico disegnato e animato a mano si dimostra essere coerente con l’intero spirito del gioco. La grande quantità di contenuti, la professionalità con cui l’intero prodotto è stato assemblato e una maniacale attenzione al dettaglio fanno di Eselmir e i Cinque Doni Magici una delle avventure grafiche più belle e avvincenti mai create da una software house indipendente. Se contiamo il fatto che gli sviluppatori parlano italiano e che il gioco è raccontato secondo quelli che sono i criteri stilistici di Sebastiano B. Brocchi, possiamo dire di essere davanti a uno dei manifesti videoludici più importanti dello scenario italiano e più nello specifico dello scenario italo-elvetico. Un’avventura da assaporare con una bella tazza da Tè al proprio fianco, con magari una lampada di sale tibetano accesa a creare un’atmosfera tenue e dolce prendendosi tutto il tempo necessario per godersi finanche il più piccolo dei dettagli.

Consigliato!

 

Eselmir e i cinque doni magici recensione sogno

 

 

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.