Dark: La recensione della prima stagione Su Netflix è disponibile il primo contenuto original proveniente dalla Germania

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Netflix continua il suo lento e costante processo di espansione, l’ambiziosissima idea del colosso di diffondere ovunque contenuti presi qua e la dai vari stati sotto la sua ormai enorme ala protettiva, un idea che ha visto arrivare serie Brasiliane, Francesi, Spagnole, Italiane e, proprio grazie a Dark, anche Tedesche.

Quella ideata da Baran bo Odar e Jantje Friese è una serie che in molti- erroneamente – hanno iniziato utilizzando come metro di paragone la ben più nota e seguita Stranger Things, forse tratti in inganno dalla presenza nella trama degli anni’80. Nella sua essenza però la struttura della serie evoca ben altri show televisivi, con un sistema intricato e machiavellico di misteri inscatolati in altri misteri più grandi riporta infatti alla mente l’enorme successo di Lost.

Fra i due serial però è impossibile non notare quanto possa incidere- in termini di gestione della tensione e dell’attesa, l’evoluzione intrapresa dal mondo delle serie TV , passando dalla cadenza lenta e settimanale al binge watching compulsivo, in grado di azzerare la suspense e le discussioni che si creavano fra un episodio e l’altro, in grado di creare intere sceneggiatura parallele.

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Ecco, mentre moltissime serie hanno visto un guadagno da questo nuovo modo di rilascio, una serie come Dark è in grado di far rimpiangere parzialmente questo tipo di sviluppi.  Un rimpianto solo parziale perché se da un lato i misteri sono molti, dall’altro si fa pressante lo sviluppo di numerose e parallele linee narrative, che richiedono da parte dello spettatore una approfondita attenzione generale, per seguire al meglio l’evolversi della narrazione e non perdersi all’interno del labirinto di nomi, anni e volti creato dagli autori.

Una struttura ad intreccio che richiede una certa dose di studio durante la fase di scrittura, svolta magistralmente dagli sceneggiatori, che sembrano non perdere mai la bussola del racconto, anzi paradossalmente più i protagonisti si infilano nello stretto e complicato mondo di paradossi e viaggi nel tempo, più in contrasto il loro lavoro risulterà chiaro allo spettatore, risolvendo via via i suoi dubbi e creando nuovi misteri.
Esemplare l’utilizzo della colonna sonora, sempre presente, sempre sul pezzo (perdonateci il gioco di parole) pronta a rendere più ansiolitiche le scene che richiedono maggiore attenzione, quasi fosse un ulteriore personaggio che fa sentire la sua presenza allo spettatore.

Dark è un prodotto solido, da vedere concentrati, senza perdere di vista la sua trama. La struttura è solida e funzionante, pronta a reggere l’impatto con la seconda stagione che avrà il compito di immergerci ulteriormente nel background della stagione.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD