Eden’s Zero: La recensione del Capitolo 1 In Giappone è già caos per il nuovo manga di Hiro Mashima, autore del celebre Fairy Tail.

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Fairy Tail

, il manga che ha confermato le grandi capacità artistiche di Hiro Mashima, si è concluso lo scorso anno, precisamente il 26 luglio 2017. Quasi 11 mesi dopo il mangaka di Nagano ha concepito una nuova opera per la gioia di milioni di fan, dal titolo Eden’s Zero.

Pubblicato nuovamente dalla Kodansha sulla rivista Weekly Shonen Magazine, Mashima ha messo in mostra, nella cover commemorativa del suo nuovo fantasy, i tre protagonisti: Shiki Granbell, l’unico abitante umano del Regno di Granbell; Rebecca, B-Cuber che viaggia di pianeta in pianeta per registrare video per il suo profilo online; Happy, robot antropomorfo con le sembianze di un gatto blu, basato sull’omonimo personaggio della serie Fairy Tail.

Eden’s Zero Cover

A primo impatto si ha una sensazione di familiarità, sembra di aver davanti qualcosa di già visto. Ed è una sensazione non del tutto sbagliata, in quanto lo stile di disegno dei personaggi non è cambiato affatto rispetto al manga precedente del maestro Mashima.

Per capire realmente che si sta parlando di una nuova storia bisogna leggere il Capitolo 1.

Eden’s Zero presenta sin dalle prime pagine a colori il protagonista Shiki, un giovane umano che vive su un’isola abitata interamente dalle macchine (Il Regno di Granbell). In realtà l’isola è un immenso parco dei divertimenti, ricco di robot, negozi di souvenir e attrazioni. Tuttavia Granbell non riceve alcun visitatore da almeno 100 anni, per cui Shiki è da sempre abituato a stare esclusivamente accanto ai robot.

Le cose cambiano quando una fanciulla di nome Rebecca “sbarca” nel Regno di Granbell, in compagnia del suo fido gatto parlante, Happy. Inizialmente viene accolta come una principessa dai robot del posto, tanto da permetterle di mangiare a volontà e di esplorare l’intero parco.

Durante l’esplorazione incontra Shiki, un bizzarro umano che le propone di diventare amici. Nonostante il rifiuto di Rebecca, Shiki è determinato a stringere nuove amicizie con altri umani, al fine di realizzare il suo sogno più grande: visitare altre isole.

Tuttavia la situazione si capovolge quando Rebecca viene imprigionata dai robot, che rivelano la loro natura ostile. Shiki, determinato a salvare la sua “nuova amica”, è costretto a malincuore ad affrontare i robot e il loro potente sovrano.

Eden’s Zero Manga

Dalla lettura del primo capitolo emerge la differenza principale tra Eden’s Zero e Fairy Tail: l’ambientazione. L’enorme Regno di Fiore, un mondo magico, ha lasciato il posto all’immensità dello spazio, chiamato da Rebecca “Sakura Cosmos”.

La nave di cui si parla all’interno del capitolo è infatti una nave spaziale a tutti gli effetti, e ci permette di supporre che in futuro potremmo avere a che fare letteralmente con scontri galattici.

I personaggi e i dialoghi invece strizzano continuamente l’occhio al celebre manga di Mashima. A livello grafico Rebecca sembra la copia di Lucy, Shiki sembra Natsu con i capelli scuri, Happy rimane Happy.

I dialoghi, divertenti e piacevoli, rispecchiano pienamente le caratteristiche ormai consolidate dei manga di Mashima.

  • Storia
  • Disegni
  • Dialoghi
3.3

Riassunto

Leggendo il primo capitolo di Eden’s Zero si viene catapultati all’istante nell’universo creato negli anni da Hiro Mashima, e ciò può essere una cosa positiva o negativa a seconda dei punti di vista. Sfogliando le prime pagine ci si accorge che il manga ha già tutto ciò che ci potremmo aspettare da uno shonen di qualità: azione, gag, combattimenti e ovviamente un pizzico di fanservice.
L’aspetto grafico è molto curato, in particolare i personaggi principali e le ambientazioni. Tuttavia potrebbe far storcere il naso a coloro che si aspettano dal maestro Mashima un’opera diversa da quella precedente.