Intervista con gli autori di Guni- Una fantastica avventura: Tauro e Karicola In vista della prossima uscita del loro albo edito da Tunuè abbiamo scambiato 4 chiacchiere con gli autori

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Nei prossimi giorni il loro ultimo lavoro uscirà nelle nostre fumetterie, Guni- Una fantastica avventura, edito da Tunuè e quindi abbiamo pensato bene di scambiare qualche parola con loro: Tauro e Karicola, gli autori dell’opera che ringraziamo nuovamente del tempo concesso .

Allora iniziamo con la prima domanda,come è nato il vostro sodalizio?

Karicola


Io e Tauro ci siamo conosciuti quindici anni fa all’Accademia del Fumetto di Pescara. Piano piano l’amicizia si è trasformata sempre più basandosi su fiducia e scopi comuni. E abbiamo scelto di lavorare insieme perché abbiamo idee e tecniche molto simili o che in ogni caso si compensano bene ed è sempre meglio lavorare con qualcuno con cui si è in sintonia, piuttosto che con colleghi con cui sarebbe difficile scendere a compromessi. Il sodalizio è nato così: da un’amicizia trasformata in voglia di lavorare insieme.

Tauro

Ci siamo conosciuti quasi 15 anni fa tra le mura dell’Accademia del Fumetto di Pescara. Da lì siamo diventati insegnanti, collaboratori, ma soprattutto grandi amici. Dopo che le nostre strade artistiche avevano preso per entrambi direzioni diverse, abbiamo deciso di riprendere insieme il discorso fumetto, soprattutto per una simile sensibilità narrativa. Siamo maniacali e organizzativi, eppure ci divertiamo parecchio. E penso proprio che sui nostri fumetti, “Claire e Malù” e “Guni”, questa cosa traspaia.

 

Come avete scoperto la vostra passione per la nona arte ?

Karicola

Io leggo fumetti sin da piccola perché mia mamma comprava Topolino e negli anni, sempre grazie a lei, ho sviluppato la passione per il disegno finché non ho deciso di informarmi su qualche corso da fare nella mia città. Inizialmente pensavo di voler fare l’animatrice, ma poi ho scoperto che preferisco creare tavole a fumetti e, leggendone una varietà infinita (francesi, manga, italiani, americani) ho deciso di continuare sulla strada della nona arte.

Tauro

Ho avuto varie fasi che penso siano stati solo il mettere mattoni su mattoni nella crescita di questa passione. La fase del Giornalino alle elementari. La fase delle strips americane che leggevo su Comix e di Lupo Alberto. La fase di Dylan Dog da adolescente. La fase dei supereroi. E quella delle graphic novel durante la scuola di fumetto. In tutto questo, nonostante io mi dilettassi anche nel disegno, mi ero reso conto che ero principalmente attratto dalla narrazione. Guardavo sempre quale fosse il nome dello sceneggiatore di turno. Spesso acquistavo fumetti in base a chi li scriveva. Il mio periodo da vignettista satirico (basato per me più sul testo che sul disegno) non ha fatto altro che convincermi sempre più che lo sceneggiatore era la strada migliore.

Quali sono le vostre fonti di ispirazione?

Karicola

Io cerco di mixare sempre ciò che mi piace sia nel mondo del fumetto che nel mondo dell’illustrazione, quindi, a seconda di chi scopro in quel momento, vario molto i gusti, ma ho sempre amato il disegno umoristico sopra ogni cosa. Nella mia formazione si va dalla cultura giapponese (Rumiko Takahashi, Studio Ghibli) ai fumetti italiani (Giorgio Cavazzano, Mastantuono, Barbucci) passando per il fumetto francese (Uderzo) e gli illustratori anni ’40-’50 (Mary Blair, J.P. Miller, Martin e Alice Provensen) fino ad arrivare a quelli più giovani di adesso (Lissy Marlin, Zoe Persico, Julia Sarda, Clément Lefèvre)

Tauro

Si riconducono alle varie fasi a cui accennavo alla domanda precedente. C’è Sclavi, da cui rimasi folgorato prim’ancora di leggere Dylan Dog (sul Giornalino scriveva una serie intitolata “Vita da cani”. Tiziano è un fine umorista, oltre che grande narratore). C’è il Silver di Lupo Alberto. C’è il Lucky Luke di Morris e Goscinny. Bill Watterson, Quino e Bud Grace son sempre lì come divinità a cui appellarmi. Col tempo, si sono aggiunti Paco Roca, Leo Ortolani, J. M. Straczynski e Mark Millar.

Da dove nasce l’idea di Guni- Una fantastica avventura ?

Karicola

Quando è nata l’idea di Guni- Una fantastica avventura, pensavo che spesso i protagonisti dei libri sono positivi, empatici, portatori di valori da condividere sin dalle prime pagine, per cui il cattivo è sempre cattivo in maniera chiara. Ma nella realtà, sin da quando siamo piccoli, impariamo che non tutti gli amici sono perfetti a causa (o per fortuna) dei loro caratteri, quindi Guni personifica l’anti-eroe, colui che pensa solo a sè stesso e non si cura degli altri, l’opposto di ciò che siamo abituati a cercare in un protagonista. È come quando una maestra è in una classe: si occuperà sicuramente prima dei bimbi che danno problemi e poi di quelli bravissimi che comunque vanno avanti da soli. Poi stavo vedendo la passione di tutti orientata verso gli unicorni e, essendocene anche uno nel precedente fumetto mio e di Tauro (Claire e Malù), ho pensato di iniziare una sorta di “trilogia dell’unicorno” di fumetti slegati tra loro ma in cui fosse presente in qualche modo quest’essere mitologico o anche la parola UNICORNO.
Un unicorno si prestava bene perché tutti hanno sempre l’idea della fierezza e della saggezza quando pensano a lui e, mentre cercavo la storia, immaginavo fosse simpatica l’idea di accostare un carattere opposto a quello che solitamente si attribuisce a questo maestoso (e positivo) animale. Ne ho parlato a Tauro e lui che con gli anti-eroi va in brodo di giuggiole, l’ha trovato stimolante. Abbiamo ragionato sul nome e abbiamo concordato che fosse d’obbligo un richiamo-omaggio al film GOONIES, dato che, in entrambi i casi, alla base della storia c’è un’avventura di gruppo. E poi, italianizzandolo, abbiamo potuto inserire la sillaba UNI di “unicorno” nel nome. Così è nato Guni: un misto tra Rocky Joe e La principessa sul pisello.

Tauro

C’era la necessità, dopo “Claire e Malù”, di fare un prodotto sempre rivolto a un pubblico giovane (e apprezzato anche dai più grandi) ma che avesse un registro completamente diverso. Se il primo libro era più casalingo e quotidiano, questo doveva essere più avventuroso e fantastico, senza tralasciare la morale che volevamo portare, in questo caso dell’amicizia e dell’empatia. A un Romics del 2016 venne fuori l’idea – quasi scherzosamente – di mettere un unicorno come protagonista. Un unicorno, tra l’altro, appariva fugacemente anche in “Claire e Malù”. Questo unicorno però doveva essere totalmente diverso da come lo si dipinge iconograficamente. Da lì Chiara tirò fuori un’idea di base che era perfetta per un racconto corale. E una volta realizzate le caratterizzazioni dei personaggi (oltre all’unicorno Guni ci sono la sirena Printil, l’uccellino Delpi e il tigrotto Corrado, tutti degli effettivi antieroi), tutto il resto è stato strabordante. Non a caso abbiamo lasciato appositamente la sensazione che questi protagonisti – e i personaggi secondari – possano narrare ancora chissà quante storie. Spero che chi leggerà Guni ne voglia ancora. E ancora.

Spesso il fumetto viene considerato un qualcosa di “Infantile”, secondo voi può essere un mezzo per veicolare un messaggio importante?

Karicola

Io e Tauro abbiamo come scopo proprio quello di utilizzare le nostre storie per parlare di valori e insegnamenti, per cui “utilizziamo”per il nostro scopo proprio un linguaggio per bambini, cercando di caricare la narrazione di una doppia lettura, così da permettere anche agli adulti di leggere il fumetto sotto un’altra ottica, senza annoiarsi. L’abbiamo fatto con Claire e Malù e l’abbiamo riproposto in Guni.
Per cui, sì, a volte in Italia ancora si tende a fare questa distinzione e a ritenere “infantile” un certo tipo di fumetti, ma noi cerchiamo di “scardinare” questa tendenza, proprio usando quel linguaggio infantile che altri magari tenderebbero a relegare solo ad un pubblico di bambini.

Tauro

Assolutamente sì. Certo, la percezione del fumetto in tante persone assume ancora la sola visione dell’intrattenimento da edicola. Il che – intendiamoci – ha per me comunque la sua grossa dignità. Ma nelle fumetterie e librerie di varia si respira sempre di più la ricerca del particolare e del selettivo. Almeno io questo percepisco nel mio piccolo e in questi più di 20 anni da fruitore. Nel nostro caso poi, visto che abbiamo miratamente un pubblico che parte dai 7 anni, abbiamo avuto con piacere riscontri positivi non solo dai più piccoli, ma anche dai più grandi (che siano essi genitori o meno) di come abbiano trovato piacere, passione e insegnamento nella lettura con riferimenti che strizzavano l’occhio anche ai loro gusti (e, in alcuni casi, abbiamo prove tangibili che era il loro primo fumetto).

Quali consigli vi sentite di dare a dei giovani che decidono di intraprendere questa carriera?

Karicola

Io consiglio sempre, anche se sembrerà banale, di disegnare tanto, leggere fumetti e tenersi aggiornati sulle tendenze e le uscite del mercato fumettistico. Se decidono di far diventare la propria passione un lavoro, devono iscriversi a qualche corso di fumetto per diventare professionisti capaci perché nelle scuole ti insegnano a rispettare le scadenze e a non assumere l’atteggiamento da “artista” che magari viene insegnato nei corsi di belle arti in cui l’approccio è totalmente diverso. Bisogna essere umili e accettare gli insegnamenti, facendo tesoro dei consigli, ma devono anche sapersi “lasciarsi andare” al divertimento che il disegno deve sempre dar loro. Cercare di unire professionalità e divertimento annaffiando il tutto con pazienza ed esercizio.

Tauro

Le scuole. Assolutamente. Non nascondo le potenzialità del web, ma credo che possa essere un percorso parallelo. Calcola che al giorno d’oggi si riesce ad avere molta più facilità nel presentare un progetto editoriale, però certe basi, non solo tecniche ma anche comportamentali, te le può dare solo che è già professionista e può indirizzarti al meglio. Quindi sì, oltre all’ovvio “Leggete (di tutto) e frequentate le fiere!”, se è possibile, consiglio l’iscriversi a una scuola di fumetto.

Prima di lasciarci, quali sono i vostri progetti per il futuro?

Karicola

Negli ultimi mesi abbiamo messo a punto alcune idee che erano nate prima o in contemporanea con Guni. La cosa certa è che stiamo cercando di portare avanti anche progetti per adulti, perché il tipo di storie che abbiamo nel cassetto sono più per loro che per i bambini. Cercheremo comunque di rimanere fedeli alla linea editoriale per piccoli, perché possiamo fare entrambe le cose, dato che le nostre menti sono sempre in movimento e non mancano certo gli spunti.
Prossimamente io sarò anche ai disegni di un titolo scritto da una sceneggiatrice italiana, ma non posso dire ancora nulla perché, come sempre accade in questi ambiti, è ancora tutto top-secret e sto scrivendo un progetto personale in cui sarò autrice unica, anche questo super-segretissimo. Posso solo dire che sarò una Karicola TOTALMENTE diversa da quella che conoscete adesso! 🙂

Tauro

Sono al lavoro – con altri autori – su almeno tre nuovi progetti, ma che sono, per l’appunto, ancora nella fase embrionale. Con Karicola per ora ci concentriamo nella promozione di Guni e, come dicevo qualche domanda fa, se il pubblico risponde felicemente e la Tunué vuole, noi siamo pronti a raccontare ancora tante storie di quest’unicorno e dei suoi amici. Abbiamo già delle idee che non vedono l’ora di finire su carta. Inoltre, vorremmo far vedere anche il nostro timbro narrativo adulto, addentrandoci in altre tipologie di racconto. Presto o tardi tutto si materializzerà, ne sono certo

Noi di PJN non vediamo l’ora di vederli all’opera con questi nuovi progetti ( specialmente dopo l’annuncio di una Karicola totalmente diversa ), ma per ora possiamo solo attendere l’uscita di Guni- Una fantastica avventura

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD