You Were Never Really Here di Lynne Ramsay ( E ora parliamo di Kevin,) non è un film di cui è semplice parlare, rientra sicuramente in quell’elenco di titoli che vanno gustati totalmente a caldo, senza trailer, forse anche solo la lettura di questo testo in qualche modo potrebbe rovinarvi la visione.
La storia segue Joe, un veterano, di guerra e non solo. Un uomo che vive una sorta di rapporto alla Norman Bates con la sua madre ( cosa enfatizzata ulteriormente da citazioni pesanti ), con poca propensione al contatto umane, al quale viene affidato il compito di recuperare la figlia del senatore Votto, una quattordicenne scomparsa nel giro della prostituzione minorile. Nella missione Joe si troverà invischiato in qualcosa di molto più grosso.
Il compito di far funzionare l’intera sceneggiatura è tutto sulla schiena del protagonista, Joaquin Phoenix, sovrappeso, col corpo segnato da cicatrici spesso auto inferte, gli occhi stanchi e lo sguardo sofferto, la barba lunga e incolta.

Joe è personaggio a cui spesso non servono parole, con un passato di violenze subite che lo ha segnato, lo vediamo nelle sue “lucide visioni” dalle quali possiamo apprendere il suo background e capirlo un po’ di più.
Il suo passato in qualche modo lo ha reso una macchina da morte brutale, lo capiamo quando lo vediamo agire solo con il suo martello.
Nel cast oltre Phoenix abbiamo Judith Roberts, meravigliosa nei panni della madre e Ekaterina Samsonov in quelli di Nina, la ragazza da salvare, tanto innocente quanto figlia del cinema alla Lèon.

Ramsay potrebbe avere per le mani una versione tutta USA di Old Boy, ma sceglie di mordere il freno della violenza a schermo, optando per un sistema di espedienti congeniali allo scopo di mettere la brutalità in vista, ma fuori schermo.
You Were Never Really Here è un film estremamente ambizioso, ma che con il passare dei minuti comincia a vacillare sotto i colpi di un eccessiva confusione sulla sua stessa natura.
Lynne Ramsay mette insieme una pellicola che ha tutte le carte in regola per essere un grande film, di quelli che meritano ben oltre i 7 minuti di applausi strappati alla 70esima edizione di Cannes ( compresi 2 premi) , però pasticcia un po’ e finisce per pagarne anche troppo le conseguenze.
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Trama
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Scenografia
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Fotografia
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Colonna sonora
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Recitazione