Rogue One – Recensione No Spoiler!

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Rogue One – A Star Wars Story, è il primo capitolo della serie spin-off Star Wars Anthology.
Ambientato poco prima di Una Nuova Speranza, vede protagonista Jyn Erso, figlia dell’ufficiale scientifico imperiale Galen Erso, nonché chiave della missione di recupero dei piani della Morte Nera.
Jyn si ritroverà a collaborare con la Ribellione per riportare la speranza nella galassia, dove ormai avanza sempre più l’impronta dell’Impero.

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Jyn, nonostante sia un personaggio stereotipato, ha un ruolo preciso nella storia e una sua dignità dal punto di vista narrativo. Il suo background, che ci viene presentato nei primi minuti della pellicola, la aiuta velocemente ad acquisire carattere. Quando la vediamo adulta, sappiamo già chi sarà e cosa farà, ma gli ulteriori sviluppi la renderanno un personaggio affascinante, per quanto rivisto. Ad accompagnarla nel suo viaggio troviamo Cassius, un ufficiale dell’Alleanza Ribelle, il personaggio più carismatico tra i nuovi, che darà una nuova visione della Ribellione più realistica e attuale, mostrandola coi suoi pregi e difetti. Saranno affrontate delle tematiche molto serie, non ci sarà la classica separazione netta tra il bene e il male, tutto è relativo e da entrambe le parti vengono compiute azioni terribili. Novità coraggiosa in questo mondo, che finora ci ha sempre proposto un modello quasi totalmente positivo della Ribellione; in questa ottica, i ribelli acquistano carattere, vogliono il bene della galassia, ma per ottenerlo si deve sacrificare qualche valore in alcune occasioni. Una visione cruda e realista, che aiuta a sentire vicini i nuovi protagonisti ribelli. Apprezzata è stata la volontà di non inserire la romance fra i due protagonisti, che sarebbe stata scontata e avrebbe fatto perdere fascino.

Le altre spie ribelli di cui farete la conoscenza, sono Chirrut e Baze, la cui amicizia non potrà non conquistarvi. Due personaggi innovativi, caratteristici e ai quali ci si affeziona fin da subito. Troviamo anche Bodhi Rook, un pilota disertore dell’Impero. Farete inoltre la conoscenza di Kappa, il droide di sicurezza che accompagnerà i nostri eroi in questo spin-off, dal carattere particolare e pungente, ma a cui vi affezionerete presto (e non mancheranno sorprese da vecchi amici!).

Un punto forte del film è sicuramente la regia di Gareth Edwards, probabilmente la migliore mai avuta finora nel mondo di Star Wars. Una regia matura, che si discosta dallo stile Starwarsiano, ma che accompagnata da tanti altri elementi ci fa sentire a casa.
Com’era prevedibile già dai trailer, questa serie si pone in maniera diversa rispetto ai più recenti capitoli, e presenta uno stile decisamente più cupo, nel racconto ma anche nella fotografia e nella sceneggiatura, decisamente più seriosa.

Essendo ambientato a ridosso di Episodio IV, abbiamo il piacere di rivedere personaggi importanti come Tarkin, per il quale è stato fatto un egregio lavoro di performance capture, ottenendo un risultato molto realistico (si percepisce, ma non da fastidio),
lavoro che è stato fatto anche per un altro personaggio che a tutti farà piacere rivedere…ma non diciamo altro!
L’atmosfera di questo capitolo è molto simile a quella della serie classica, data dalle numerose citazioni e comparse (fate molta attenzione ai piccoli dettagli, soffermatevi su scene che vi sembrano superflue… non lo sono!), ma anche dal grande lavoro di riproduzione dei set.

Rogue One: A Star Wars Story Darth Vader Photo credit: Lucasfilm/ILM ©2016 Lucasfilm Ltd. All Rights Reserved.
©2016 Lucasfilm Ltd. All Rights Reserved.

E adesso passiamo alla nota dolente e al punto di forza:
Per entrambi… Darth Vader!
La sua entrata in scena è fotograficamente perfetta, ma purtroppo tutto svanisce in fretta in un dialogo di poco spessore che non gli concede il carisma che merita. In questo, due elementi fondamentali che non aiutano, cioè la nuova maschera, decisamente poco convincente, e (parlando ovviamente della versione italiana) il suo doppiaggio.
In compenso, la scena finale vi farà dimenticare del piccolo malus, e concederà a questo film la chiusura migliore di tutti i capitoli fatti finora!

Il rischio più grande per questo film era che non fosse “abbastanza Star Wars”, ma dopo i primi 20 minuti ci si rende subito conto che il mondo nel quale ci catapulta è proprio quello che conosciamo e al quale siamo affezionati. Come già aveva fatto Episodio VII, anche se in maniera differente, ci da una visione più moderna e attuale ma strizza l’occhio al passato e accontenta nuovi spettatori e nostalgici. 

E se pensate di trovare del buonismo Disneyano..scordatevelo! Questo film è violento, maturo, e sono state fatte delle scelte sia stilistiche che di sceneggiatura molto coraggiose.

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Insomma, un primo capitolo che parte in quinta e raccoglie tanti consensi e applausi, che si discosta leggermente dallo stile ormai iconico di Star Wars, ma ne mantiene l’atmosfera.
Promosso a pieni voti!

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4.5