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Come Netflix intende sopravvivere all’arrivo delle nuove piattaforme streaming L'intensificazione di contenuti originali sta già garantendo allo streamer un futuro alquanto florido.

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Illustrando la strategia che i dirigenti di Netflix intendono adottare in maniera definitiva, relativa alla produzione dei contenuti della piattaforma, in un nuovo rapporto mostrato recentemente dagli addetti ai lavori dello streamer, i contenuti in esso presenti risultano per la prima volta composti per la maggior parte da originali, piuttosto che da “adottati”. Di tutti i contenuti che Netflix ha resto disponibili fino al mese di dicembre 2018, il 51% di essi erano infatti originali, stando a quanto riporta Ampere Analysis, società di studi statistici che ha registrato il dato, letteralmente raddoppiato rispetto al dicembre 2016.

Cosa significa, però, contenuto originale Netflix? In realtà molte cose differenti allo stesso tempo. La piattaforma ha infatti sviluppato contenuti seguiti dalla fase di stesura della sceneggiatura, ma anche altri che Netflix ha aiutato a creare assieme a partner consolidati – come ad esempio Sony per The Crown, Lionsgate per Orange is the new black, o con AMC per Better call Saul.

Una strategia di contenuti proporzionata alla crescita del monopolio di Netflix

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A causa della sua esponente crescita nel panorama dell’intrattenimento mondiale, Netflix intende produrre sempre più contenuti di tipo endemico, ossia originari dei vari paesi dove la piattaforma è disponibile, mantenendo però una tabella di marcia ben calibrata sulla pubblicazione di nuovi progetti man mano che la società continuerà ad ampliarsi. Questi pronostici non tengono però conto di un fattore fondamentale che determina il successo di una campagna marketing: il tempo di visualizzazione effettivo dei diversi contenuti – che è il cardine attorno al quale ruota tutta la produzione di contenuti digitali.

Tenuto conto di questo fattore, la quantità di contenuti originali Netflix tende ad abbassarsi, ma resta comunque più grande di circa quattro volte rispetto alle piattaforme concorrenti, come Amazon e Hulu, ora alle prese con la produzione di contenuti originali di proporzioni epocali – come Il Signore degli Anelli – seppur spendendo fin troppo poco rispetto a quanto spende Netflix per la produzione dei suoi contenuti – circa dieci miliardi di dollari l’anno – e senza concentrarsi sull’effettiva produzione volumetrica e qualitativa dei propri contenuti.

La produzione di contenuti originali mira a contenere le limitazioni di palinsesto causate dalla concorrenza

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Le statistiche di Ampere, inoltre, illustrano come la società stia facendo tutto ciò sopratutto per contenere la grande perdita di contenuti che si verrà a creare una volta che i fornitori degli attuali film e serie tv, avranno le loro piattaforme di riferimento – come appunto Disney – iniziando quindi a trattenere i titoli autorizzati ad essere rilasciati su Netflix. Ora come ora, sebbene la bilancia tenda per il 51% verso i contenuti originali della piattaforma, almeno il 30% che essa contiene è prodotta da studi esterni, fatto questo che non renderebbe quel 51 un 100 in grado di essere autosufficiente.

Basta immaginare, anche solo approssimativamente, a quanto ammonterà il palinsesto di Disney+. La sfida però non sembra spaventare la società, che come ha dichiarato Ted Sarandos, si prepara per questo evento epocale da ben sei anni. La strategia, stando a quanto riferito dagli analisti, si sta infatti muovendo verso un modello di autosufficienza.

L’attenzione per la crescita della proporzione di contenuti originali nel catalogo di Netflix, non mostra alcun segno di rallentamento. Anzi, è evidente come la piattaforma stia raggiungendo un punto in cui produrrà quasi tutti i suoi contenuti in modo nuovo e autentico, mantenendo una minima parte di prodotti su licenza.

Questo ben posizionerà Netflix sul mercato, nel caso in cui altri importanti studi seguiranno i passi di Fox e Disney, e ritireranno i loro contenuti dai servizi SVOD prima di lanciare la loro offerta DTC.

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Francesco Paolo Lepore

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.

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