Glass: La recensione M. Night Shyamalan chiude il ciclo iniziato ormai quasi 20 anni fa con Unbreakable, con un film che ne riprende le orme

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Cos’è un cinecomics? nella sua definizione più amplia il cine-fumetto rappresenta la trasposizione di opera a fumetti in una cinematografica\televisiva, una definizione che si applica sicuramente ai film dei super-eroi Marvel & DC Comics, ma non solo, anche Persepolis o Snowpiercer lo sono, pur non avendo per protagonisti personaggio con poteri extra-umani.
Come esistono cinecomics senza super-eroi esiste il loro contrapposto, film che non derivano da un fumetto, ma che in qualche modo parlano di quel mondo, usando il linguaggio del medium cartaceo per il proprio scopo, qui, su queste corde, si muove Glass l’ultima pellicola nata dalla mente di M. Night Shyamalan, che chiude un trittico nato con Unbreakable e proseguito con Split, riunendone gli iconici personaggi per un ultimo giro di giostra.

La visione di Shyamalan travalica il confine fra eroe e villain dei fumetti, mette i 3 protagonisti sullo stesso piano, azzera le loro differenze mettendo in luce il filo che li unisce. Tutti loro sono diversi e questo fa paura al resto dell’umanità che li vede come una minaccia, come un pericolo, non importa se le loro azioni difendano il cittadino, lo sacrifichino sull’altare della Bestia o portino ad un disastro ferroviario, loro sono tutti anormali e in quanto tali vanno messi in gabbia.

Per uno spettatore amante del mondo dei fumetti è impossibile non vedere in questa chiave di lettura diverse similitudini con l’universo dei Mutanti Marvel, gli X-Men, che spesso nella loro storia si sono trovati ad avere a che fare con una popolazione che teme i loro poteri quanto quelli di Magneto. Glass usa questa complessa chiave meta-fumettistica per raccontarci del nostro mondo, di come la realtà soffochi il diverso e lo emargini cercando di convincerlo che l’unica soluzione è abbandonare ciò che lo rende “speciale” per diventare “normale”.

Questa pellicola è un sequel di Unbreakable e della sua filosofia, Split diventa quindi uno spin-off ben costruito e agganciato per dare il proprio apporto, ma le cui tematiche qui si adeguano a quelle del filone principale, causando con molta probabilità quella sensazione di confusione e smarrimento che ha fatto si che molti spettatori non siano rimasti contenti di Glass.

Il crossover fra le due pellicole, che ha dato vita a questo epilogo, cerca di trovare un punto di equilibrio fra ciò che rappresentava la forza dei singoli film, il risultato perde molto della stratificazione di costruzione che caratterizzava il primo, ma anche il ritmo da thriller del secondo, un lento – ma non noioso – incedere fino all’ovvio Shyamalan twist, pronto a rovesciare le nostre convinzioni e a rivelarci la verità.

Bruce Willis e Samuel L. Jackson offrono una prestazione solida, pienamente in linea con quelle che sono le loro capacità attoriali, ma sono sovrastati dalla prova James McAvoy, che passando da un personaggio all’altro con estrema naturalezza si dimostra un caratterista estremo.

Glass non è un film adatto a tutti, è un film che richiede impegno e un buon bagaglio di informazioni pregresse per poter essere letto a fondo senza incagliarsi nel primo e più superficiale muro di parole.

Se siete fan del mondo comics, questo è un film da vedere. 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD