Cartoomics 2018: intervista a Claudio Sciarrone Quattro chiacchiere con Claudio Sciarrone, uno degli storici disegnatori Disney

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Chi è Claudio Sciarrone?

Nato e cresciuto in Disney, pubblica la sua prima storia nel 1992  dal titolo Topolino presenta: Un bosco per amico, un allegato a Topolino numero 1906. Co-creatore della serie PK, ha illustrato l’adattamento a fumetti dei film Atlantis – L’impero perdutoMonsters & Co.Alla ricerca di Nemo e Wall-E. Ha collaborato con lo sceneggiatore statunitense Peter David per alcune storie brevi ispirate al videogioco Epic Mickey. Dal 2017 sta portando avanti il progetto delle Ugly Duckling con “Orgoglio Nerd” e la fumetteria “L’idea che ti manca“.

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Che cosa ti ha spinto a disegnare?

Disegno da sempre, da prima che andassi a scuola. Disegnavo i ritratti dei parenti e ne ricordo uno in particolare fatto a mia nonna con penna e pastelli a cera. Ricordo ancora oggi lo stupore di mio padre e di tutti i mie parenti a ritratto finito. Credo che una spinta in più sia dovuta alla passione che ho sin da piccolo di assorbire la realtà e ritrasformarla in qualche cosa ma anche al fatto che mio padre mi ha sempre portato al cinema inculcandomi inconsciamente alcuni aspetti della sceneggiatura. Se dovessi dirti perchè disegno potrei dirti che sono un attentissimo osservatore e cerco di captare segnali da tutto ciò che mi circonda.

Com’è stato per te il passaggio dal disegno analogico a quello digitale? Quali sono i pro e i contro del disegno digitale?

L’utilizzo del digitale è nato per un’esigenza tecnica perchè mi sono trovato a dover impaginare alcune bozze per alcune presentazioni e nell’impaginarle mi sono reso conto che facendo gli ultimi ritocchi con la tavoletta grafica senza neanche accorgermene mi ritrovavo ad inchiostrare la tavola. Con il lavoro in digitale ho modificato l’utilizzo delle ombre perchè non le disegno più in nero ma in grigio non coprente. Essere passati dall’analogico al digitale mi ha da una parte velocizzato molto il lavoro ma dall’altra parte ha scoperchiato una miriade di problemi come per esempio l’utilizzo di colori privi di nero. Questo perchè su Topolino lavoriamo ancora con le pellicole dei colori separate da quelle del nero. Questo vuol dire che nei colori non ci devono essere percentuali di nero e, ogni volta che utilizzo un nuovo colore, devo verificarne la presenza. Altro aspetto positivo del lavorare in digitale è stato il poter utilizzare “sfumature” di nero che a mano difficilmente si potrebbero ottenere.

Sei uno dei “papà” di PK, come è nato?

PK è nato perchè ai tempi(22 anni fa per l’esattezza) fagocitavamo fumetti Image come Spawn, Savage Dragon e Witchblade tutti disegnati con colori “sparatissimi” e tavole quasi prive di ogni schema classico. Almeno una volta a settimana prima di arrivare in redazione facevo un salto in una fumetteria in Moscova e recuperavo tutto il materiale Image che trovavo e assieme a Max Monteduro ne discutevamo chiedendoci se anche noi potessi fare un qualcosa di simile. Fu così che Max riuscì a parlarne con Ezio Sisto, al tempo vicedirettore e caporedattore,  mostrandomi una tavola di Paperinik disegnata con una gabbia in stile “americano” eseguita da Corrado Mastantuono. Succesivamente entrai a far parte del progetto che inizialmente era veramente top secret tanto che abbiamo deciso di lavorare su due vie: da una parte Alberto Lavoradori lavorava sugli Evroniani e il numero #0 della serie mentre io mettevo mano alle bozze del Razziatore e i suoi viaggi nel tempo, parallelamente ad Alberto, lavoravo sul numero #0/2. L’indicazione chiave era di non esagerare troppo con la sceneggiatura perchè se il numero #0 fosse andato male la mia storia sarebbe finita direttamente su Topolino come una delle tante storie di Paperinik. E’ stato un enorme scatto per Paperinik che è passato dall’essere il custode del deposito di Zio Paperone a custode di Paperopoli e la galassia. Il personaggio potrebbe fare ancora uno scatto in più e ho già alcune idee per il futuro, ma ogni cosa a suo tempo”

PK è l’unico personaggio disneyano fortemente supereroiristico. Avendo lavorato ad un progetto come questo hai mai pensato di lavorare nel mondo dei comics americani? Su quali personaggio ti piacerebbe lavorare?

Si, ci ho pensato tante volte ma il lavoro alla Disney è talmente totalizzante che è quasi impossibile studiare realmente altre alternative. Con alcuni amici sceneggiatori stiamo mettendo in piedi alcune idee e vedremo se riusciremo realmente a realizzarle. Dico questo perchè ho imparato a leggere con Topolino ma i primi fumetti da “grande” che ho letto sono stati l’Uomo Ragno e Batman. Mi piacerebbe lavorare con Batman,l’Uomo Ragno e Spawn perchè, come già detto, ci sono cresciuto. Visto il mio progetto delle Ugly Duckling mi piacerebbe lavorare su un personaggio come Wonder Woman perchè non ha il becco da papera ma incarna appieno la mia idea di base delle Ugly in cui le donne che disegno sono papere e non Oche.

Il tuo progetto parallelo ai lavori con Topolino sono le Ugly Duclking. Come è nato il progetto? Quali risvolti futuri potrebbe avere?

Il progetto è nato quasi per gioco e divertimento tanto che ci lavoravo nei ritagli di tempi. Con il tempo ci è inaspettatamente esploso tra le mani tanto che anche chi non ha acquistato il portfolio o il calendario le riconosce. Ho già pronta una storia e nei ritagli di tempo è stata già buttata giù, ora devo trovare il tempo  di disegnarla. Può essere che, per una serie di motivi, riesca a disegnarla entro l’anno. E’ un lavoro totalmente extra Disney anche se negli ultimi cartonati di PK tra i miei lavori citati ci sono anche le Ugly. Per me loro non sono “Oche” perchè disegno la loro bellezza esteriore senza renderle stupide o frivole. Sono personaggi che rispetto nonostante dai disegni possa sembrare che, superficialmente, faccia risaltare esclusivamente il loro aspetto esteriore.

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Ci tengo a ringraziare davvero di cuore Claudio per l’intensa ora di chiacchierata che abbiamo passato. Perchè oltre all’intervista che mi ha concesso siamo stati a parlare del più e del meno come fossimo vecchi amici che non si vedevano da tempo. Un grosso in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!

 

Andrea Patruno

Andrea Patruno

Nerd certificato dal 1991, ha imparato a leggere con Topolino e romanzi storici. Tutt'ora divora libri, fumetti, film e serie TV. Laureato in comunicazione e marketing, con specialistica successiva in comunicazione, con una tesi dal titolo "Nuovi media e comics nella multicanalitá: la modernità semantica emergente del fumetto".