Ratchet & Clank: la giusta via di Sony

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E’ un po’ stupido recensire qualcosa che è già stato recensito circa 14 anni fa. In questi giorni ho potuto notare come molti miei colleghi ed ex compagni di avventure abbiano recensito Ratchet & Clank con tanto di voto finale e strane opinioni che andavano a considerare il remake/potenziamento di Insomniac Games come un nuovo videogioco a se stante, una sorta di reboot nel tentativo di risollevare la serie.

Non ho atteso a mandare a quel paese tali personalità, prima di tutto perché penso che non abbia davvero significato recensire qualcosa che è per il 97% uguale all’opera originale tanto osannata nel corso degli anni passati e in secondo luogo percgè fornire un voto più basso al remake di Ratchet & Clank rispetto all’originale peloso titolo del Team Americano pubblicato nel 2002, sia la cosa più stupida che abbia mai visto in una recensione. Non recensirò per rispetto dei lettori di Project Nerd l’ultima produzione di Insomniac (so che tutti voi conoscete pixel per pixel l’intera saga), ma mi limiterò ad analizzare la mossa azzardata da Sony intrapresa con una delle sue IP di maggior spessore. E sappiatelo: riproporre al pubblico il morbidoso lombax e il suo metallico amico è stata per me la mossa più azzeccata di Sony di tutto questo 2016.

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Benvenuti nel 200..ehm..2016!

CONSOLE CHE VAI, IP CHE TROVI

Sony Computer Entertainment ha una lunga storia di enormi successi alle spalle. Basti pensare a esclusive come Spyro o Crash Bandicoot e di come queste due si siano legate profondamente con la cultura pop moderna per comprendere una realtà videoludica pressapoco imbattibile, ma che in qualche modo è stata spazzata via con l’arrivo del terzo monolite nero il quale, secondo molti cultori del videogioco tra cui me medesimo, ha peccato nel non riuscire a enfatizzare correttamente l’eredità culturale dell’azienda nipponica. Diciamocela tutta: Sony con Ps3 ha tentato in tutti i modi di creare nuove IP che potessero controbattere i top-seller di Microsoft e Nintendo, nella disperata ricerca di nuove icone che potessero sostenere la grande reputazione di Playstation 3, che ben presto implose a causa di una mitizzazione dell’Hardware che si rivelò controproducente (vi ricordate i rumors sui super-computer creati su base Cell?).

Molti fan dell’azienda di Tokyo nel corso della settima generazione inviarono un sacco di e-mail alla presidenza SCE descrivendo in quale semplice modo Sony potesse risollevarsi dalla preoccupante situazione in cui verteva la reputazione Playstation 3: rispolverare le vecchie glorie adattandole a un pubblico moderno senza denaturare le serie stesse. Nonostante l’enorme feedback da parte dei possessori Ps3 pendesse a favore di una scelta del tutto simile allo scenario appena descritto, Sony decise di tirare avanti e ignorare i milioni di possessori del suo terzo Hardware, ritirandosi in un infinito silenzio stampa senza minimamente dare spiegazioni sul motivo per cui non volesse in alcun modo cercare di riordinare le proprie idee semplicemente tornando alle origini. Vuoi che forse il tutto fu rimandato al capitolo “Playstation 4” poiché Call of Duty stava distruggendo il mercato e la mente dei videogiocatori, Sony decise che era meglio non tentare in alcun modo di proporre al pubblico vecchie glorie poiché, coi tempi che correvano e coi codders sempre nei paraggi, qualsiasi tentativo di proporre un buon titolo diverso dai canoni dell’epoca sarebbe stato soverchiato da masse di dodicenni pronti a denigrare qualsiasi videogioco che non facesse rima con Call e Duty.

Attualmente il mercato è profondamente cambiato: gli sparatutto in prima persona stanno finalmente virando verso una concezione più essenziale e vicina agli shooter arena, mentre i videogiocatori di massa stanno appena scoprendo che oltre agli sparatutto bellici moderni esistono quarant’anni di storia videoludica tutta da scoprire. Un ottimo momento per promuovere titoli di qualità e Sony, per la nostra felicità, lo ha capito.

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Sbavo..!

UN REMAKE TUTTO NUOVO

Insomniac Games fu l’ideatrice e sviluppatrice di Ratchet & Clank, cui curò principalmente lo sviluppo della prima trilogia e del primo titolo per Ps3 dedicato al simpatico Lombax, lasciando ad altri studios first party Sony più modesti la creazione dei titoli minori. Quale miglior modo per fare un remake se non quello di chiamare gli sviluppatori originali? Devo dire la verità: sapevo che questo 20 aprile 2016 sarebbe uscito il nuovo Racther and Clank, ma inizialmente non sapevo fosse stato creato direttamente da Insomniac. Scoprirlo è stata una gioia, poiché si tratta di un chiaro segnale per cui sia SCE che gli studios che gli gravitano attorno, hanno ritrovato la giusta base di fiducia per sfornare titoli old school. Il remake di Ratchet & Clank è quindi l’esatto primo capitolo completamente rifatto con una veste grafica che va a competere con i migliori titoli presenti su Playstation 4, con lo stesso divertentissimo gameplay del primo capitolo per Ps2 migliorato con un arsenale aggiornato alle ultime avventure del dinamico duo e livelli ampliati e “rigenerati”. Un remake che non va soltanto a riprendere l’opera originale, ma la migliora rendendola più lustra e adatta a uno scenario videoludico del quarto quinquennio del nuovo millennio. L’ottima fluidità complessiva restituisce una visione inedita della saga (il frame rate era ballerino su Playstation 2, ma a nessuno importava nulla dei Frame per Secondo nel 2002), mentre l’emozione di giocare finalmente un ottimo platform su console di nuova generazione è davvero impareggiabile.

Sotto ogni punto di vista, Ratchet & Clank risulta essere un remake egregio e sicuramente uno dei migliori esempi di remake ben fatti.

LA GIUSTA STRADA

Come già ribadito, l’uscita di Ratchet & Clank fissata per il 20 aprile scorso è stata frutto di un calcolo che ha saputo tener conto delle influenze culturali a cui i videogiocatori erano sottoposti. Oltre a segnare il ritorno del genere platform su console, è anche il primo vero tentativo di Sony di riportare a galla una vecchia IP praticamente sconosciuta alle giovani masse. Per quanto mi riguarda, non penso che Sony abbia voluto puntare a “scolarizzare” i nuovi appassionati del marchio Playstation, bensì ha voluto puntare tutto su un effetto nostalgia per altro davvero ben riuscito, nell’obiettivo di ingolosire i vecchi fan dei sistemi nipponici e soprattutto di comunicare a loro che la Sony di un tempo sta tornando e sta tornando con stile. L’idea di proporre vecchie IP riammodernate per il pubblico più maturo e nostalgico è una scelta che condivido poiché PjN più di tutti ha più volte sottolineato come Sony stesse guardando fin troppo alla gioventù, lasciando un misero spazio ai videogiocatori più anziani desiderosi di veder concretizzate le promesse fatte a Febbraio 2013, mese in cui Sony promise un mondo videoludico forte e di qualità con l’immissione sul mercato di Playstation 4.

Ma quel mondo, al momento, non lo abbiamo ancora raggiunto.

IN THE CONCLUSION

Se Sony riuscisse a riportare in vita saghe come Crash bandicoot (nel 2014 Yoshida riuscì a strappare dalle grinfie della malefica Activision le licenze del peloso amico spaccascatole), Ape Escape o quella leggendaria leggenda che sempre ricorderò come il gioco migliore di tutti i tempi che fu Medievil, riuscirebbe a vendere centinaia di milioni di Playstation 4 e nell’evenienza Playstation 4 NEO nel giro di pochi minuti, soddisfando un’enorme fetta di mercato ancora inespressa e zittendo tutti coloro che continuamente affermano come “i videogiochi non sono più come una volta”.

Nel frattempo però deve smettere di dormire sugli allori e creare contemporaneamente nuove Proprietà Intellettuali. Sono sicuro che Sony possa farcela e se riuscisse nell’impresa potremmo anche perdonare l’ipotetica immissione sul mercato di PS4 NEO. Se Sony ci da quello che tutti noi abbiamo chiesto, non ci sarebbero più santi in paradiso: tutti scenderebbero per rigiocare il meglio degli studios nipponici.

Speriamo.

(screenshots presi senza permesso da Pino Cuozzo – Cup of Pino)

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.