Intervista a Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari, il team creativo di Kraken Edita da Tunué la graphic novel diventerà presto un opera cinematografica

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Ne abbiamo parlato non più di qualche settimana fa, dandovi la notizia che la loro graphic nove, Kraken avrebbe ricevuto una trasposizione cinematografica, ora noi di PJN abbiamo la possibilità di fare qualche domanda al team creativo dietro al successo edito da Tunué, composto da Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari, che ringraziamo per la loro disponibilità

Come avete scoperto la vostra passione per la nona arte?

Pagani: 

Da bambino, come credo tutti. Ai nostri tempi non c’era internet, non c’era Netflix e in tv esistevano solo due canali, anche piuttosto noiosi, per questo motivo per cercare qualcosa di diverso, per esplorare dei mondi nuovi, era quasi obbligatorio rifugiarsi nei fumetti. Nel mondo dei fumetti ci potevi trovare di tutto: divertimento, avventura, risate, informazioni, storia ma soprattutto un modo di raccontare unico al mondo, la preziosa alchimia tra testi e immagini, un linguaggio a sé, rispetto a tutti gli altri. La passione, credo, sia nata da lì. Dalla scoperta di questo linguaggio nuovo e soprattutto estremamente accessibile e democratico. Per fare un fumetto bastavano dei fogli e delle matite. Chiunque, volendo, avrebbe potuto provare a farne uno.

Cannucciari:

Da bambino, anch’io. Ho avuto tra le mani Linus e Alterlinus prima di imparare a leggere, oltre a fumetti – diciamo – più adatti alla mia età come Asterix e Topolino. Questo mi ha fatto capire da subito che il fumetto era materia complessa e trans-generazionale: si poteva raccontare di tutto a tutti ( ed è per questa mia “formazione” che proprio non riesco a capire quanti considerano il fumetto, ancora oggi, come un sotto prodotto culturale destinato all’infanzia: parlano una lingua che non intendo). La scelta di farne una professione è maturata ai tempi del liceo artistico, che hanno coinciso con l’uscita in edicola di riviste come Totem, Frigidaire, Alter Alter, Orient Express. C’erano centinaia di segni nuovi, sperimentazione, interi universi riassunti in due o quattro pagine. Infinite possibilità, dunque, per un disegnatore in erba.

Da dove nasce l’dea di Kraken?

Pagani: 

Kraken nasce dalla mia voglia di uscire dal terreno del fumetto umoristico/satirico/grottesco e provare a cimentarmi con qualcosa di diverso. Certo, avevo giù scritto un Dylan Dog, con grandissimo piacere, ma volevo creare qualcosa di mio, un mondo con le mie regole di narrazione e di stile. Mi piaceva raccontare una storia non convenzionale che usasse i canoni del racconto di genere per parlare di altro, una storia stratificata, usando anche un linguaggio (narrativamente parlando) asciutto, senza concedere niente al lettore ma, anzi, sfidandolo nei suoi pregiudizi e nelle sue abitudini.

Che sensazioni avete provato quando vi hanno detto che la vostra opera diventerà un film?

Ci ha fatto, ovviamente, moltissimo piacere. Certo, la strada da fare è ancora tanta, ma il solo interessamento di una casa di produzione [la DrakaCinema] è per noi un grande motivo di soddisfazione. Per come abbiamo scelto di raccontare la storia ci sembra l’evoluzione naturale. Abbiamo scelto un taglio molto cinematografico e in tutta sincerità siamo convinti che certe atmosfere e certe scene si prestino benissimo alla trasposizione su grande schermo.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Separatamente portiamo avanti i rispettivi impegni. Io [Emiliano] sto lavorando su Don Zauker e su un nuovo Dylan Dog . Io [Bruno], a parte il quasi trentennale impegno con Lupo Alberto, farò parte del team di una nuova serie Bonelli a firma Uzzeo – Masi, di cui non posso anticipare nulla se non il titolo, anticipato dagli autori stessi : Il confine. Insieme, invece, stiamo realizzando un nuovo volume, sempre per Tunué, con una storia dai toni abbastanza cupi, tipo Kraken, ma con ambientazione completamente diversa. Questa volta abbandoniamo il mare a andiamo in giro per boschi e foreste.

Cosa ne pensate del panorama fumettistico italiano?

Pagani: 

Domanda molto complessa. Stiamo vivendo un momento di grande vivacità e di cambiamento. L’edicola sembra ormai destinata a sparire a vantaggio della libreria e nuovi autori ed editori si stanno affacciando a questo mondo. C’è una grande varietà di proposte ed una nuova attenzione al mondo del fumetto, anche da parte di chi fino a ieri magari lo guardava con scetticismo o lo relegava come un universo riservato a bambini o a adulti rimasti bambini.

Cannucciari:

Notiamo inoltre, nei giovani autori, una padronanza del mezzo e una qualità tecnica in generale molto alta, vuoi per il grande lavoro di formazione che svolgono le scuole di fumetto vuoi per l’uso di tecnologie dalle potenzialità praticamente infinite.

Pagani: 

Siamo molto curiosi di vedere cosa succederà nei prossimi anni.

In Italia il concetto di fumetto viene ancora troppo spesso considerato “infantile” voi cosa ne pensate?

Pagani: 

Il fumetto è un linguaggio, esattamente come il cinema, la televisione, la narrativa, etc… Tutto dipende dall’uso che se ne fa e con un fumetto puoi fare di tutto. Questo, restando che scrivere e realizzare una storia da bambini è estremamente difficile. Anche i libri della saga di Harry Potter sono libri da ragazzini, per dire, ma sono anche grande narrativa.
Certo, molta responsabilità di questo modo di percepire il fumetto all’esterno è anche di chi i fumetti li fa o ci lavora. Non riusciamo a capire, ad esempio perché ad ogni fiera di fumetto devono sempre e per forza esserci in diffusione, 24 ore su 24, le sigle dei cartoni animati degli anni ’80. Perché?! Che collegamento c’è, tra un opera di Manuele Fior o di Manu Larcenet e la sigla di Candy Candy? Mistero.

Ringraziamo nuovamente  Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari e gli auguriamo buona fortuna per i loro prossimi lavori.

 

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD