Ready Player One – Recensione in anteprima del nuovo film di Steven Spielberg Dopo The Post, Steven Spielberg torna nelle sale italiane il 28 marzo con un film basato sulla realtà virtuale

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Viviamo in un epoca in cui la realtà virtuale sta prendendo letteralmente il sopravvento, ma non solo, da un po’ di anni i prodotti sia televisivi che cinematografici stanno rispolverando un po’ di sane e vecchie atmosfere anni ottanta, facendole diventare la loro chiave per il successo. Basti pensare a prodotti come Stranger Things, che con il suo umorismo e i suoi elementi facilmente riconoscibili hanno fatto innamorare milioni di spettatori. Steven Spielberg non poteva produrre Ready Player One in un momento migliore. Un progetto che è passato fra le mani di diversi registi (si parla di Nolan e Zemeckis) per poi finire, nel 2015, nelle mani della persona più adatta. Il film è tratto dal romanzo scritto da Ernest Cline, che qui riveste anche il di co-sceneggiatore insieme a Zak Penn.

La storia è ambientato nel 2045, anno in cui il mondo sta per collassare sull’orlo del caos, ma le persone hanno trovato la salvezza nell’OASIS, un enorme universo di realtà virtuale creato dal brillante ed eccentrico James Halliday (Mark Rylance).
A seguito della morte di Halliday, la sua immensa fortuna andrà in dote a colui che per primo troverà un Easter egg nascosto da qualche parte all’interno dell’OASIS, dando il via ad una gara che coinvolgerà il mondo intero.

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Difficile descrivere un film come Ready Player One. Non tanto per la sua complessità, ma per le sue sorprese. Le citazioni sono incredibili, numerose e non vogliamo svelarvi nemmeno una scena (tra l’altro una è già da storia del cinema) per godervi appieno l’intero spettacolo. Accantonato questo grandioso dettaglio, i personaggi si muovono all’interno di una realtà virtuale, ovvero Oasis, la fantasia di un uomo diverso da tutti, intelligente, ma afflitto da ricordi spiacevoli e vittima delle proprie paure. Quindi un film in cui c’è di tutto. Non solo elementi umoristici, ma anche riflessivi ed emozionali, complice anche una solida sceneggiatura che trova il perfetto connubio con una storia d’amore forse un po’ troppo banale all’interno di un film del genere, ma che non intacca minimamente l’intera storia. Tye Sheridan veste bene i panni del protagonista che dopo questa pellicola (ne siamo sicuri) lo vedremo presto in altre grandi produzioni, ma anche i personaggi secondari, tra cui spicca una bravissima Olivia Cooke, un attrice veramente talentuosa e in grado di reggere alla perfezione i vari stati emotivi del personaggio. Come dicevamo prima, non vogliamo rovinarvi assolutamente le varie sorprese della pellicola, ma davanti a una colonna sonora del genere è impossibile rimanere indifferenti. Noi vi abbiamo avvisato. La regia di Steven Spielberg funziona, come sempre, in maniera veramente eccellente (specialmente nelle scene d’azione) rivelando ad ogni inquadratura una moltitudine di dettagli da scoprire con la massima attenzione.

Perché Ready Player One non è solamente un film. È una festa meravigliosa creata appositamente per i nerd, per i nostalgici, in cui tutti i maggiori esponenti della cultura pop sono invitati. Una pellicola che vorrete vedere e rivedere.