Continua il viaggio di Jesse e Sandor attraverso gli Stati Uniti del dopo-Risveglio. Nei giorni scorsi Saldapress ha pubblicato il secondo volume di Animosity, intitolato Il Drago, che raccoglie i capitoli dal 5 all’8 della serie targata Aftershock. La sceneggiatura è scritta da Marguerite Bennet, con disegni di Rafael De Latorre e colori di Rob Schwager.
In Animosity #2 la ragazza e il suo cane proseguono nella ricerca del fratello di Jesse, tentando di sopravvivere in un mondo in cui gli animali hanno preso coscienza e hanno causato il crollo dell’ordine basato sulla superiorità dell’uomo. Ciò che non è cambiata è la legge della natura, che rimane quella della sopraffazione del più forte sul più debole, come rivela l’illuminante dialogo tra i due crostacei all’inizio del volume.
Al vertice della catena alimentare, tuttavia, ora non c’è più l’uomo. La necessità di nutrirsi è alla base del mondo post-apocalittico raccontato in Animosity, con la fame che spinge animali e uomini a scatenare i loro istinti più bassi. Ma stavolta ad armi pari.
Gli animali si comportano come gli umani, non solo imitandoli in guerra, ma ponendosi anche domande esistenziali sulla propria anima e sulla possibilità dell’adilà per le loro specie. Gli uomini, a loro volta, si comportano da animali, lottando per la sopravvivenza ed entrando anche in branchi guidati da bestie feroci, come il Drago protagonista del volume, pur di venir sfamati. La bestia, un grande rapace, ha infatti al suo comando sia umani che animali, a cui ha insegnato a cacciare per procurargli il cibo in cambio di una misera parte del bottino.
Tra “animilitari, soldati umani, bracconieri, cacciatori, hippie, bestie umane e scienziati pazzi” (per usare le parole di Sandor), a cui si aggiungono i misteriosi Saprofagi responsabili della morte dei genitori di Jesse, l’unica speranza sembra risiedere nell’amore e nella fiducia, che trovano piena espressione nel rapporto tra il cane e la ragazza, sempre più vero nucleo centrale del racconto. Tutte le energie di Sandor sono indirizzate affinché la sua piccola umana sia al sicuro da qualsiasi pericolo o minaccia.
Ad accompagnarli nel loro viaggio il gruppo di animali (e un umano) sfuggito allo scontro tra animilitari e soldati narrato nel primo volume di Animosity. Tra questi troviamo la bufala Bethesda e il gatto Pallas, che assistono Jesse in un momento delicato della sua crescita. Altro ruolo importante è svolto dalla capra Zarzamora, il cui atteggiamento cinico e aggressivo porta in diverse occasioni allo scontro con Sandor, ma che è giustificato da ciò che la capra ha vissuto.
La trama del racconto è ancora una volta ottimamente giocata dalla scrittrice Marguerite Bennet, che sa creare la giusta attesa per la comparsa del villain principale dell’arco narrativo, il Drago, un gipeto in grado di lanciare fiamme e acido dalle fauci. I capitoli si chiudono poi sempre con cliffhanger interessanti, che spingono a proseguire nella lettura del racconto. Centrale nella trama è il rapporto tra Sandor e Jesse, con il cane che deve guidare la crescita della ragazza in un mondo fuori da ogni controllo. La difficoltà del ruolo genitoriale che Sandor si è trovato inaspettatamente a rivestire è espressa in modo efficace nel racconto, di cui costituisce una delle linee narrative principali.
Davvero notevoli i dialoghi di Animosity #2, tra cui spiccano la discussione filosofica dei due crostacei in apertura di volume e quella metafisica tra i vari animali sull’esistenza della propria anima. Il tema del Risveglio offre ampie possibilità di mettere in scena le riflessioni e i pensieri degli animali, portandone in risalto le loro coscienze, pulite o sporche che siano. Un’occasione che Marguerite Bennet dimostra di non lasciarsi mai sfuggire, neanche nel caso del villain del volume, il Drago: accusato di aver costretto molte specie di animali, anche non carnivore, a cacciare e a uccidere, il rapace risponde che è nella loro natura, e che “non c’è cattiveria nella natura”.
I disegni di Rafael De Latorre accompagnano il racconto con il loro tratto leggero e estremamente curato, soprattutto nella rappresentazione degli animali e degli scenari. Emblematica è la nuova ambientazione delle Cascate della Clessidra, dove vive una colonia di pangolini. Lo schema delle tavole segue un’impostazione piuttosto classica, ma sono ricorrenti le vignette estese sulla doppia pagina, così come le splash-pages. I colori di Rob Schwager riflettono bene le atmosfere di Animosity con scelte cromatiche appropriate.
Da evidenziare sono infine gli speciali extra contenuti al termine di Animosity #2, in cui viene descritta la situazione nel resto degli Stati Uniti e del mondo dopo il Risveglio. Alcuni stati, nazioni e territori sono governati dagli animali, altri sono ancora in mano agli uomini, mentre in alcuni casi si sono istaurati governi e regimi misti. La descrizione del “Nuovo Ordine Mondiale” di Animosity è accurata e dettagliata, e offre spunti davvero interessanti anche nell’ottica di una eventuale espansione della serie.
Sullo sfondo resta sempre presente la questione fondamentale di tutta la saga, la domanda a cui ancora nessuno, uomo o animale, ha saputo dare riposta: cosa ha causato il Risveglio? Ma non chiedetelo a Sandor, a lui non interessa. La sua unica ragione di vita è proteggere Jesse.
Animosity #2
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TRAMA
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DIALOGHI
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DISEGNI









