Metro Exodus: provato in anteprima il nuovo sparatutto di 4A Games Abbiamo potuto provare in anteprima il nuovo titolo di 4A Games il quale si preannuncia essere uno dei migliori titoli di questa generazione

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Metro Exodus è praticamente un sogno ad occhi aperti. Sin dal primo momento in cui lo abbiamo visto in azione nel corso dell’E3 2017, non abbiamo potuto che sperare di mettere le mani addosso ad una versione di sviluppo avanzata del titolo. Quel momento è finalmente arrivato e nel corso della Gamescom 2018 di Colonia abbiamo tastato con mano l’ultima build disponibile di uno sparatutto in prima persona destinato a fare davvero la storia.

 

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UN IMPIANTO DA URLO

La novità più grande di Metro Exodus, il quale a suo modo continua l’avventura di Artyom dopo le vicende di Metro Last Light (a sua volta ispirato dalle vicende dei romanzi di Dmitrij Alekseevič Gluchovskij), è l’introduzione di un mondo in regime di “semi Open-World” così dettagliato da far strabuzzare gli occhi. Perché semi Open World? Secondo gli sviluppatori, Metro Exodus non sarà un Open World in senso classico, ma anche noi non abbiamo ben compreso cosa 4A Games intendesse comunicare con questa considerazione, anche se la prova in Gamescom 2018 ci ha tolto ogni dubbio al riguardo.

 

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Nonostante questa volta ci troviamo all’aria “aperta” e lontani dai soffocanti tunnel della metro di Mosca, il mondo post-apocalittico dipinto dalla penna di Gluchovskij è in realtà stato architettato per donare al giocatore un’avventura immersiva, ma mai retrograda. Cosa voglio dire: nel corso della prova in Gamescom 2018, abbiamo compreso come nonostante il giocatore possa tornare nelle aree precedenti senza alcun passaggio tecnico di sorta, l’avventura porta costantemente ad avanzare nel mondo di gioco senza necessariamente tornare sui propri passi. Inoltre, in modo diverso dagli Open World tradizionali, non vi sono quest di sorta da accettare, ma soltanto una grande missione da completare. Missione che, nel nostro caso, non ci è stata purtroppo rivelata

 

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UN MONDO OSTILE

Il motivo per cui Artyom non conosce il suo nuovo scopo di vita è causato da un disperato girovagare in una regione sconosciuta e ostile raggiunta come patria di “salvezza” successivamente a un grave incidente. Al proposito Artyom si ritrova in mezzo a una guerra di fazioni che non conosce e che in assoluto non sa come fronteggiare, questione che si ripercuote ovviamente sull’esperienza di gioco e sul giocatore. Metro Exodus è infatti tutta una scoperta: le regole della metropolitana quì non valgono più e bisogna arrangiarsi con nuove e diverse tecniche di sopravvivenza.

 

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Nel corso della nostra prova, per esempio, siamo riusciti a trovare alcune armi di fortuna abbandonate da combattenti ormai morti stecchiti, le quali si sono dimostrate decisamente utili nel momento in cui abbiamo erroneamente sconfinato nel territorio di una fazione che nemmeno conoscevamo. Le situazioni al limite e “non volute” sono sicuramente il fulcro dell’esperienza di questo nuovo Metro, ove sta al giocatore analizzare e comprendere la situazione per permettere ad Artyom di proseguire il suo percorso e in qualche modo ritornare sui suoi passi perduti.

 

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UN GAMEPLAY RICONOSCIBILE

Nonostante la nuova e grande mappa da esplorare e conoscere, il gunplay di Metro Exodus non differisce molto da quanto già visto nei primi due precedenti capitoli. 4A Games non ha infatti la volontà di dimenticare coloro che si sono divertiti con Metro 2033 e Last Light e in qualche modo riproporre lo stesso feeling di gameplay è un modo per comunicare a costoro che 4A Games ha creato un videogioco per loro. Lo studios ucraino è infatti dedito a soddisfare al massimo le richieste del proprio pubblico e, fidandosi ciecamente, non cerca in alcun modo di introdurre feautures utili per trovare consensi al di fuori della cerchia di appassionati ormai già creata.

 

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Insomma: Metro Exodus è un gioco creato appositamente per gli amanti di Metro e non cerca di standardizzarsi alla concorrenza mantenendo un’identità riconoscibile nonostante il forte ammodernamento dell’impianto ludico e scenografico. Al proposito, ritorna il mitico accendino, l’orologio che fa anche da sensore di luminosità, la lista cartacea con mappa e obiettivi e l’utilizzo incrociato di munizioni regolari e militari. In tal senso, l’anima di Metro è ancora viva e vegeta e pronta per essere assimilata una nuova volta da tutti i puristi della serie.

 

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FAMMI VEDERE MEGLIO

4A Games è sempre riuscita a regalare a tutti noi videogiocatori un livello tecnico davvero all’avanguardia, al costo di qualche scheda grafica fusa nel tentativo di far andare al massimo i suoi giochi. Tuttavia, anche se Metro Exodus propone un livello tecnico che sembra quasi sfondare nella Next Gen, sembra che il titolo sia proporzionalmente più leggero del suo predecessore Last Light, segno di come lo studios abbia pensato anche ad una ottimizzazione generale del proprio motore grafico. A scanso di questo, Metro Exodus è sicuramente un’opera videoludica di spessore per quanto riguarda il livello tecnico, tant’è che siamo rimasti a bocca aperta più e più volte nel corso della nostra prova.

 

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Ai modelli poligonali perfettamente ricreati in-game, si affianca un mondo estremamente dettagliato e articolato esattamente come i tunnel metropolitani dei due capitoli precedenti. Sappiamo un po’ tutti che 4A Games è dedita nello sviluppo di una veste grafica di prim’ordine e possiamo assolutamente dire che Metro Exodus sia uno dei Re di questa generazione. Oltre a questo si segnala una direzione artistica pazzesca e all’altezza delle aspettative e un doppiaggio in una moltitudine di lingue (tra cui anche l’italiano), in linea con le produzioni precedenti. In definitiva, dal punto di vista tecnico Metro Exodus è già un capolavoro: sarà interessante osservare come il team di sviluppo ha intenzione di migliorare qualcosa che è già impressionante.

 

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IN CONCLUSIONE

Metro Exodus propone la classica formula di gameplay di Metro in un contesto simil Open-World ove scorazzare in cerca di risposte alla moltitudine di domande del protagonista. E tra una veste grafica pazzesca e una caratterizzazione del mondo esterno già indimenticabile, non vediamo l’ora di mettere le nostre zampacce sulla build finale del gioco. In definitiva, la nostra prova in Gamescom 2018 ha dissipato ogni nostro dubbio e siamo sicuri che il titolo di 4a Games sarà sicuramente uno dei grandi protagonisti del 2019 videoludico.

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.