Il network BET (Black Entertainment Television), emittente che si rivolge maggiormente al pubblico afro-americano, ha annunciato lo scorso martedì di aver dato il consenso per la realizzazione di una nuova serie TV reboot della commedia americana con protagonista Eddie Murphy intitolata Boomerang, da noi nota come Il principe delle donne, uscita nelle sale nel 1992 diretto da Reginald Hudlin.
Il principe delle donne è quindi pronto ad aggi diventerà una serie comedy in episodi dalla durata di mezz’ora con una prima stagione composta da 10 episodi, prodotta dalla Paramount Television, e secondo l’emittente “esplorerà le moderne dinamiche di lavoro, inclusi i rapporti di genere, le relazioni professionali e i conflitti tra la generazione X e i millennial”.
La serie seguirà un uomo d’affari di successo, che deve riconsiderare le proprie scelte di vita dopo essere passato sotto un nuovo capo, una sorta di “upgrade” della trama originale riveduta e corretta per inserire la trama dell’opera anni’90 in un contesto moderno con problematiche certamente differenti riguardo le politiche aziendali in situazioni come relazioni sentimentali sul lavoro o casi di molestie sessuali.
Questa la sinossi della pellicola del 1992:
Marcus Graham è il brillante vice-direttore di una importante ditta produttrice di spot cosmetici pubblicitari televisivi, ed è anche un famoso seduttore: nessuna ragazza gli resiste, ma egli le prende e le lascia con indifferenza.
La sua tranquilla realtà lavorativa e personale cambia quando arriva Jacqueline Broyer suo nuovo capo, che è una sorta di versione femminile di Marcus e lo tratta allo stesso modo in cui lui tratta le donne.
Attualmente non sono state diffuse informazioni riguardo gli showrunner o i produttori che si occuperanno dell’adattamento, quasi certamente gli attori del cast originale Eddie Murphy, Halle Berry, Martin Lawrence, Robin Givens e Grace Jones, non torneranno ad interpretare i propri ruoli
Voi cosa ne pensate di questa nuova,ennesima, serie TV che pesca a piene mani dal cinema ani’80\90 ?
Fonte : THR