Switch è il Nintendo 64 del nuovo millennio, ecco perchè

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Parlare di “Nuovo Millennio” nel 2017 fa ancora senso, ma alla fine sono passati “solo” diciassette anni da quel giorno in cui l’umanità temette per il Millennium Bug. Ok, è vero: il fatto di intendere come sia passato poco tempo dall’entrata negli anni duemila è semplicemente un modo fugace per allontanare l’idea per cui io stia invecchiando, ma sono dettagli che preferisco non approfondire. Tuttavia sono ben venti gli anni passati dalla pubblicazione di Nintendo 64, secondo molti la miglior console Nintendo capace di portare innovazione e concorrenza a un mercato all’epoca dominato da una Sony appena entrata nel mercato ludico.

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Nintendo 64 incarnava alla perfezione lo spirito di Nintendo anni ’90: potenza, sperimentazione e dettagli folli come il pad dal design avveniristico

I 32 milioni di N64 convinsero Nintendo a creare  una console che in qualche modo ricalcava l’hardware ricercato negli anni ’90, il Gamecube. Tale è definita come l’ultima console tradizionale di Nintendo, l’ultima macchina su cui la Grande N si dedicò al fine di creare videogiochi per un pubblico esigente e “hardcore” (così viene definito oggi), preferendo esperienze profonde e complesse a quello che poi sarebbe stata la rivoluzione dei Casual Gamer, lo stesso cambiamento che portò Nintendo a considerare l’idea di smettere di creare videogiochi come si deve.

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Definita come la console più resistente al mondo, Nintendo Gamecube offriva una potenza di calcolo impressionante unita a un design completamente fuori di testa e una retrocompatibilità totale. Forse la console era troppo avanti coi tempi, perché vendette poco. Purtroppo.

E’ innegabile che molte delle esperienze anche First Party presenti su Nintendo Ds e Nintendo Wii fossero dedicate a persone che coi videogiochi proprio non ci azzeccavano, ma alla fine è proprio grazie a questo nuovo pubblico che Nintendo riuscì a scamparla risanando la quasi totalità dei suoi debiti in tempi record. Un male necessario che ha democratizzato il concetto di videoludo. Tra le altre cose senza Nintendo i dispositivi Touch non avrebbemo mai preso piede così velocemente: l’azienda di Kyoto fu la prima a scommettere davvero su questa tecnologia, tra anni prima di Apple (sebbene in realtà altre aziende avevano già messo sul mercato dispositivi Touch dalla qualità discutibile.

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Nintendo ci azzeccò quando definì il pubblico di Nintendo Ds la “Touch Generation”

Certo è che ciò che fa successo per una questione di “moda”, è destinato a declinare piuttosto in fretta perché poggia su dinamiche di mercato del tutto imprevedibili, seppur per Wii e DS vi fu un’opera di marketing pressapoco perfetta da parte di Nintendo, la quale la moda letteralmente se la creò. Abilità di marketing o meno, è naturale che a un certo punto il proprio prodotto inizi a declinare e le basse vendite di Wii U non sono un caso. Oltre a un grave errore di comunicazione che divulgò l’idea che Wii U non fosse altro che una versione di Nintendo Wii con un pad diverso, l’idea di creare attorno ai propri prodotti l’aura di “casual gaming” non riuscì affatto ad attecchire un pubblico che forse voleva qualcosa di più.

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Quando venne immessa sul mercato, le persone pensarono che Wii U non fosse altro che una Nintendo Wii con un pad diverso. Niente di più sbagliato ovviamente, ma il tutto contribuì alle scarse vendite della console seppur l’idea del doppio schermo si dimostrò ancora una volta l’anticipo dei tempo (come il touch)

Direi comunque il falso se dicessi che non esistono esperienze complesse du DS, Wii e Wii U: i vari Super Mario o Zelda di sorta sono tutt’altro che esperienze per casual gamer, ma certo è difficile promuoverle quando hai a che fare con un pubblico che tali IP proprio non le conoscono. Come risolvere il problema? Nintendo lo sta risolvendo con un piano strategico chiaro e a quanto pare efficace: prendere consensi dal pubblico casual con videogiochi per Smartphone e utilizzare la popolarità rinnovata per creare titoli adatti ai videogiocatori più accaniti. Penso quindi che Switch sia esattamente l’ibrido perfetto capace di soddisfare qualunque tipo di pubblico.

Ma quali sono le analogie con Nintendo 64?

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Super Mario Galaxy è l’esempio lampante di gioco creato per giocatori esigenti per una console invasa da un pubblico che i videogiochi proprio non li conosce

RITORNO AL FUTURO

Le analogie con la leggendaria console degli anni novanta si stagliano con l’idea anacronistica della console stessa. Nintendo 64 possedeva un hardware incredibile, i giochi tuttavia erano in forma di cartuccia. Il pad assicurava una ergonomia tutta speciale, ma possedeva uno stick e una impostazione di tasti di altri tempi. Questi dettagli in contrapposizione fra loro sono alla base di Nintendo Switch. Il chip personalizzato Nvidia Tegra permette una potenza efficace, il tutto per far girare giochi in cartucca. Possiede una uscita HDMI a 1080p, ma lo schermo incorporato gira a una “vecchia” risoluzione di massimo 720p. Il pad è estremamente portatile, possiede un chip NFC, un motore di vibrazione tutto nuovo chiamato Rumble HD e addirittura una piccola videocamera per rilevare i movimenti degli oggetti vicini, il tutto per un design avveniristico e “strano” per uno shock vicino a quello che si è superato guardando il pad di N64 per la prima volta.

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Il pad di Switch certamente fa rimanere interdetti come accaduto alla prima visione del pad per N64 per una configurazione di tasti simile a quella del pad per GameCube. Un dettaglio anacronistico che si dimostra essere una citazione per veri intenditori

Insomma: Nintendo Switch vuole intendere il presente e il futuro con piccoli dettagli che si rifanno direttamente al passato, un’ idea alla base di N64 e Gamecube, sebbene questa volta il tutto risulta estremamente potenziato e popolare. Ma le analogie con il passato hardware non finiscono sul form factor della console. Quello che lega Switch a N64 e a GameCube è sicuramente la line-up di titoli che saranno disponibili per i primi mesi per la console. Innanzitutto Switch sembra essere abbastanza potente per competere direttamente con l’attuale generazione (o così sembra). Inoltre i videogiochi presentati sembrano avere come target un pubblico di videogiocatori molto esigenti, affamati di esperienze classiche e dall’altro grado di sfida. Che sia Zelda: Breath of the Wild, Super Mario Odyssey (il ritorno della serie a una idea Sandbox in stile Super Mario Sunshine) o Splatoon 2 , si capisce quanto l’azienda di Kyoto voglia fare sul serio con questa sua nuova console, anche se non è ancora chiaro quale sia il programma di gestione delle IP di terze parti, nè se Switch garantirà effettivamente una esperienza di gioco vicina a quella di Xbox One e Ps4. I trailer presentati offrono comunque uno scorcio su quelle che saranno le potenzialità della console, se li volete vedere tutto non dovete far altro che cliccare qui.

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Considerato che in Europa 9 possessori su 10 di Wii U ha acquistato Splatoon, è facile aspettarsi che Splatoon 2 possa ottenere risultati di vendita eccellenti

IN THE CONCLUSION

 

Switch non è solo un ibrido fisico tra console casalinga e portatile, ma anche l’ibrido perfetto tra console per casual gamer e per hardcore gamer. Alla base vi è certamente l’idea tutta casual di giochi per smartphone, i quali comunque sono già presenti in due forme distinte sia su iOS che su Android (parlo di Pokèmon GO e Super Mario Run). La strategia è quindi chiara: attirare i casual gamer con le sue funzioni “tablet” senza dimenticare un pubblico che da tempo sogna una Nintendo che possa finalmente regalare le esperienze provate nei decenni passati.

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Nintendo Switch è l’ibrido perfetto

Le scelte anacronistiche adattate ai moderni e veloci tempi mi hanno fatto sorridere, quello che rimane da constatare sarà il reale apprezzamento da parte del pubblico. Contando il prezzo di 299 dollari, 329 euro per l’Italia (e non dite che è troppo se poi acquistate il prossimo melafonino a 1000 euro), è chiaro sin da subito che Nintendo Switch vuole essere una console popolare, ma tanto dipenderà dalla reputazione che la console si creerà nei primissimi giorni della sua pubblicazione nonché anche dalla sua infrastruttura Online la quale da quanto si è potuto vedere sembra essere in simbiosi coi nostri smartphone, sebbene il servizio sarà a pagamento (come PSN e Xbox Live del resto). Secondo quanto siamo riusciti a capire, è probabile che Nintendo offrirà mensilmente giochi gratuiti da scaricare in stile PS Plus Games Collection o Games With Gold, nonché feautures esclusive agli abbonati al Nintendo Switch Online Service. Al momento non si conosce nè prezzo, nè data di lancio ufficiale del servizio poiché, come ha spiegato Nintendo, il servizio online a pagamento sarà disponibile dal prossimo autunno.

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La console verrà venduta in Italia al prezzo di 329 euro, una scelta che sta facendo discutere dappertutto. Tuttavia non vi sono variabili di prezzo per la versione con Joy-Con colorato.

Al momento mi sento di dare fiducia a tutto il  progetto: la presentazione mi ha convinto e la sua onesta semplicità fa comprendere quanto Nintendo sia sicura di sè con questo nuovo prodotto. E’ però difficile prevedere il futuro della console, a partire dal fatto che Switch sembra voler soddisfare tutte le tipologie di videogiocatori: Super-casual gamer (detti anche non-videogiocatori), Casual Gamer e Hardcore Gamer, scelta che potrebbe rivelarsi fatale creando un pubblico così mescolato da non saper più come promuovere la console.. Inoltre, seppur vero che Nintendo 64 è diventata leggenda in poco tempo, è riuscita a piazzare sul mercato “solo” 34 milioni di unità, contro le oltre 140 milioni di Playstation: si spera che Nintendo Switch possa fare di più in tal senso, ma tutto dipenderà dal pubblico.

Non resta altro che attendere il prossimo 3 marzo e tastare in prima persona quello che effettivamente sarà Switch: non vedo l’ora.

 

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.